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arresto in flagranza e fermo di polizia
Le misure cc.dd. precautelari sono l'arresto (presupponente la flagranza o la quasi flagranza di reato) facoltativo o obbligatorio ed il fermo di polizia.

L'arresto in flagranza di reato è previsto dall'art. 382 cpp, esso presuppone la flagranza di reato (il reato è in atto al momento dell'esecuzione dell'arresto) o la quasi flagranza (inseguimento in corso, immediata sorpresa con cose o tracce di reato).

L'arresto può, poi, essere obbligatorio ai sensi dell'art. 380 cpp ove il delitto sia doloso e la pena edittale sia quella dell'ergastolo ovvero quella della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni e nel massimo a venti. E' inoltre previsto l'arresto obbligatorio per una serie nominativa di delitti.

L'arresto facoltativo è invece previsto dall'art. 382 cpp con riferimento a delitti anche colposi che abbiano pena edittale massima non inferiore a tre anni (per i delitti dolosi) o pena edittale massima almeno pari a cinque anni (per i delitti colposi) e con riferimento ad un'altra lista nominativa di delitti. In tali ipotesi il criterio per disporre l'arresto in flagranza di reato è quello della gravità del fatto e della pericolosità dell'arrestando.

L'arresto in flagranza di reato, a mente dell'art. 383 cpp, può essere effettuato anche dal privato nelle ipotesi in cui ricorrerebbe l'obbligo di disporlo da parte della PG con obbligo di consegna immediata a quest'ultima dell'arrestato.

Il fermo di polizia può essere disposto dal PM (organo ordinario) o da agenti ed ufficiali di PG come organi suppletivi del PM. Il fermo di polizia al contrario dell'arresto non presuppone la flagranza di reato.

Presupposti del fermo di polizia sono:

il pericolo concreto di fuga, valutato anche in considerazione dell'impossibilità di identificazione;

il fatto che si tratti di uno tra i delitti nominativamente indicati ovvero di delitti punibili con l'eragostolo o con pena non inferiore nel minimo a due anni o nel massimo superiore a sei anni.

In caso di fermo o arresto, la PG deve:
 
dare immediata informativa al PM del luogo nel quale siano stati eseguiti e, nella sola ipotesi del fermo, anche al PM che lo ha disposto ove diverso da quello del luogo in cui esso è stato eseguito;
 
dare immediato avviso all'arrestato o fermato della facoltà di nominare un difensore di fiducia;
 
ove necessario richiedere al PM di designare un difensore d'ufficio;
 
tradurre in carecere l'arrestato non oltre le 24 ore;
 
consentire il colloquio immediato in caserma tra l'arrestato o fermato e il suo difensore;
 
dare, con il consenso dell'arrestato o fermato, immediata informativa ai familiari.
 
Il fermo di polizia e l'arresto in flagranza sono soggetti a convalida da parte del GIP del luogo dell'arresto o del fermo su richiesta del PM entro 48 ore dal momento dell'arresto o del fermo (contestualmente può essere richiesta una misura cautelare).
 
L'udienza di convalida si celebra entro le 48 ore dalla richiesta del PM a pena di inefficacia della misura precautelare e deve esserne dato preaviso al PM e al difensore che deve necessariamente presenziare all'udienza di convalida.
 
Il GIP accertata la legittimità o l'illegittimità della misura precautelare:
 
la convalida se legittima e dispone la liberazione del fermato o dell'arrestato se non dispone di un'autonoma misura cautelare;
 
non la convalida se illegittima ma può sempre disporre una misura cautelare ove vi sia richiesta del PM ed ove riscontri l'esistenza di una delle esigenze cautelari di cui agli artt. 273 e ss cpp




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