Ricerca


banner_lungo_magitratura_esame_avvocato_2012.jpg
mod_vvisit_counterOggi174
mod_vvisit_counterDal 12/06/095941270

domiciliazioniprevprof.jpg
magistratura_esame_avvocato_2012_2013.jpg























L'esecuzione penale
esecuzione penale: le competenze del pubblico ministero e del giudice dell'esecuzione, la determinazione della pena, il decreto di sospensione e l'istanza per l'applicazione delle misure alternative, l'applicazione del concorso formale e della continuazione in sede di esecuzione della pena da parte del giudice dell'esecuzione, l'errore di persona e l'errore sul nome i provvedimenti di liberazione provvisori adottati dal PM
 
Art. 655 cpp
Funzioni del pubblico ministero.

1. Salvo che sia diversamente disposto [738 2], il pubblico ministero [51] presso il giudice indicato nell'articolo 665 cura di ufficio l'esecuzione dei provvedimenti [260 trans.; 28 reg.].
2. Il pubblico ministero propone le sue richieste al giudice competente e interviene [178, 180] in tutti i procedimenti di esecuzione.
3. Quando occorre, il pubblico ministero può chiedere il compimento di singoli atti a un ufficio del pubblico ministero di altra sede [370 3].
4. Se per l'esecuzione di un provvedimento è necessaria l'autorizzazione [68 Cost.; 343], il pubblico ministero ne fa richiesta all'autorità competente; l'esecuzione è sospesa fino a quando l'autorizzazione non è concessa. Allo stesso modo si procede quando la necessità dell'autorizzazione è sorta nel corso dell'esecuzione (1).
5. I provvedimenti del pubblico ministero dei quali è prescritta nel presente titolo la notificazione al difensore, sono notificati [151], a pena di nullità, entro trenta giorni dalla loro emissione, al difensore nominato dall'interessato [96] o, in mancanza, a quello designato dal pubblico ministero a norma dell'articolo 97, senza che ciò determini la sospensione o il ritardo dell'esecuzione.

(1) Il comma 4 era stato abrogato dall'art. 2 d.l. 8 gennaio 1996, n. 9, poi decaduto per mancata conversione in legge. In precedenza, analogo intervento abrogativo era stato apportato dai dd.ll. 15 novembre 1993, n. 455, 14 gennaio 1994, n. 23 e 17 marzo 1994, n. 176, 16 maggio 1994, n. 291, 15 luglio 1994, n. 447, 8 settembre 1994, n. 535, 9 novembre 1994, n. 627, 13 gennaio 1995, n. 7, 13 marzo 1995, n. 69, 12 maggio 1995, n. 165, 7 luglio 1995, n. 276, 7 settembre 1995, n. 374 e 8 novembre 1995, n. 466 tutti parimenti decaduti per mancata conversione in legge.
      

Art. 656 cpp
Esecuzione delle pene detentive (1).

1. Quando deve essere eseguita una sentenza di condanna [533; 29 reg.] a pena detentiva [18 c.p.; 742], il pubblico ministero emette ordine di esecuzione con il quale, se il condannato non è detenuto, ne dispone la carcerazione. Copia dell'ordine è consegnata all'interessato.
2. Se il condannato è già detenuto, l'ordine di esecuzione è comunicato al ministro di grazia e giustizia (2) e notificato all'interessato.
3. L'ordine di esecuzione contiene le generalità della persona nei cui confronti deve essere eseguito e quanto altro valga a identificarla, l'imputazione, il dispositivo del provvedimento e le disposizioni necessarie all'esecuzione. L'ordine è notificato al difensore del condannato [655 5].
4. L'ordine che dispone la carcerazione è eseguito secondo le modalità previste dall'articolo 277.
5. Se la pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non è superiore a tre anni o sei (3) anni nei casi di cui agli articoli 90 e 94 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, il pubblico ministero, salvo quanto previsto dai commi 7 e 9, ne sospende l'esecuzione. L'ordine di esecuzione e il decreto di sospensione sono notificati al condannato e al difensore nominato per la fase dell'esecuzione o, in difetto, al difensore che lo ha assistito nella fase del giudizio, con l'avviso che entro trenta giorni può essere presentata istanza, corredata dalle indicazioni e dalla documentazione necessarie, volta ad ottenere la concessione di una delle misure alternative alla detenzione di cui agli articoli 47, 47-ter e 50, comma 1, della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, e di cui all'articolo 94 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, ovvero la sospensione dell'esecuzione della pena di cui all'articolo 90 dello stesso testo unico. L'avviso informa altresì che, ove non sia presentata l'istanza, o la stessa sia inammissibile ai sensi degli articoli 90 e seguenti del citato testo unico (4), l'esecuzione della pena avrà corso immediato (5) (6).
6. L'istanza deve essere presentata dal condannato o dal difensore di cui al comma 5 ovvero allo scopo nominato al pubblico ministero, il quale la trasmette, unitamente alla documentazione, al tribunale di sorveglianza competente in relazione al luogo in cui ha sede l'ufficio del pubblico ministero. Se l'istanza non è corredata dalla documentazione utile, questa, salvi i casi di inammissibilità, (7) può essere depositata nella cancelleria del tribunale di sorveglianza fino a cinque giorni prima dell'udienza fissata a norma dell'articolo 666, comma 3 (8). Resta salva, in ogni caso, la facoltà del tribunale di sorveglianza di procedere anche d'ufficio alla richiesta di documenti o di informazioni, o all'assunzione di prove a norma dell'articolo 666, comma 5 (8). Il tribunale di sorveglianza decide entro quarantacinque giorni dal ricevimento dell'istanza (9).
7. La sospensione dell'esecuzione per la stessa condanna non può essere disposta più di una volta, anche se il condannato ripropone nuova istanza sia in ordine a diversa misura alternativa, sia in ordine alla medesima, diversamente motivata, sia in ordine alla sospensione dell'esecuzione della pena di cui all'articolo 90 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni.
8. Salva la disposizione del comma 8-bis, qualora l'istanza non sia tempestivamente presentata, o il tribunale di sorveglianza la dichiari inammissibile o la respinga, il pubblico ministero revoca immediatamente il decreto di sospensione dell'esecuzione. Il pubblico ministero provvede analogamente quando l'istanza presentata è inammissibile ai sensi degli articoli 90 e seguenti del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, nonché, nelle more della decisione del tribunale di sorveglianza, quando il programma di recupero di cui all'articolo 94 del medesimo testo unico non risulta iniziato entro cinque giorni dalla data di presentazione della relativa istanza o risulta interrotto (10). A tal fine il pubblico ministero, nel trasmettere l'istanza al tribunale di sorveglianza, dispone gli opportuni accertamenti (10) (11).
8-bis. Quando è provato o appare probabile che il condannato non abbia avuto effettiva conoscenza dell'avviso di cui al comma 5, il pubblico ministero può assumere, anche presso il difensore, le opportune informazioni, all'esito delle quali può disporre la rinnovazione della notifica (12).
9. La sospensione dell'esecuzione di cui al comma 5 non può essere disposta:

a) nei confronti dei condannati per i delitti di cui all'articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, nonchè di cui agli articoli 423-bis, 624, quando ricorrono due o più circostanze tra quelle indicate dall'articolo 625, 624-bis del codice penale, e per i delitti in cui ricorre l'aggravante di cui all'articolo 61, primo comma, numero 11-bis), del medesimo codice, fatta eccezione per coloro che si trovano agli arresti domiciliari disposti ai sensi dell'articolo 89 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni (13);
b) nei confronti di coloro che, per il fatto oggetto della condanna da eseguire, si trovano in stato di custodia cautelare in carcere nel momento in cui la sentenza diviene definitiva;
c) nei confronti dei condannati ai quali sia stata applicata la recidiva prevista dall'articolo 99, quarto comma, del codice penale (14) (15).
10. Nella situazione considerata dal comma 5, se il condannato si trova agli arresti domiciliari per il fatto oggetto della condanna da eseguire, il pubblico ministero sospende l'esecuzione dell'ordine di carcerazione e trasmette gli atti senza ritardo al tribunale di sorveglianza perché provveda alla eventuale applicazione di una delle misure alternative di cui al comma 5. Fino alla decisione del tribunale di sorveglianza, il condannato permane nello stato detentivo nel quale si trova e il tempo corrispondente è considerato come pena espiata a tutti gli effetti. Agli adempimenti previsti dall'articolo 47-ter della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, provvede in ogni caso il magistrato di sorveglianza (16).
(1) Articolo così sostituito dall'art. 1 l. 27 maggio 1998, n. 165.
(2) Ora ministro della giustizia ai sensi del d.lgs.. 30 luglio 1999, n. 300, come modificato da ultimo dal d.l. 18 maggio 2006, n. 181, conv., con modif., in l. 17 luglio 2006, n. 233.
(3) Le parole «o sei» sono state sostituite alle parole «ovvero a quattro», in sede di conversione, dall'art. 4-undevicies 1 lett. a)d.l. 30 dicembre 2005, n. 272, conv., con modif., in l. 21 febbraio 2006, n. 49.
(4) Le parole «o la stessa sia inammissibile ai sensi degli articoli 90 e seguenti del citato testo unico» sono state sostituite alle parole «nonché la certificazione da allegare ai sensi degli articoli 91, comma 2, e 94, comma 1, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309», dall'art. 4-undevicies 1 lett. a) d.l. n. 272, cit., in sede di conversione.
(5) Comma modificato, dall'art. 101 lett. a) e b)d.l. 24 novembre 2000, n. 341, conv., con modif., in l. 19 gennaio 2001, n. 4, in sede di conversione.
(6) V. l. 1° agosto 2003, n. 207, in tema di sospensione condizionata dell'esecuzione della pena detentiva nel limite massimo di due anni.
(7) Le parole «utile, questa, salvi i casi di inammissibilità,» sono state sostituite alle parole «prescritta o necessaria, questa» dall'art. 4-undevicies 1 lett. b) d.l. n. 272, cit., in sede di conversione.
(8) Il secondo e il terzo periodo sono stati inseriti, in sede di conversione, dall'art. 10 1 lett. d) d.l. n. 341, cit.
(9) Comma modificato, in sede di conversione, dall'art. 10 1 lett. c) d.l. n. 341, cit.
(10) Periodo aggiunto dall'art. 4-undevicies 1 lett. c) d.l. n. 272, cit., in sede di conversione.
(11) Comma modificato, in sede di conversione, dall'art. 10 1 lett. e) d.l. n. 341, cit.
(12) Comma modificato, in sede di conversione, dall'art. 10 1 lett. f) d.l. n. 341, cit.
(13)La Corte cost., con sentenza 8 luglio 2010, n. 249, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della lettera a) del comma 9 del presente articolo, limitatamente alle parole «e per i delitti in cui ricorre llaggravante di cui all'art. 61, primo comma, numero 11-bis), del medesimo codice,». Le parole da «, fatta eccezione,» alla fine della lettera sono state aggiunte dall'art. 4-undevicies 1 lett. d) d.l. n. 272, cit., in sede di conversione. Successivamente l'art. 2 d.l. 23 maggio 2008, n. 92, conv., con modif., dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, ha aggiunto le parole: «nonchè di cui agli articoli 423-bis, 624, quando ricorrono due o più circostanze tra quelle indicate dall'articolo 625, 624-bis del codice penale, e per i delitti in cui ricorre l'aggravante di cui all'articolo 61, primo comma, numero 11-bis), del medesimo codice,».
(14) Comma così sostituito dall'art. 9 l. 5 dicembre 2005, n. 251. Il testo del comma era il seguente: «9. La sospensione dell'esecuzione di cui al comma 5 non può essere disposta: a) nei confronti dei condannati per i delitti di cui all'articolo 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni; b) nei confronti di coloro che, per il fatto oggetto della condanna da eseguire, si trovano in stato di custodia cautelare in carcere nel momento in cui la sentenza diviene definitiva».
(15) Ma v. art. 4 2 d.l. n. 272, cit., che così dispone: «2. La disposizione di cui alla lettera c) del comma 9 dell'articolo 656 del codice di procedura penale non si applica nei confronti di condannati, tossicodipendenti o alcooldipendenti, che abbiano in corso, al momento del deposito della sentenza difinitiva, un programma terapeutico di recupero presso i servizi pubblici per l'assistenza ai tossicodipendenti ovvero nell'ambito di una struttura autorizzata nei casi in cui l'interruzione del programma può pregiudicarne la disintossicazione. In tale caso il pubblico ministero stabilisce i controlli per accertare che il tossicodipendente o l'alcooldipendente prosegua il programma di recupero fino alla decisione del tribunale di sorveglianza e revoca la sospensione dell'esecuzione quando accerta che la persona lo ha interrotto».
(16) Comma modificato, in sede di conversione, dall'art. 10 1 lett. g) d.l. n. 341, cit.

Art. 657 cpp
Computo della custodia cautelare e delle pene espiate senza titolo.

1. Il pubblico ministero [655], nel determinare la pena detentiva da eseguire [738], computa il periodo di custodia cautelare [284-286, 722] subita per lo stesso o per altro reato, anche se la custodia è ancora in corso [285 3]. Allo stesso modo procede in caso di applicazione provvisoria di una misura di sicurezza detentiva [312, 313], se questa non è stata applicata definitivamente.
2. Il pubblico ministero computa altresì il periodo di pena detentiva espiata per un reato diverso, quando la relativa condanna è stata revocata [637, 643 3], quando per il reato è stata concessa amnistia [151 c.p.] o quando è stato concesso indulto [174 c.p.], nei limiti dello stesso.
3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, il condannato può chiedere al pubblico ministero che i periodi di custodia cautelare e di pena detentiva espiata, operato il ragguaglio, siano computati per la determinazione della pena pecuniaria [18 c.p.] o della sanzione sostitutiva (1) da eseguire [661]; nei casi previsti dal comma 2, può altresì chiedere che le sanzioni sostitutive espiate siano computate nelle sanzioni sostitutive da eseguire per altro reato.
4. In ogni caso sono computate soltanto la custodia cautelare subita o le pene espiate dopo la commissione del reato per il quale deve essere determinata la pena da eseguire.
5. Il pubblico ministero provvede con decreto [194 att.], che deve essere notificato al condannato e al suo difensore [6555].
(1) V. artt. 53 s. l. 24 novembre 1981, n. 689.

Art. 658 cpp
Esecuzione delle misure di sicurezza ordinate con sentenza.

1. Quando deve essere eseguita una misura di sicurezza [199 s. c.p.], diversa dalla confisca [240 c.p.], ordinata con sentenza, il pubblico ministero presso il giudice indicato nell'articolo 665 trasmette gli atti al pubblico ministero presso il magistrato di sorveglianza competente per i provvedimenti previsti dall'articolo 679 [678 3; 31 reg.]. Le misure di sicurezza di cui sia stata ordinata l'applicazione provvisoria a norma dell'articolo 312 sono eseguite dal pubblico ministero presso il giudice che ha emesso il provvedimento, il quale provvede a norma dell'articolo 659, comma 2.

Art. 659 cpp
Esecuzione di provvedimenti del giudice di sorveglianza.

1. Quando a seguito di un provvedimento del giudice di sorveglianza [677 s.] deve essere disposta la carcerazione o la scarcerazione del condannato, il pubblico ministero [655] che cura l'esecuzione della sentenza di condanna emette ordine di esecuzione con le modalità previste dall'articolo 656, comma 4 [189 att.]. Tuttavia, nei casi di urgenza, il pubblico ministero presso il giudice di sorveglianza [678 3] che ha adottato il provvedimento può emettere ordine provvisorio di esecuzione che ha effetto fino a quando non provvede il pubblico ministero competente.
2. I provvedimenti relativi alle misure di sicurezza [199 s. c.p.] diverse dalla confisca [240 c.p.] sono eseguiti dal pubblico ministero presso il giudice di sorveglianza [678 3, 679] che li ha adottati [189 att.; 31 reg.]. Il pubblico ministero comunica in copia il provvedimento all'autorità di pubblica sicurezza e, quando ne è il caso, emette ordine di esecuzione, con il quale dispone la consegna o la liberazione dell'interessato.

Art. 660 cpp
(1) Esecuzione delle pene pecuniarie.

1. Le condanne a pena pecuniaria sono eseguite nei modi stabiliti dalle leggi e dai regolamenti.
2. Quando è accertata la impossibilità di esazione della pena pecuniaria o di una rata di essa, il pubblico ministero trasmette gli atti al magistrato di sorveglianza competente per la conversione, il quale provvede previo accertamento dell'effettiva insolvibilità del condannato e, se ne è il caso, della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria. Se la pena è stata rateizzata, è convertita la parte non ancora pagata.
3. In presenza di situazioni di insolvenza, il magistrato di sorveglianza può disporre la rateizzazione della pena a norma dell'articolo 133-ter del codice penale, se essa non è stata disposta con la sentenza di condanna ovvero può differire la conversione per un tempo non superiore a sei mesi. Alla scadenza del termine fissato, se lo stato di insolvenza perdura, è disposto un nuovo differimento, altrimenti è ordinata la conversione. Ai fini della estinzione della pena per decorso del tempo, non si tiene conto del periodo durante il quale l'esecuzione è stata differita.
4. Con l'ordinanza che dispone la conversione, il magistrato di sorveglianza determina le modalità delle sanzioni conseguenti in osservanza delle norme vigenti.
5. Il ricorso contro l'ordinanza di conversione ne sospende l'esecuzione.
(1) L'articolo era stato abrogato dall'art. 299 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, con decorrenza dal 1° luglio 2002. La relativa disciplina era stata trasfusa negli artt. 200, 235, 237, 238 e 241 d.P.R. n. 115, cit. Tuttavia la Corte cost., con sentenza 18 giugno 2003, n. 212, nel dichiarare l'illegittimità costituzionale degli artt. 237 e 238 d.P.R. n. 115, cit., ha dichiarato incostituzionale per eccesso di delega l'art. 299 citato nella parte in cui abroga l'art. 660.

Art. 661 cpp
Esecuzione delle sanzioni sostitutive.

1. Per l'esecuzione della semidetenzione (1) e della libertà controllata (2), il pubblico ministero trasmette l'estratto della sentenza di condanna al magistrato di sorveglianza territorialmente competente [677, 678] che provvede in osservanza delle leggi vigenti [312 reg.].
2. La pena pecuniaria, quale sanzione sostitutiva (3), è eseguita a norma dell'articolo 660.
(1) V. art. 55 l. 24 novembre 1981, n. 689.
(2) V. l'art. 56 l. n. 689, cit.
(3) V. gli artt. 53 s. l. n. 689, cit.

Art. 662 cpp
Esecuzione delle pene accessorie.

1. Per l'esecuzione delle pene accessorie [19, 28 s. c.p.; 183 att.], il pubblico ministero, fuori dei casi previsti dagli articoli 32 e 34 del codice penale, trasmette l'estratto della sentenza di condanna agli organi della polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza e, occorrendo, agli altri organi interessati, indicando le pene accessorie da eseguire. Nei casi previsti dagli articoli 32 e 34 del codice penale, il pubblico ministero trasmette l'estratto della sentenza al giudice civile competente.
2. Quando alla sentenza di condanna consegue una delle pene accessorie previste dagli articoli 28, 30, 32-bis e 34 del codice penale, per la determinazione della relativa durata si computa la misura interdittiva di contenuto corrispondente eventualmente disposta a norma degli articoli 288, 289 e 290.

Art. 663 cpp
Esecuzione di pene concorrenti.

1. Quando la stessa persona è stata condannata con più sentenze o decreti penali per reati diversi, il pubblico ministero determina la pena da eseguirsi, in osservanza delle norme sul concorso di pene [80 c.p.].
2. Se le condanne sono state inflitte da giudici diversi, provvede il pubblico ministero presso il giudice indicato nell'articolo 665 comma 4.
3. Il provvedimento del pubblico ministero [194 1 att.] è notificato al condannato e al suo difensore [655 5].

Art. 664 cpp
Esecuzione di altre sanzioni pecuniarie.

1. Le somme dovute per sanzioni disciplinari pecuniarie [44, 48, 133, 147, 231, 616, 634, 694] o per condanna alla perdita della cauzione [259, 262, 319, 320] o in conseguenza della dichiarazione di inammissibilità o di rigetto di una richiesta, sono devolute alla cassa delle ammende anche quando ciò non sia espressamente stabilito [184 att.].
2. I relativi provvedimenti possono essere revocati dal giudice, su richiesta dell'interessato o del pubblico ministero, prima della conclusione della fase del procedimento nella quale sono stati adottati, sempre che la revoca non sia vietata.
3. (1).
4. Per l'esecuzione delle sanzioni conseguenti a violazioni amministrative accertate nel processo penale, il pubblico ministero trasmette l'estratto della sentenza esecutiva all'autorità amministrativa competente.
(1) Comma abrogato dall'art. 299 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115. Vedi ora l'art. 202 d.P.R. n. 115, cit.

Art. 665 cpp
(1) Giudice competente.

1. Salvo diversa disposizione di legge [7382], competente a conoscere dell'esecuzione di un provvedimento è il giudice che lo ha deliberato [260 trans.].
2. Quando è stato proposto appello [593], se il provvedimento è stato confermato o riformato soltanto in relazione alla pena, alle misure di sicurezza o alle disposizioni civili, è competente il giudice di primo grado; altrimenti è competente il giudice di appello [596].
3. Quando vi è stato ricorso per cassazione [606] e questo è stato dichiarato inammissibile [611] o rigettato [615] ovvero quando la corte ha annullato senza rinvio [620] il provvedimento impugnato, è competente il giudice di primo grado, se il ricorso fu proposto contro provvedimento inappellabile [593] ovvero a norma dell'articolo 569, e il giudice indicato nel comma 2 negli altri casi. Quando è stato pronunciato l'annullamento con rinvio [623], è competente il giudice di rinvio.
4. Se l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi da giudici diversi, è competente il giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile [648] per ultimo. Tuttavia, se i provvedimenti sono stati emessi da giudici ordinari e giudici speciali, è competente in ogni caso il giudice ordinario (2).
4-bis. Se l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi dal tribunale in composizione monocratica e collegiale, l'esecuzione è attribuita in ogni caso al collegio (2) (3).
(1) Per la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, v. art. 741 e 2d.lgs.. 8 giugno 2001, n. 231.
(2) Gli attuali commi 4 e 4-bis sono stati introdotti, in sostituzione dell'originario comma 4, dall'art. 206 d.lgs.. 19 febbraio 1998, n. 51, con effetto dalla data indicata sub art. 6.
(3) Per il procedimento davanti al giudice di pace, v. art. 40 d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.

Art. 666 cpp
(1) Procedimento di esecuzione.

1. Il giudice dell'esecuzione procede a richiesta [676 3] del pubblico ministero [655], dell'interessato o del difensore [260 trans.].
2. Se la richiesta appare manifestamente infondata per difetto delle condizioni di legge ovvero costituisce mera riproposizione di una richiesta già rigettata, basata sui medesimi elementi, il giudice o il presidente del collegio, sentito il pubblico ministero, la dichiara inammissibile con decreto motivato, che è notificato entro cinque giorni all'interessato. Contro il decreto può essere proposto ricorso per cassazione [606].
3. Salvo quanto previsto dal comma 2 [667 4, 672 1, 676 1], il giudice o il presidente del collegio, designato il difensore di ufficio [97] all'interessato che ne sia privo, fissa la data dell'udienza in camera di consiglio e ne fa dare avviso alle parti e ai difensori. L'avviso è comunicato o notificato almeno dieci giorni prima della data predetta [172 5]. Fino a cinque giorni prima dell'udienza possono essere depositate memorie in cancelleria.
4. L'udienza si svolge con la partecipazione necessaria del difensore [179] e del pubblico ministero. L'interessato che ne fa richiesta è sentito personalmente; tuttavia, se è detenuto o internato [123] in luogo posto fuori della circoscrizione del giudice, è sentito prima del giorno dell'udienza dal magistrato di sorveglianza del luogo [127], salvo che il giudice ritenga di disporre la traduzione (2).
5. Il giudice può chiedere alle autorità competenti tutti i documenti e le informazioni di cui abbia bisogno; se occorre assumere prove, procede in udienza nel rispetto del contraddittorio [185 att.].
6. Il giudice decide con ordinanza. Questa è comunicata o notificata senza ritardo alle parti e ai difensori, che possono proporre ricorso per cassazione [606]. Si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni sulle impugnazioni [568 s.] e quelle sul procedimento in camera di consiglio davanti alla corte di cassazione [611].
7. Il ricorso non sospende l'esecuzione dell'ordinanza, a meno che il giudice che l'ha emessa disponga diversamente [588].
8. Se l'interessato è infermo di mente, l'avviso previsto dal comma 3 è notificato anche al tutore o al curatore [424 c.c.]; se l'interessato ne è privo, il giudice o il presidente del collegio nomina un curatore provvisorio. Al tutore e al curatore competono gli stessi diritti dell'interessato.
9. Il verbale di udienza è redatto soltanto (3) in forma riassuntiva a norma dell'articolo 140, comma 2 [12710, 4205] (4).
(1) Per la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, v. art. 743d.lgs.. 8 giugno 2001, n. 231.
(2) Vedi Corte cost. 31 gennaio 1991, n. 45 sub art. 309.
(3) La Corte cost., con sentenza 3 dicembre 1990, n. 529, ha dichiarato llillegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui dopo la parola «redatto» prevede «soltanto» anziché «di regola». V. anche sub artt. 127 e 420.
(4) Per il procedimento davanti al giudice di pace, v. art. 41 d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.

Art. 667 cpp
Dubbio sull'identità fisica della persona detenuta.

1. Se vi è ragione di dubitare dell'identità della persona arrestata per esecuzione di pena [656] o perché evasa [385 c.p.] mentre scontava una condanna, il giudice dell'esecuzione la interroga e compie ogni indagine utile alla sua identificazione anche a mezzo della polizia giudiziaria [57] (1).
2. Quando riconosce che non si tratta della persona nei cui confronti deve compiersi l'esecuzione [68], ne ordina immediatamente la liberazione. Se l'identità rimane incerta, ordina la sospensione dell'esecuzione, dispone la liberazione del detenuto e invita il pubblico ministero a procedere a ulteriori indagini.
3. Se appare evidente che vi è stato un errore di persona e non è possibile provvedere tempestivamente a norma dei commi 1 e 2, la liberazione può essere ordinata in via provvisoria con decreto motivato dal pubblico ministero del luogo dove l'arrestato si trova. Il provvedimento del pubblico ministero ha effetto fino a quando non provvede il giudice competente [665], al quale gli atti sono immediatamente trasmessi.
4. Il giudice dell'esecuzione provvede in ogni caso senza formalità con ordinanza comunicata al pubblico ministero e notificata all'interessato. Contro l'ordinanza possono proporre opposizione davanti allo stesso giudice il pubblico ministero, l'interessato e il difensore; in tal caso si procede a norma dell'articolo 666. L'opposizione è proposta, a pena di decadenza, entro quindici giorni dalla comunicazione o dalla notificazione dell'ordinanza (1) (2).
5. Se la persona detenuta deve essere giudicata per altri reati, l'ordinanza è comunicata all'autorità giudiziaria procedente.

(1) I commi 1 e 4 sono stati così sostituiti dall'art. 28 d.lgs.. 14 gennaio 1991, n. 12.
(2) Per la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, v. art. 743 e 4 e 79 3d.lgs.. 8 giugno 2001, n. 231.

Art. 668 cpp
Persona condannata per errore di nome.

1. Se una persona è stata condannata in luogo di un'altra per errore di nome, il giudice dell'esecuzione provvede alla correzione nelle forme previste dall'articolo 130 soltanto se la persona contro cui si doveva procedere è stata citata come imputato anche sotto altro nome per il giudizio [66]; altrimenti si provvede a norma dell'articolo 630, comma 1, lettera c). In ogni caso l'esecuzione contro la persona erroneamente condannata è sospesa.


Art. 669 cpp
Pluralità di sentenze per il medesimo fatto contro la stessa persona.

1. Se più sentenze di condanna [533] divenute irrevocabili [648] sono state pronunciate contro la stessa persona per il medesimo fatto [649], il giudice ordina l'esecuzione della sentenza con cui si pronunciò la condanna meno grave, revocando le altre [193 att.; 33 reg.].
2. Quando le pene irrogate sono diverse, l'interessato può indicare la sentenza che deve essere eseguita. Se l'interessato non si avvale di tale facoltà prima della decisione del giudice dell'esecuzione, si applicano le disposizioni dei commi 3 e 4.
3. Se si tratta di pena pecuniaria e pena detentiva [18 c.p.], si esegue la pena pecuniaria. Se si tratta di pene detentive o pecuniarie di specie diversa [17 c.p.], si esegue la pena di minore entità; se le pene sono di uguale entità, si esegue rispettivamente l'arresto o l'ammenda. Se si tratta di pena detentiva o pecuniaria e della sanzione sostitutiva della semidetenzione (1) o della libertà controllata (1), si esegue, in caso di pena detentiva, la sanzione sostitutiva e, in caso di pena pecuniaria, quest'ultima.
4. Quando le pene principali sono uguali, si tiene conto della eventuale applicazione di pene accessorie [19, 28 s. c.p.] o di misure di sicurezza [199 s. c.p.] e degli altri effetti penali. Quando le condanne sono identiche, si esegue la sentenza divenuta irrevocabile [648] per prima.
5. Se la sentenza revocata era stata in tutto o in parte eseguita, l'esecuzione si considera come conseguente alla sentenza rimasta in vigore.
6. Le stesse disposizioni si applicano se si tratta di più decreti penali [460] o di sentenze e di decreti ovvero se il fatto è stato giudicato in concorso formale [811 c.p.] con altri fatti o quale episodio di un reato continuato [812 c.p.], premessa, ove necessaria, la determinazione della pena corrispondente.
7. Se più sentenze di non luogo a procedere [425] o più sentenze di proscioglimento [529-531] sono state pronunciate nei confronti della stessa persona per il medesimo fatto [649], il giudice, se l'interessato entro il termine previsto dal comma 2 non indica la sentenza che deve essere eseguita, ordina l'esecuzione della sentenza più favorevole, revocando le altre [193 att.; 33 reg.].
8. Salvo quanto previsto dagli articoli 69, comma 2, e 345, se si tratta di una sentenza di proscioglimento [529-531] e di una sentenza di condanna [533 s.] o di un decreto penale [460], il giudice ordina l'esecuzione della sentenza di proscioglimento revocando la decisione di condanna [193 att.; 33 reg.]. Tuttavia, se il proscioglimento è stato pronunciato per estinzione del reato [150 s. c.p.] verificatasi successivamente alla data in cui è divenuta irrevocabile la decisione di condanna, si esegue quest'ultima.
9. Se si tratta di una sentenza di non luogo a procedere [425] e di una sentenza pronunciata in giudizio [529 s.] o di un decreto penale [460], il giudice ordina l'esecuzione della sentenza pronunciata in giudizio o del decreto.

(1) V. artt. 55 s. l. 24 novembre 1981, n. 689.


Art. 670 cpp
Questioni sul titolo esecutivo.

1. Quando il giudice dell'esecuzione [665] accerta che il provvedimento manca o non è divenuto esecutivo [650], valutata anche nel merito l'osservanza delle garanzie previste nel caso di irreperibilità [159] del condannato, lo dichiara con ordinanza e sospende l'esecuzione, disponendo, se occorre, la liberazione dell'interessato e la rinnovazione della notificazione non validamente eseguita. In tal caso decorre nuovamente il termine per l'impugnazione [585].
2. Quando è proposta impugnazione [581 s.] od opposizione [461], il giudice dell'esecuzione, dopo aver provveduto sulla richiesta dell'interessato, trasmette gli atti al giudice di cognizione competente. La decisione del giudice dell'esecuzione non pregiudica quella del giudice dell'impugnazione o dell'opposizione, il quale, se ritiene ammissibile il gravame, sospende con ordinanza l'esecuzione che non sia già stata sospesa.
3. Se l'interessato, nel proporre richiesta perché sia dichiarata la non esecutività del provvedimento, eccepisce che comunque sussistono i presupposti e le condizioni per la restituzione nel termine a norma dell'articolo 175, e la relativa richiesta non è già stata proposta al giudice dell'impugnazione, il giudice dell'esecuzione, se non deve dichiarare la non esecutività del provvedimento, decide sulla restituzione. In tal caso, la richiesta di restituzione nel termine non può essere riproposta al giudice dell'impugnazione. Si applicano le disposizioni dell'articolo 175, commi 7 e 8.


Art. 671 cpp
Applicazione della disciplina del concorso formale e del reato continuato.

1. Nel caso di più sentenze [529 s.] o decreti penali [460] irrevocabili [648] pronunciati in procedimenti distinti contro la stessa persona, il condannato o il pubblico ministero [655] possono chiedere al giudice dell'esecuzione [665] l'applicazione della disciplina del concorso formale [811 c.p.] o del reato continuato [812 c.p.], sempre che la stessa non sia stata esclusa dal giudice della cognizione [186-188 att.]. Fra gli elementi che incidono sull'applicazione della disciplina del reato continuato vi è la consumazione di più reati in relazione allo stato di tossicodipendenza (1).
2. Il giudice dell'esecuzione provvede determinando la pena in misura non superiore alla somma di quelle inflitte con ciascuna sentenza o ciascun decreto.
2-bis. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 81, quarto comma, del codice penale (2).
3. Il giudice dell'esecuzione può concedere altresì la sospensione condizionale della pena [163 c.p.] e la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale [175 c.p.], quando ciò consegue al riconoscimento del concorso formale o della continuazione. Adotta infine ogni altro provvedimento conseguente.

(1) Periodo aggiunto, in sede di conversione, dall'art. 4-vicies d.l. 30 dicembre 2005, n. 272, conv., con modif., in l. 21 febbraio 2006, n. 49.
(2) Comma inserito dall'art. 52l. 5 dicembre 2005, n. 251.


Art. 672 cpp
Applicazione dell'amnistia e dell'indulto.

1. Per l'applicazione dell'amnistia [151 c.p.] o dell'indulto [174 c.p.] il giudice dell'esecuzione [665] procede a norma dell'articolo 667, comma 4 (1).
2. Quando, in conseguenza dell'applicazione dell'amnistia o dell'indulto, occorre applicare o modificare una misura di sicurezza a norma dell'articolo 210 del codice penale, il giudice dell'esecuzione dispone la trasmissione degli atti al magistrato di sorveglianza [677].
3. Il pubblico ministero che cura l'esecuzione della sentenza di condanna [655] può disporre provvisoriamente la liberazione del condannato detenuto ovvero la cessazione delle sanzioni sostitutive (2) e delle misure alternative (3), prima che essa sia definitivamente ordinata con il provvedimento che applica l'amnistia o l'indulto.
4. L'amnistia e l'indulto devono essere applicati, qualora il condannato ne faccia richiesta, anche se è terminata l'esecuzione della pena.
5. L'amnistia e l'indulto condizionati [151 4 e 174 3 c.p.] hanno per effetto di sospendere l'esecuzione della sentenza o del decreto penale fino alla scadenza del termine stabilito nel decreto di concessione o, se non fu stabilito termine, fino alla scadenza del quarto mese dal giorno della pubblicazione del decreto. L'amnistia e l'indulto condizionati si applicano definitivamente se, alla scadenza del termine, è dimostrato l'adempimento delle condizioni o degli obblighi ai quali la concessione del beneficio è subordinata.

(1) Comma così sostituito dall'art. 29 d.lgs.. 14 gennaio 1991, n. 12.

(2) V. gli artt. 53 s. l. 24 novembre 1981, n. 689.

(3) V. artt. 47 s. l. 26 luglio 1975, n. 354.

Art. 673 cpp
Revoca della sentenza per abolizione del reato.

1. Nel caso di abrogazione [2 c.p.] o di dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma incriminatrice [136 Cost.], il giudice dell'esecuzione [665] revoca la sentenza di condanna [533] o il decreto penale [460] dichiarando che il fatto non è previsto dalla legge come reato e adotta i provvedimenti conseguenti [193 att.; 33 reg.].
2. Allo stesso modo provvede quando è stata emessa sentenza di proscioglimento [530, 531] o di non luogo a procedere [425] per estinzione del reato [150 s. c.p.] o per mancanza di imputabilità [85 c.p.].

Art. 674 cpp
Revoca di altri provvedimenti.

1. La revoca della sospensione condizionale della pena [168 c.p.], della grazia o dell'amnistia o dell'indulto condizionati [151 4, 174 3 c.p.] e della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale [1753 c.p.] è disposta dal giudice dell'esecuzione [665], qualora non sia stata disposta con la sentenza di condanna per altro reato.
1-bis. Il giudice dell'esecuzione provvede altresì alla revoca della sospensione condizionale della pena quando rileva l'esistenza delle condizioni di cui al terzo comma dell'articolo 168 del codice penale (1).
(1) Comma aggiunto dall'art. 12l. 26 marzo 2001, n. 128.

Art. 675 cpp
Falsità di documenti.

1. Se la falsità di un atto o di un documento, accertata a norma dell'articolo 537, non è stata dichiarata nel dispositivo della sentenza e non è stata proposta impugnazione [5373] per questo capo, ogni interessato può chiedere al giudice dell'esecuzione [665] che la dichiari.
2. La cancellazione totale del documento [5372], disposta dal giudice della cognizione o dell'esecuzione, è eseguita mediante annotazione della sentenza o dell'ordinanza a margine di ciascuna pagina del medesimo e attestazione di tale adempimento nel verbale [134 s.], con la dichiarazione che il documento non può avere alcun effetto giuridico. Il documento rimane allegato al verbale e una copia di questo è rilasciata in sostituzione del documento stesso a chi lo possedeva o lo aveva in deposito, quando la copia è stata richiesta per un legittimo interesse [116, 258].
3. Negli altri casi, il testo del documento, quale risulta in seguito alla cancellazione parziale o alla ripristinazione, rinnovazione o riforma, è inserito per intero nel verbale. Se il documento era in deposito pubblico, è restituito al depositario unitamente a una copia autentica del verbale a cui deve rimanere allegato. Se il documento era posseduto da un privato, la cancelleria lo conserva allegato al verbale e ne rilascia copia quando questa è richiesta per un legittimo interesse. Tale copia vale come originale per ogni effetto giuridico [116, 258].
4. Per l'osservanza dei predetti adempimenti, il giudice o il presidente del collegio dà le disposizioni occorrenti nel relativo verbale.

Art. 676 cpp
Altre competenze.

1. Il giudice dell'esecuzione [665] è competente a decidere in ordine all'estinzione del reato dopo la condanna [151 s. c.p.], all'estinzione della pena [171 s. c.p.] quando la stessa non consegue alla liberazione condizionale [176 c.p.] o all'affidamento in prova al servizio sociale (1), in ordine alle pene accessorie [19, 28 s. c.p.], alla confisca [240 c.p.] o alla restituzione delle cose sequestrate [262, 263] [o alla devoluzione allo Stato delle somme di denaro sequestrate ai sensi del comma 3-bis dell'articolo 262] (2). In questi casi il giudice dell'esecuzione procede a norma dell'articolo 667, comma 4 (3).
2. Qualora sorga controversia sulla proprietà delle cose confiscate, si applica la disposizione dell'articolo 263, comma 3.
3. Quando accerta l'estinzione del reato o della pena, il giudice dell'esecuzione la dichiara anche di ufficio [6661] adottando i provvedimenti conseguenti.
(1) V. art. 47 l. 26 luglio 1975, n. 354, art. 94 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, nonché art. 236 coord.
(2) Le parole da «o alla devoluzione» alla fine del periodo sono state inserite dall'art. 2, comma 613, l. 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), e successivamente soppresse dall'art. 2 d.l. 16 settembre 2008 n. 143, conv. con modif., in l. 13 novembre 2008, n. 181.
(3) Comma così sostituito dall'art. 30 d.lgs. 14 gennaio 1991, n. 12.





Segnala su OK Notizie!Reddit!Del.icio.us! Facebook!
 

CERCA ANCORA IN QUESTO SITO

Ricerca personalizzata