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equa riparazione per custodia cautelare illegittima
I presupposti per ottenere la riparazione in caso di illegittima custodia cautelare; l'esclusione della riparazione in caso di dolo o colpa grave. Il procedimento e i termini per ottenere la riparazione

 

Art 314 cpp

(1) (2) Presupposti e modalità della decisione.

1. Chi è stato prosciolto con sentenza irrevocabile [648] perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato [530], ha diritto a un'equa riparazione [102-bis att.; 245 2g trans.] per la custodia cautelare [284-286, 297, 380, 381, 384] subita, qualora non vi abbia dato o concorso a darvi causa per dolo o colpa grave [643] (3).
2. Lo stesso diritto spetta al prosciolto per qualsiasi causa [529-531] o al condannato [533] che nel corso del processo sia stato sottoposto a custodia cautelare, quando con decisione irrevocabile risulti accertato che il provvedimento che ha disposto la misura è stato emesso o mantenuto senza che sussistessero le condizioni di applicabilità previste dagli articoli 273 e 280 (4) (5).
3. Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano, alle medesime condizioni, a favore delle persone nei cui confronti sia pronunciato provvedimento di archiviazione [408, 409, 411] ovvero sentenza di non luogo a procedere [425] (6).
4. Il diritto alla riparazione è escluso per quella parte della custodia cautelare che sia computata ai fini della determinazione della misura di una pena [657] ovvero per il periodo in cui le limitazioni conseguenti all'applicazione della custodia siano state sofferte anche in forza di altro titolo [297, 298].
5. Quando con la sentenza o con il provvedimento di archiviazione è stato affermato che il fatto non è previsto dalla legge come reato per abrogazione della norma incriminatrice [2 c.p.], il diritto alla riparazione è altresì escluso per quella parte di custodia cautelare sofferta prima della abrogazione medesima.

(1) La Corte cost., con sentenza 25 luglio 1996, n. 310 , ha dichiarato llillegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui «non prevede il diritto all'equa riparazione anche per la detenzione ingiustamente patita a causa di erroneo ordine di esecuzione».

(2) La Corte cost., con sentenza 20 giugno 2008 , n. 219, ha dichiarato llillegittimità costituzionale del presente articolo nella parte in cui «nell'ipotesi di detenzione cautelare sofferta, condiziona in ogni caso il diritto all'equa riparazione al proscioglimento nel merito dalle imputazioni, secondo quanto precisato in motivazione».

(3) La Corte cost., con sentenza 2 aprile 1999, n. 109, ha dichiarato llillegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui «non prevede che chi è stato prosciolto con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, ha diritto a un'equa riparazione per la detenzione subita a causa di arresto in flagranza o di fermo di indiziato di delitto, entro gli stessi limiti stabiliti per la custodia cautelare».

(4) La Corte cost., con sentenza 2 aprile 1999, n. 109, ha dichiarato llillegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui «non prevede che lo stesso diritto nei medesimi limiti spetta al prosciolto per qualsiasi causa o al condannato che nel corso del processo sia stato sottoposto ad arresto in flagranza o a fermo di indiziato di delitto quando, con decisione irrevocabile, siano risultate insufficienti le condizioni per la convalida».

(5)La Corte cost., con sentenza 16 luglio 2004, n. 231, nel dichiarare non fondata una questione di legittimità costituzionale dell'art. 394 nella parte in cui, in tema di estradizione passiva, non prevede la riparazione per ingiusta detenzione nel caso di arresto provvisorio e di applicazione provvisoria di misura custodiale su domanda dello Stato estero che si accerti carente di giurisdizione, ha precisato che l'ipotesi rientra nell'art. 314, comma 2, nella misura in cui risulti ex post accertata l'insussistenza delle specifiche condizioni di applicabilità delle misure coercitive che per i soggetti in discorso vanno individuate, ex art. 714 comma 3, nelle «condizioni per una sentenza favorevole all'estradizione».

(6)La Corte cost., con sentenza 23 dicembre 2004, n. 413, nel dichiarare non fondata nei sensi di cui in motivazione una questione di costituzionalità, sollevata in riferimento agli artt. 2, 3, 13 e 24 Cost., ha affermato che il presente comma «va interpretato nel senso che il diritto alla riparazione per l'ingiusta detenzione opera anche in favore degli eredi dell'indagato la cui posizione sia stata archiviata per "morte del reo", qualora nella sentenza irrevocabile di assoluzione pronunciata nei confronti dei coimputati risulti accertata l'insussistenza del fatto al lui addebitato».


Art. 315 cpp

Procedimento per la riparazione.


1. La domanda di riparazione deve essere proposta [102 att.], a pena di inammissibilità, entro due anni dal giorno in cui la sentenza di proscioglimento o di condanna è divenuta irrevocabile [648], la sentenza di non luogo a procedere è divenuta inoppugnabile [428] o è stata effettuata la notificazione del provvedimento di archiviazione alla persona nei cui confronti è stato pronunciato a norma del comma 3 dell'articolo 314 (1).
2. L'entità della riparazione non può comunque eccedere 516.456,90 euro (2).
3. Si applicano, in quanto compatibili, le norme sulla riparazione dell'errore giudiziario [643-647].





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