Ricerca


banner_lungo_magitratura_esame_avvocato_2012.jpg
mod_vvisit_counterOggi166
mod_vvisit_counterDal 12/06/093466918

domiciliazioniprevprof.jpg
magistratura_esame_avvocato_2012_2013.jpg























azione penale archiviazione e avviso di concluse indagini

L'inizio dell'azione penale, il termine delle indagini preliminari, le proroghe, la richiesta di archiviazione, il decreto di archiviazione, l'av viso di concluse indagini

Argomenti correlati

la richiesta di archiviazione

avviso conclusione indagini


la richiesta di rinvio a giudizio

l'udienza preliminare

la sentenza di non luogo a procedere


il decreto che dispone il giudizio

l'incidente probatorio

 

ARTICOLO  405

Inizio dell'azione penale. Forme e termini.

1. Il pubblico ministero, quando non deve richiedere l'archiviazione [408, 411, 415; 125 att.], esercita l'azione penale [50; 27 min.], formulando l'imputazione [60], nei casi previsti nei titoli II, III, IV, e V del libro VI ovvero con richiesta di rinvio a giudizio [416].

1-bis. Il pubblico ministero, al termine delle indagini, formula richiesta di archiviazione quando la Corte di cassazione si è pronunciata in ordine alla insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ai sensi dell'articolo 273, e non sono stati acquisiti, successivamente, ulteriori elementi a carico della persona sottoposta alle indagini (1).

2. Salvo quanto previsto dall'articolo 415-bis, il pubblico ministero richiede il rinvio a giudizio entro sei mesi [406, 407; 240-bis coord.] dalla data in cui il nome della persona alla quale è attribuito il reato è iscritto nel registro delle notizie di reato [335, 414, 415, 436; 258 trans.]. Il termine è di un anno se si procede per taluno dei delitti indicati nell'articolo 407, comma 2, lettera a) (2).

3. Se è necessaria la querela [336], l'istanza [341] o la richiesta [342] di procedimento, il termine decorre dal momento in cui queste pervengono al pubblico ministero [345].

4. Se è necessaria l'autorizzazione a procedere [343], il decorso del termine è sospeso dal momento della richiesta [344] a quello in cui l'autorizzazione perviene al pubblico ministero [345] (3) (4).

(1) La Corte cost., con sentenza 24 aprile 2009, n. 121, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del comma. Tale comma era stato inserito dall'art. 3 l. 20 febbraio 2006, n 46.

(2) Comma dapprima modificato dall'art. 6 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356, e successivamente dall'art. 171l. 16 dicembre 1999, n. 479. Si tenga tuttavia presente che nei procedimenti per reati di criminalità organizzata non opera la sospensione dei termini per le indagini preliminari nel periodo feriale: v. sub art. 240-bis coord.

(3) Per i termini delle indagini in tema di reati ministeriali, e per la relativa proroga, v. l'art. 8 l. 5 giugno 1989, n. 219.

(4) Per il procedimento davanti al giudice di pace, v. art. 15 d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.

ARTICOLO  406

(1) Proroga del termine.

1. Il pubblico ministero, prima della scadenza, può richiedere al giudice [328; 258 4 trans.], per giusta causa, la proroga del termine previsto dall'articolo 405 [3934]. La richiesta contiene l'indicazione della notizia di reato [330 s., 369] e l'esposizione dei motivi che la giustificano.

2. Ulteriori proroghe possono essere richieste dal pubblico ministero nei casi di particolare complessità delle indagini ovvero di oggettiva impossibilità di concluderle entro il termine prorogato.

2-bis. Ciascuna proroga può essere autorizzata dal giudice per un tempo non superiore a sei mesi [407; 240-bis coord.].

2-ter. Qualora si proceda per i reati di cui agli articoli 589, secondo comma, e 590, terzo comma, del codice penale, la proroga di cui al comma 1 può essere concessa per non più di una volta (2).

3. La richiesta di proroga è notificata, a cura del giudice, con l'avviso della facoltà di presentare memorie entro cinque giorni dalla notificazione, alla persona sottoposta alle indagini nonché alla persona offesa dal reato [90, 91] che, nella notizia di reato o successivamente alla sua presentazione, abbia dichiarato di volere esserne informata [408 2]. Il giudice provvede entro dieci giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle memorie.

4. Il giudice autorizza la proroga del termine con ordinanza emessa in camera di consiglio senza intervento del pubblico ministero e dei difensori.

5. Qualora ritenga che allo stato degli atti non si debba concedere la proroga, il giudice, entro il termine previsto dal comma 3, secondo periodo, fissa la data dell'udienza in camera di consiglio e ne fa notificare avviso al pubblico ministero, alla persona sottoposta alle indagini nonché, nella ipotesi prevista dal comma 3, alla persona offesa dal reato [90, 91]. Il procedimento si svolge nelle forme previste dall'articolo 127.

5-bis. Le disposizioni dei commi 3, 4 e 5 non si applicano se si procede per taluno dei delitti indicati nell'articolo 51 comma 3-bis e nell'articolo 407, comma 2, lettera a), numeri 4 e 7-bis. In tali casi, il giudice provvede con ordinanza entro dieci giorni dalla presentazione della richiesta, dandone comunicazione al pubblico ministero (3).

6. Se non ritiene di respingere la richiesta di proroga, il giudice autorizza con ordinanza il pubblico ministero a proseguire le indagini.

7. Con l'ordinanza che respinge la richiesta di proroga, il giudice, se il termine per le indagini preliminari è già scaduto, fissa un termine non superiore a dieci giorni per la formulazione delle richieste del pubblico ministero a norma dell'articolo 405.

8. Gli atti di indagine compiuti dopo la presentazione della richiesta di proroga e prima della comunicazione del provvedimento del giudice sono comunque utilizzabili, sempre che, nel caso di provvedimento negativo, non siano successivi alla data di scadenza del termine originariamente previsto per le indagini [415-bis5] (4).

(1) Articolo così sostituito dall'art. 6 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356. Tale testo era stato già modificato dall'art. 1 d.lgs.. 22 giugno 1990, n. 161. Il comma 2 dell'art. 406 e il comma 2 dell'art. 553 erano stati successivamente dichiarati costituzionalmente illegittimi con Corte cost. 15 aprile 1992, n. 174 «nelle parti in cui prevedono che il giudice possa prorogare il termine per le indagini preliminari solo "prima della scadenza" del termine stesso». Di tale sentenza, come si vede, ha tenuto conto il legislatore con l'ultima novella.

(2) Comma inserito dall'art. 41l. 21 febbraio 2006, n. 102.

(3) Comma così modificato dapprima dall'art. 31d.l. 24 novembre 2000, n. 341, conv., con modif., in l. 19 gennaio 2001, n. 4, e successivamente dall'art. 11d.l. 5 aprile 2001, n. 98, conv., in l. 14 maggio 2001, n. 196.

(4) Per il procedimento davanti al giudice di pace, v. art. 16 d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.

ARTICOLO  407

Termini di durata massima delle indagini preliminari (1).

1. Salvo quanto previsto dall'articolo 393, comma 4 [409 4, 412 1, 413, 414, 415, 4193, 430, 436 2], la durata delle indagini preliminari non può comunque superare diciotto mesi [173, 240-bis coord.].

2. La durata massima è tuttavia di due anni [240-bis coord.] se le indagini preliminari riguardano:

a) i delitti appresso indicati:

1) delitti di cui agli articoli 285, 286, 416-bis e 422 del codice penale, 291-ter, limitatamente alle ipotesi aggravate previste dalle lettere a), d) ed e) del comma 2, e 291-quater, comma 4, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43 (2);

2) delitti consumati o tentati di cui agli articoli 575, 628, terzo comma, 629, secondo comma, e 630 dello stesso codice penale;

3) delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall'articolo 416-bis del codice penale ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni previste dallo stesso articolo;

4) delitti commessi per finalità di terrorismo o di eversione dell'ordinamento costituzionale per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni o nel massimo a dieci anni, nonché delitti di cui agli articoli 270, terzo comma, e 306, secondo comma, del codice penale (3);

5) delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di più armi comuni da sparo, escluse quelle previste dall'articolo 2, terzo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110;

6) delitti di cui agli articoli 73, limitatamente alle ipotesi aggravate ai sensi dell'articolo 80, comma 2, e 74 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni;

7) delitto di cui all'articolo 416 del codice penale nei casi in cui è obbligatorio l'arresto in flagranza [3802m)];

7-bis) dei delitti previsti dagli articoli 600, 600-bis, primo comma, 600-ter, primo comma, 601, 602, 609-bis nelle ipotesi aggravate previste dall'articolo 609-ter, 609-quater, 609-octies del codice penale, nonché dei delitti previsti dall'articolo 12, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni (4) (5);

b) notizie di reato che rendono particolarmente complesse le investigazioni per la molteplicità di fatti tra loro collegati ovvero per l'elevato numero di persone sottoposte alle indagini o di persone offese;

c) indagini che richiedono il compimento di atti all'estero [727 s.];

d) procedimenti in cui è indispensabile mantenere il collegamento tra più uffici del pubblico ministero a norma dell'articolo 371.

3. Salvo quanto previsto dall'articolo 415-bis, qualora il pubblico ministero non abbia esercitato l'azione penale [405] o richiesto l'archiviazione [408, 411, 415] nel termine stabilito dalla legge o prorogato dal giudice, gli atti di indagine compiuti dopo la scadenza del termine non possono essere utilizzati [191, 415-bis5] (6).

(1) Per la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, v. art. 56 d.lgs.. 8 giugno 2001, n. 231.

(2) Numero così sostituito dall'art. 53l. 19 marzo 2001, n. 92.

(3) Numero dapprima modificato dall'art. 12d.l. 5 aprile 2001, n. 98, conv. in l. 14 maggio 2001, n. 196, e successivamente, in sede di conversione, dall'art. 15-quaterd.l. 18 ottobre 2001, n. 374, conv., con modif., nella l. 15 dicembre 2001, n. 438. Un'ulteriore modifica era originariamente stata disposta al presente numero dall'art. 2 2 d.l. n. 374, cit., poi soppresso in sede di conversione. V., inoltre, art. 3 1 d.l. n. 374, cit. e art. 97l. 16 marzo 2006, n. 146.

(4) Numero aggiunto dall'art. 32d.l. 24 novembre 2000, n. 341, conv., con modif., in l. 19 gennaio 2001, n. 4, e poi modificato dall'art. 61 c)l. 11 agosto 2003, n. 228, che ha inserito le parole «600,» e «602,». L'art. 1, comma 27, della l. 15 luglio 2009, n. 94, ha ulteriormente modificato questo numero, aggiungendo, in fine, le parole: ", nonché dei delitti previsti dall'articolo 12, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni"

(5) Lettera così sostituita da ultimo dall'art. 21 l. 8 agosto 1995, n. 332. Il testo della presente lettera era stato precedentemente sostituito a quello originario dall'art. 6 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356. Si tenga inoltre presente che nei procedimenti per reati di criminalità organizzata non opera la sospensione dei termini per le indagini preliminari nel periodo feriale: v. sub art. 240-bis coord.

(6) Comma così modificato dall'art. 171l. 16 dicembre 1999, n. 479. Per il procedimento davanti al giudice di pace, v. art. 16 d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.V., inoltre, l'art. 9 d.l. n. 341, cit., come modificato dall'art. 13 d.l. 25 ottobre 2002, n. 236, conv. con modif., in l. 27 dicembre 2002, n. 284.

ARTICOLO  408

Richiesta di archiviazione per infondatezza della notizia di reato.

1. Entro i termini previsti dagli articoli precedenti, il pubblico ministero, se la notizia di reato [330 s.] è infondata [125 att.], presenta al giudice [328] richiesta di archiviazione [411, 415]. Con la richiesta è trasmesso il fascicolo contenente la notizia di reato, la documentazione relativa alle indagini espletate [357, 373] e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per le indagini preliminari [294, 391, 401] (1) (2).

2. L'avviso della richiesta è notificato, a cura del pubblico ministero, alla persona offesa [90, 91] che, nella notizia di reato o successivamente alla sua presentazione, abbia dichiarato di volere essere informata circa l'eventuale archiviazione [406 3; 126 att.].

3. Nell'avviso è precisato che, nel termine di dieci giorni, la persona offesa [90, 91] può prendere visione degli atti e presentare opposizione [410] con richiesta motivata di prosecuzione delle indagini preliminari.

(1) Per il procedimento di archiviazione relativo ai reati ministeriali ed a quelli indicati nell'art. 90 Cost., v. l. cost. 16 gennaio 1989, n. 1 e l. 5 giugno 1989, n. 219.

(2) Per il procedimento davanti al giudice di pace, v. art. 17 d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.

ARTICOLO  409

Provvedimenti del giudice sulla richiesta di archiviazione.

1. Fuori dei casi in cui sia stata presentata l'opposizione prevista dall'articolo 410, il giudice [328], se accoglie la richiesta di archiviazione [408, 411], pronuncia decreto motivato e restituisce gli atti al pubblico ministero. Il provvedimento che dispone l'archiviazione è notificato alla persona sottoposta alle indagini se nel corso del procedimento è stata applicata nei suoi confronti la misura della custodia cautelare (1).

2. Se non accoglie la richiesta, il giudice fissa la data dell'udienza in camera di consiglio e ne fa dare avviso al pubblico ministero, alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa dal reato [90, 91]. Il procedimento si svolge nelle forme previste dall'articolo 127. Fino al giorno dell'udienza gli atti restano depositati in cancelleria con facoltà del difensore di estrarne copia (2) (3).

3. Della fissazione dell'udienza il giudice dà inoltre comunicazione [153] al procuratore generale presso la corte di appello [412].

4. A seguito dell'udienza, il giudice, se ritiene necessarie ulteriori indagini, le indica con ordinanza al pubblico ministero, fissando il termine indispensabile per il compimento di esse (4).

5. Fuori del caso previsto dal comma 4, il giudice, quando non accoglie la richiesta di archiviazione, dispone con ordinanza che, entro dieci giorni, il pubblico ministero formuli l'imputazione [405]. Entro due giorni dalla formulazione dell'imputazione, il giudice fissa con decreto l'udienza preliminare. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 418 e 419 [128 att.] (5).

6. L'ordinanza di archiviazione è ricorribile per cassazione [606] solo nei casi di nullità previsti dall'articolo 127, comma 5 (6).

(1) Comma così modificato dall'art. 152l. 16 dicembre 1999, n. 479.

(2)La Corte cost., con sentenza interpretativa di rigetto, 25 novembre 1993, n. 418, ha affermato che dalla lettura coordinata degli artt. 409, 127 e 61 c.p.p. si desume che il difensore dell'indagato è ricompreso nel novero dei destinatari dell'avviso dell'udienza in camera di consiglio fissata dal giudice per le indagini preliminari per l'adozione di provvedimenti sulla richiesta di archiviazione.

(3) Comma così modificato dall'art. 12 l. 7 dicembre 2000, n. 397.

(4) Nel dichiarare la manifesta infondatezza di una questione di legittimità costituzionale degli artt. 4094 e 412 c.p.p., La Corte cost., con sentenza 16 luglio 1991, n. 353 ha affermato che «se, da un lato, il pubblico ministero ha l'obbligo di compiere le indagini indicate dal giudice a norme dell'art. 409, quarto comma, c.p.p., tale obbligo non è avulso né autonomo rispetto a quello di compiere "ogni attività necessaria" per assumere le determinazioni inerenti all'esercizio dell'azione penale (art. 358 in relazione all'art. 326 c.p.p.), di talché l'indicazione del giudice opera come devoluzione di un tema di indagine che il pubblico ministero è chiamato a sviluppare in piena autonomia e libertà di scelta circa la natura, il contenuto e le modalità di assunzione dei singoli atti che ritenga necessari ai fini suddetti». La Corte ha inoltre sottolineato che «l'intervento sostitutivo del procuratore generale previsto dalla norma denunciata non è in sé destinato a "modificare" le conclusioni del pubblico ministero o a surrogare una obiettiva inerzia in ordine alle scelte sulla azione ovvero, ancora, a dirimere patologiche - e perciò stesso non disciplinabili - situazioni di stallo, ma unicamente a consentire ad un diverso ufficio del medesimo organo di apprezzare se in concreto l'attività di indagine sia stata o meno esauriente ai fini che sono istituzionalmente imposti al pubblico ministero».

(5) Vedi Corte cost., 12 giugno 1991, n. 263.

(6) La Corte cost., con sentenza interpretativa di rigetto, 16 luglio 1991, n. 353 ha affermato, sulla base della ratio della disposizione dell'art. 4096, che è ricorribile per cassazione da parte della persona offesa il decreto di archiviazione emesso de plano essendo stato illegittimamente omesso l'avviso a detta persona della richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero, nonostante la sua espressa domanda di essere preavvertita (v. art. 4082). Nello stesso senso, v. Corte cost., ord. 27 maggio 1993, n. 257.

ARTICOLO  410

Opposizione alla richiesta di archiviazione.

1. Con l'opposizione alla richiesta di archiviazione [408, 411] la persona offesa dal reato [90, 91] chiede la prosecuzione delle indagini preliminari indicando, a pena di inammissibilità, l'oggetto della investigazione suppletiva e i relativi elementi di prova.

2. Se l'opposizione è inammissibile e la notizia di reato è infondata, il giudice [328] dispone l'archiviazione con decreto motivato e restituisce gli atti al pubblico ministero.

3. Fuori dei casi previsti dal comma 2, il giudice provvede a norma dell'articolo 409, commi 2, 3, 4 e 5, ma, in caso di più persone offese, l'avviso per l'udienza è notificato al solo opponente.

ARTICOLO  411

Altri casi di archiviazione.

1. Le disposizioni degli articoli 408, 409 e 410 si applicano anche quando risulta che manca una condizione di procedibilità [345], che il reato è estinto [150 s. c.p.] o che il fatto non è previsto dalla legge come reato [425] (1).

(1) Per i procedimenti relativi a reati di competenza del giudice di pace, v. art. 34 d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.

ARTICOLO  412

Avocazione delle indagini preliminari per mancato esercizio dell'azione penale.

1. Il procuratore generale presso la corte di appello dispone con decreto motivato l'avocazione [512, 533, 372] delle indagini preliminari se il pubblico ministero non esercita l'azione penale [405] o non richiede l'archiviazione [408, 411, 415] nel termine stabilito dalla legge o prorogato dal giudice [127 att.; 2584 trans.]. Il procuratore generale svolge le indagini preliminari indispensabili e formula le sue richieste entro trenta giorni dal decreto di avocazione [413; 706 ord. giud.].

2. Il procuratore generale può altresì disporre l'avocazione a seguito della comunicazione prevista dall'articolo 409, comma 3 [706 ord. giud.].

ARTICOLO  413

Richiesta della persona sottoposta alle indagini o della persona offesa dal reato.

1. La persona sottoposta alle indagini o la persona offesa dal reato [90, 91] può chiedere al procuratore generale di disporre l'avocazione a norma dell'articolo 412, comma 1.

2. Disposta l'avocazione, il procuratore generale svolge le indagini preliminari indispensabili e formula le sue richieste [405, 408, 411, 415] entro trenta giorni dalla richiesta proposta a norma del comma 1.

ARTICOLO  414

Riapertura delle indagini.

1. Dopo il provvedimento di archiviazione emesso a norma degli articoli precedenti, il giudice [328] autorizza con decreto motivato la riapertura delle indagini su richiesta del pubblico ministero motivata dalla esigenza di nuove investigazioni.

2. Quando è autorizzata la riapertura delle indagini, il pubblico ministero procede a nuova iscrizione a norma dell'articolo 335 [405-407].

 

ARTICOLO  415

(1) Reato commesso da persone ignote.

1. Quando è ignoto l'autore del reato il pubblico ministero, entro sei mesi dalla data della registrazione della notizia di reato [335], presenta al giudice [328] richiesta di archiviazione ovvero di autorizzazione a proseguire le indagini.

2. Quando accoglie la richiesta di archiviazione ovvero di autorizzazione a proseguire le indagini, il giudice pronuncia decreto motivato e restituisce gli atti al pubblico ministero [17 reg.]. Se ritiene che il reato sia da attribuire a persona già individuata ordina che il nome di questa sia iscritto nel registro delle notizie di reato [335, 405-407].

3. Si osservano, in quanto applicabili, le altre disposizioni di cui al presente titolo.

4. Nell'ipotesi di cui all'articolo 107-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie, la richiesta di archiviazione ed il decreto del giudice che accoglie la richiesta sono pronunciati cumulativamente con riferimento agli elenchi trasmessi dagli organi di polizia con l'eventuale indicazione delle denunce che il pubblico ministero o il giudice intendono escludere, rispettivamente, dalla richiesta o dal decreto.

(1) Articolo così sostituito dall'art. 16 l. 16 dicembre 1999, n. 479.

ARTICOLO  415  BIS

(1) Avviso all'indagato della conclusione delle indagini preliminari.

1. Prima della scadenza del termine previsto dal comma 2 dell'articolo 405, anche se prorogato, il pubblico ministero, se non deve formulare richiesta di archiviazione ai sensi degli articoli 408 e 411, fa notificare alla persona sottoposta alle indagini e al difensore avviso della conclusione delle indagini preliminari [5522].

2. L'avviso contiene la sommaria enunciazione del fatto per il quale si procede, delle norme di legge che si assumomo violate, della data e del luogo del fatto, con l'avvertimento che la documentazione relativa alle indagini espletate è depositata presso la segreteria del pubblico ministero e che l'indagato e il suo difensore hanno facoltà di prenderne visione ed estrarne copia.

3. L'avviso contiene altresì l'avvertimento che l'indagato ha facoltà, entro il termine di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, nonché di presentarsi per rilasciare dichiarazioni [374] ovvero chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio [64, 65]. Se l'indagato chiede di essere sottoposto ad interrogatorio il pubblico ministero deve procedervi.

4. Quando il pubblico ministero, a seguito delle richieste dell'indagato, dispone nuove indagini, queste devono essere compiute entro trenta giorni dalla presentazione della richiesta. Il termine può essere prorogato dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta del pubblico ministero, per una sola volta e per non più di sessanta giorni [406].

5. Le dichiarazioni rilasciate dall'indagato, l'interrogatorio del medesimo ed i nuovi atti di indagine del pubblico ministero, previsti dai commi 3 e 4, sono utilizzabili se compiuti entro il termine stabilito dal comma 4, ancorché sia decorso il termine stabilito dalla legge o prorogato dal giudice per l'esercizio dell'azione penale o per la richiesta di archiviazione [405, 407].

(1) Articolo inserito dall'art. 172l. 16 dicembre 1999, n. 479.

Argomenti correlati

la richiesta di archiviazione

avviso conclusione indagini


la richiesta di rinvio a giudizio

l'udienza preliminare

la sentenza di non luogo a procedere


il decreto che dispone il giudizio

l'incidente probatorio

 





Segnala su OK Notizie!Reddit!Del.icio.us! Facebook!
 

CERCA ANCORA IN QUESTO SITO

Ricerca personalizzata