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consumo di gruppo di stupefacenti
Consumo di gruppo di stupefacenti, la questione della rilevanza penale della condotta del mandatario del gruppo che procacci la sostanza
 
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In relazione all'uso esclusivamente personale delle sostanze stupefacenti non costituente fattispecie penalmente rilevante, un profilo di particolare problematicità si è posto in relazione al consumo di gruppo ove sia stato conferito mandato per il procacciamento della sostanza ad uno dei componenti del gruppo medesimo. In tale ipotesi la questione è quella di stabilire se la posizione del mandatario venga a scorporarsi da quella degli altri componenti del gruppo e se la successiva (implicita) cessione ai fini della consumazione di gruppo integri la fattispecie prevista e punita dall'art. 73 del DPR n 309/90 a carico del mandatario medesimo. Le Sezioni Unite del 18 luglio 1997 - Iacolare avevano escluso la rilevanza penale della condotta del procacciatore su mandato del gruppo ove i componenti di questo fossero esattamente individuabili, il mandato fosse stato preventivo ed il consumo di gruppo si verificasse subito dopo il procacciamento. Secondo alcune sentenze successive, ulteriore presupposto per l'esclusione della rilevanza penale era quella che ciascun membro del gruppo partecipasse economicamente all'acquisto e che vi fosse una previa programmazione dei tempi e luoghi del consumo successivo. Con la legge del 2006, questi principi, che apparivano consolidati, sono stati intaccati.
La fattispecie della detenzione oenalmente non rilevante si ricava in negativo da quella di cui al comma 1 bis n 1 dell'art. 73 a mente del quale: "Con le medesime pene di cui al comma 1 è punito chiunque, senza l'autorizzazione di cui all'articolo 17, importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque illecitamente detiene:
a) sostanze stupefacenti o psicotrope che per quantità, in particolare se superiore ai limiti massimi indicati con decreto del Ministro della salute emanato di concerto con il Ministro della giustizia sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento nazionale per le politiche antidroga, ovvero per modalità di presentazione, avuto riguardo al peso lordo complessivo o al confezionamento frazionato, ovvero per altre circostanze dell'azione, appaiono destinate ad un uso non esclusivamente personale;".
L'avverbio esclusivamente personale, in particolare, ha fatto propendere talune pronunce per la rilevanza penale della condotta del mandatario che successivamente ceda parte della sostanza procacciata agli altri membri del gruppo per il consumo comune.
Cass Pen Sez III 3 ottobre 2011 Garofalo ha, in particolare, affermato che il mandatario, dopo il procacciamento, non detiene più a scopo esclusivamente personale in quanto agevola l'uso da parte degli altri. I lavori parlamentari, secondo l'indicata pronuncia, sembrerebbero deporre in tal senso. Inoltre la sentenza Garafalo ha affermato che il mandato, essendo illecito, non può produrre alcuna efficacia esimente sulle successive cessioni ai membri del gruppo. infine l'avverbio esclusivamente denoterebbe l'intento di riferirsi solo all'uso individuale.
La sentenza Sez VI 27 febbraio 2012 Bove ha, invece, affermato l'esatto contrario; in primo luogo, ha argomentato, già nel 2006, l'orientamento ermeneutico dominante nella giurisprudenza della Cassazione era nel senso che il mandato del gruppo rendesse lecita la condotta del procacciatore, quindi una diversa volontà legislativa rispetto alla consolidata prassi pretoria avrebbe dovuto essere espressa. Inoltre, l'argomento dell'illiceità del mandato non sposta nulla in termini penalistici. L'avverbio esclusivamente, infine, non è apparso decisivo. In definitiva la sentenza Bove ha ripristinato una linea di continuità con le sezioni unite del 97  il mandato di gruppo fa confluire la condotta del mandatario procacciatore nell'alveo dell'illecito amministrativo.
La questione, in relazione ai delineati contrasti di giurisprudenza, con ordinanza del 12 ottobre 2012 è stata sottoposta alle Sezioni Unite.


Cassazione penale  sez. un. 28 maggio 1997 n. 4 - Iacolare


Non sono punibili - e rientrano pertanto nella sfera dell'illecito amministrativo di cui all'art. 75 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 - l'acquisto e la detenzione di sostanze stupefacenti destinate all' uso personale che avvengano sin dall'inizio per conto e nell'interesse anche di soggetti diversi dall'agente, quando è certa fin dall'inizio l'identità dei medesimi nonché manifesta la loro volontà di procurarsi le sostanze destinate al proprio consumo (Nell'affermare detto principio la Corte ha osservato che l'omogeneità teleologica della condotta del procacciatore rispetto allo scopo degli altri componenti del gruppo caratterizza la detenzione quale codetenzione ed impedisce che il primo si ponga in rapporto di estraneità e quindi di diversità rispetto ai secondi, con conseguente impossibilità di connotazione della sua condotta quale cessione; ed ha precisato altresì che ad opposta conclusione deve invece pervenirsi qualora l'acquirente-detentore non sia anche assuntore, ovvero non abbia avuto alcun mandato all'acquisto o alla detenzione).
 
 




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