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L'errore indotto e la tesi dell'autore mediato
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Una fattispecie che la dottrina usa ricondurre alla figura dell'autore mediato è quella individuata e disciplinata dall'art. 48 cp che rende applicabili le disposizioni  in tema di errore al caso in cui l'errore sul fatto che costituisce reato sia determinato dall'altrui inganno; in tale ipotesi, prosegue l'art. 48 cp, del fatto commesso dalla persona ingannata risponde chi l'ha determinata a commetterlo.
 
Alcuni autori hanno ricondotto la presene fattispecie alla figura giuridica, d'origine tedesca, dell'autore mediato in quanto l'autore materiale del reato viene strumentalizzato, con l'inganno, dal deceptor che induce, nel deceptus, una falsa rappresentazione della realtà che ne determina la condotta criminosa.

La non punibilità dell'autore mediato è, tuttavia, condiozionata alla ricorrenza di tutti i presupposti indicati all'art. 47 cp.
 
E', dunque, necessario che l'errore dell'autore mediato determinato dall'altrui inganno verta sul fatto di reato e non sul precetto penale.

L'errore del deceptus, inoltre, non deve essere colposo in quanto, ove il reato commesso sia punibile anche a tale titolo, dello stesso l'autore mediato dovrà rispondetre a titolo di colpa.

Ove, poi, l'autore mediato abbia effettivamente voluto un reato diverso del quale sussistano tutti gli elementi materiali, oltre al requisito psicologico, egli dovrà rispondere a titolo di dolo di tale diverso reato.
 
Un caso particolare è quello dell'erore indotto su elementi cc.dd. degradanti della fattispecie penale (si pensi al caso in cui l'autore mediato ritenga di commettere un omicidio del consenziente in quanto ingannato sulla sussistenza del consenso della vittima; in tale ipotesi, sotto il profilo materiale, difetta il consenso sicchè appare arduo, se non ricorrendo all'applicazione analogica dell'art. 59 cp in materia di scriminante putativa, ipotizzare la punibilità del deceptus per il delitto di minore portata.
 
Una fattispecie peculiare è quella del reato proprio commesso attraverso l'autore mediato che rivesta la qualifica soggettiva presupposta dal reato proprio medesimo.

In tal caso, l'extraneus dovrà rispondere, per il disposto di cui all'art. 48 cp, del reato proprio materialmente commesso dall'autore mediato




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