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i termini della custodia cautelare e delle altre misure
Termini di fase e complessivi della custodia cautelare e delle altre misure cautelari coercitive e intedittive, la scarcerazione per decorrenza dei termini, i casi di sospensione obbligatoria e facoltativa della decorrenza dei termini di fase, la proroga dei termini
 
 

ARTICOLO  303

(1) Termini di durata massima della custodia cautelare.

1. La custodia cautelare [284-286] perde efficacia quando [2511 trans.]:

a) dall'inizio della sua esecuzione [297] sono decorsi i seguenti termini senza che sia stato emesso il provvedimento che dispone il giudizio [429, 450, 456, 552] o l'ordinanza con cui il giudice dispone il giudizio abbreviato ai sensi dell'articolo 438, ovvero senza che sia stata pronunciata la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti:

1) tre mesi, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non superiore nel massimo a sei anni;

2) sei mesi, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a sei anni, salvo quanto previsto dal numero 3);

3) un anno, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o la pena della reclusione non inferiore nel massimo a venti anni ovvero per uno dei delitti indicati nell'articolo 407, comma 2, lettera a), sempre che per lo stesso la legge preveda la pena della reclusione superiore nel massimo a sei anni (2);

b) dall'emissione del provvedimento che dispone il giudizio [429, 450, 456, 552] o dalla sopravvenuta esecuzione della custodia [297] sono decorsi i seguenti termini senza che sia stata pronunciata sentenza di condanna di primo grado [448, 533]:

1) sei mesi, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non superiore nel massimo a sei anni;

2) un anno, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non superiore nel massimo a venti anni, salvo quanto previsto dal numero 1;

3) un anno e sei mesi, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o la pena della reclusione superiore nel massimo a venti anni;3-bis) qualora si proceda per i delitti di cui all'articolo 407, comma 2, letteraa), i termini di cui ai numeri 1), 2) e 3) sono aumentati fino a sei mesi. Tale termine è imputato a quello della fase precedente ove non completamente utilizzato, ovvero ai termini di cui alla lettera d) per la parte eventualmente residua. In quest'ultimo caso i termini di cui alla lettera d) sono proporzionalmente ridotti (3);

b-bis) dall'emissione dell'ordinanza con cui il giudice dispone il giudizio abbreviato o dalla sopravvenuta esecuzione della custodia sono decorsi i seguenti termini senza che sia stata pronunciata sentenza di condanna ai sensi dell'articolo 442:

1) tre mesi, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non superiore nel massimo a sei anni;

2) sei mesi, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non superiore nel massimo a venti anni, salvo quanto previsto nel numero 1;

3) nove mesi, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o la pena della reclusione superiore nel massimo a venti anni (4);

c) dalla pronuncia della sentenza di condanna di primo grado [442, 4482, 533] o dalla sopravvenuta esecuzione della custodia [297] sono decorsi i seguenti termini senza che sia stata pronunciata sentenza di condanna in grado di appello [605]:

1) nove mesi, se vi è stata condanna alla pena della reclusione non superiore a tre anni;

2) un anno, se vi è stata condanna alla pena della reclusione non superiore a dieci anni;

3) un anno e sei mesi, se vi è stata condanna alla pena dell'ergastolo o della reclusione superiore a dieci anni;

d) dalla pronuncia della sentenza di condanna in grado di appello [605] o dalla sopravvenuta esecuzione della custodia [297] sono decorsi gli stessi termini previsti dalla lettera c) senza che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile [648] di condanna, salve le ipotesi di cui alla lettera b), numero 3-bis). Tuttavia, se vi è stata condanna in primo grado, ovvero se la impugnazione è stata proposta esclusivamente dal pubblico ministero, si applica soltanto la disposizione del comma 4 (5).

2. Nel caso in cui, a seguito di annullamento con rinvio da parte della corte di cassazione [623] o per altra causa [23, 24, 604], il procedimento regredisca a una fase o a un grado di giudizio diversi ovvero sia rinviato ad altro giudice, dalla data del provvedimento che dispone il regresso o il rinvio ovvero dalla sopravvenuta esecuzione della custodia cautelare [297] decorrono di nuovo i termini previsti dal comma 1 relativamente a ciascuno stato e grado del procedimento (6).

3. Nel caso di evasione [385 c.p.] dell'imputato sottoposto a custodia cautelare, i termini previsti dal comma 1 decorrono di nuovo, relativamente a ciascuno stato e grado del procedimento, dal momento in cui venga ripristinata la custodia cautelare.

4. La durata complessiva della custodia cautelare, considerate anche le proroghe previste dall'articolo 305, non può superare i seguenti termini [3044]:

a) due anni, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non superiore nel massimo a sei anni;

b) quattro anni, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione non superiore nel massimo a venti anni, salvo quanto previsto dalla lettera a);

c) sei anni, quando si procede per un delitto per il quale la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a venti anni (7).

(1) Articolo così sostituito dall'art. 2 d.l. 9 settembre 1991, n. 292, conv., con modif., nella l. 8 novembre 1991, n. 356.

(2) Lettera così modificata dall'art. 11 lett. a)d.l. 7 aprile 2000, n. 82, conv., con modif., nella l. 5 giugno 2000, n. 144. La disposizione si applica anche ai giudizi abbreviati in corso alla data di entrata in vigore del decreto (9 aprile 2000) sempre che la custodia cautelare non abbia già perso efficacia (art. 4 1 d.l. n. 82, cit.). I termini stabiliti alla lett. b-bis) decorrono dalla data dell'emissione dell'ordinanza con cui il giudice ha disposto il giudizio abbreviato o dalla data in cui ha avuto esecuzione la custodia cautelare, se successiva alla medesima ordinanza (art. 42).

(3) Numero aggiunto, in sede di conversione, dall'art. 21d.l. 24 novembre 2000, n. 341, conv., con modif., in l. 19 gennaio 2001, n. 4.

(4) Lettera inserita dall'art. 1 1 lett. b) d.l. n. 82, cit. Per l'applicazione della disposizione anche ai giudizi abbreviati in corso alla data di entrata in vigore del decreto v. nota 2.

(5) Lettera così modificata, in sede di conversione, dall'art. 2 1-bis d.l. n. 341, cit.

(6) La Corte cost., con sentenza 22 luglio 2005, n. 299 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui «non consente di computare ai fini dei termini massimi di fase determinati dall'art. 304, comma 6, dello stesso codice, i periodi di custodia cautelare sofferti in fasi o in gradi diversi dalla fase o dal grado in cui il procedimento è regredito».

(7)La Corte cost., con sentenza 18 luglio 1998, n. 292 ha dichiarato non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale del presente comma, sollevata in riferimento all'art. 3 Cost., affermando che «il superamento di un periodo di custodia pari al doppio del termine stabilito per la fase presa in considerazione [art. 3046 c.p.p.], determina la perdita di efficacia della custodia, anche se quei termini [...] sono cominciati a decorrere nuovamente a seguito della regressione del processo».

ARTICOLO  304

(1) Sospensione dei termini di durata massima della custodia cautelare.

1. I termini previsti dall'articolo 303 sono sospesi, con ordinanza appellabile a norma dell'articolo 310, nei seguenti casi:

a) nella fase del giudizio [470 s.], durante il tempo in cui il dibattimento è sospeso o rinviato [477] per impedimento dell'imputato o del suo difensore [420-ter] ovvero su richiesta dell'imputato o del suo difensore, sempre che la sospensione o il rinvio non siano stati disposti per esigenze di acquisizione della prova o a seguito di concessione di termini per la difesa [108, 451, 519, 520];

b) nella fase del giudizio, durante il tempo in cui il dibattimento è sospeso o rinviato a causa della mancata presentazione, dell'allontanamento o della mancata partecipazione di uno o più difensori [105, 484] che rendano privo di assistenza uno o più imputati;

c) nella fase del giudizio, durante la pendenza dei termini previsti dall'articolo 544, commi 2 e 3;

c-bis) nel giudizio abbreviato, durante il tempo in cui l'udienza è sospesa o rinviata per taluno dei casi indicati nelle lettere a) e b) e durante la pendenza dei termini previsti dall'articolo 544, commi 2 e 3 (2).

2. I termini previsti dall'articolo 303 possono essere altresì sospesi quando si procede per taluno dei reati indicati nell'articolo 407, comma 2, lettera a), nel caso di dibattimenti o di giudizi abbreviati particolarmente complessi, durante il tempo in cui sono tenute le udienze o si delibera la sentenza [525-528] nel giudizio di primo grado o nel giudizio sulle impugnazioni [2974] (3).

3. Nei casi previsti dal comma 2, la sospensione è disposta dal giudice, su richiesta del pubblico ministero, con ordinanza appellabile a norma dell'articolo 310.

4. I termini previsti dall'articolo 303, comma 1, lettera a), sono sospesi, con ordinanza appellabile a norma dell'articolo 310, se l'udienza preliminare [419 s.] è sospesa o rinviata per taluno dei casi indicati nel comma 1, lettere a) e b), del presente articolo.

5. Le disposizioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1, anche se riferite al giudizio abbreviato, e di cui al comma 4 non si applicano ai coimputati ai quali i casi di sospensione non si riferiscono e che chiedono che si proceda nei loro confronti previa separazione dei processi [18] (4).

6. La durata della custodia cautelare non può comunque superare il doppio dei termini previsti dall'articolo 303, commi 1, 2 e 3 senza tenere conto dell'ulteriore termine previsto dall'articolo 303, comma 1, lettera b), numero 3-bis), e i termini aumentati della metà previsti dall'articolo 303, comma 4, ovvero, se più favorevole, i due terzi del massimo della pena temporanea prevista per il reato contestato o ritenuto in sentenza. A tal fine la pena dell'ergastolo è equiparata alla pena massima temporanea (5).

7. Nel computo dei termini di cui al comma 6, salvo che per il limite relativo alla durata complessiva della custodia cautelare, non si tiene conto dei periodi di sospensione di cui al comma 1, lettera b).

(1) Articolo così sostituito dall'art. 15 l. 8 agosto 1995, n. 332 e modificato successivamente dall'art. 21 lett. a), b), c), d.l. 7 aprile 2000, n. 82, conv., con modif., nella l. 5 giugno 2000, n. 144.

(2) Lettera inserita dall'art. 2 1 lett. a) d.l. n. 82, cit. Per l'applicazione della disposizione anche ai giudizi abbreviati in corso alla data di entrata in vigore del decreto, v. nt. 2 sub art. 303.

(3) Comma così sostituito dall'art. 2 1 lett. b) d.l. n. 82, cit. Per l'applicazione della disposizione anche ai giudizi abbreviati in corso alla data di entrata in vigore del decreto, v. nt. 2 sub art. 303.

(4) Comma così modificato dall'art. 2 1 lett. c) d.l. n. 82, cit. Per l'applicazione della disposizione anche ai giudizi abbreviati in corso alla data di entrata in vigore del decreto, v. nt. 2 sub art. 303.

(5) Comma così modificato, in sede di conversione, dall'art. 22d.l. 24 novembre 2000, n. 341, conv., con modif., in l. 19 gennaio 2001, n. 4.

ARTICOLO  305

Proroga della custodia cautelare.

1. In ogni stato e grado del procedimento di merito, quando è disposta perizia sullo stato di mente dell'imputato [70, 220], i termini di custodia cautelare [284-286] sono prorogati [722 2] per il periodo di tempo assegnato [227] per l'espletamento della perizia. La proroga è disposta con ordinanza dal giudice, su richiesta del pubblico ministero, sentito il difensore. L'ordinanza è soggetta a ricorso per cassazione nelle forme previste dall'articolo 311.

2. Nel corso delle indagini preliminari [326 s.], il pubblico ministero può altresì chiedere la proroga dei termini di custodia cautelare [303] che siano prossimi a scadere, quando sussistono gravi esigenze cautelari che, in rapporto ad accertamenti particolarmente complessi o a nuove indagini disposte ai sensi dell'articolo 415-bis, comma 4, rendano indispensabile il protrarsi della custodia. Il giudice, sentiti il pubblico ministero e il difensore, provvede con ordinanza appellabile a norma dell'articolo 310. La proroga è rinnovabile una sola volta. I termini previsti dall'articolo 303, comma 1, non possono essere comunque superati di oltre la metà (1) (2) (3).

(1) Comma così modificato dall'art. 21-bisd.l. 7 aprile 2000, n. 82, conv., con modif., nella l. 5 giugno 2000, n. 144; successivamente era stata disposta una modifica dall'art. 23d.l. 24 novembre 2000, n. 341, che la l. 19 gennaio 2001, n. 4, in sede di conversione, ha soppresso. Per l'applicazione della disposizione anche ai giudizi abbreviati in corso alla data di entrata in vigore del decreto v. nt. 2 sub art. 303.

(2)La Corte cost., con sentenza 15 settembre 1995, n. 434, interpretativa di rigetto (con effetto dal 21 settembre 1995), nel dichiarare non fondata una questione di legittimità costituzionale dell'art. 305 2, nella parte in cui si rende applicabile la disciplina del procedimento in camera di consiglio ex art. 127 c.p.p., ha osservato che una corretta lettura della norma impone che, pur non dovendosi seguire tale formale procedura, debba essere assicurato al difensore il diritto di interloquire, con congruo termine, sulla richiesta del pubblico ministero, e di conoscere le ragioni addotte dall'organo dell'accusa a fondamento della richesta stessa.

ARTICOLO  306

Provvedimenti conseguenti alla estinzione delle misure.

1. Nei casi in cui la custodia cautelare perde efficacia [299-303, 304 4, 309 10] secondo le norme del presente titolo, il giudice dispone con ordinanza l'immediata liberazione della persona sottoposta alla misura [981-3 att.].

2. Nei casi di perdita di efficacia di altre misure cautelari [308, 309 10], il giudice adotta con ordinanza i provvedimenti necessari per la immediata cessazione delle misure medesime [983-4 att.].

 

ARTICOLO  307

Provvedimenti in caso di scarcerazione per decorrenza dei termini.

1. Nei confronti dell'imputato scarcerato per decorrenza dei termini il giudice dispone le altre misure cautelari di cui ricorrano i presupposti, solo se sussistono le ragioni che avevano determinato la custodia cautelare (1).

1-bis. Qualora si proceda per taluno dei reati indicati nell'articolo 407, comma 2, lettera a), il giudice dispone le misure cautelari indicate dagli articoli 281, 282 e 283 anche cumulativamente (2).

2. La custodia cautelare [284-286], ove risulti necessaria a norma dell'articolo 275, è tuttavia ripristinata:

a) se l'imputato ha dolosamente trasgredito alle prescrizioni inerenti a una misura cautelare disposta a norma del comma 1, sempre che, in relazione alla natura di tale trasgressione, ricorra taluna delle esigenze cautelari previste dall'articolo 274;

b) contestualmente o successivamente alla sentenza di condanna di primo [442, 448, 533, 605] o di secondo grado, quando ricorre l'esigenza cautelare prevista dall'articolo 274, comma 1, lettera b) (3).

3. Con il ripristino della custodia, i termini [303 1] relativi alla fase in cui il procedimento si trova decorrono nuovamente ma, ai fini del computo del termine previsto dall'articolo 303, comma 4, si tiene conto anche della custodia anteriormente subita.

4. Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria [57] possono procedere al fermo dell'imputato che, trasgredendo alle prescrizioni inerenti a una misura cautelare disposta a norma del comma 1 o nell'ipotesi prevista dal comma 2 lettera b), stia per darsi alla fuga. Del fermo è data notizia senza ritardo, e comunque entro le ventiquattro ore, al procuratore della Repubblica presso il tribunale del luogo ove il fermo è stato eseguito [386]. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni sul fermo di indiziato di delitto [384]. Con il provvedimento di convalida [391], il giudice per le indagini preliminari [328], se il pubblico ministero ne fa richiesta, dispone con ordinanza, quando ne ricorrono le condizioni, la misura della custodia cautelare [284-286] e trasmette gli atti al giudice competente (4).

5. La misura disposta a norma del comma 4 cessa di avere effetto se, entro venti giorni dalla ordinanza, il giudice competente non provvede a norma del comma 2, lettera a) [27, 291].

(1) Comma così sostituito, in sede di conversione, dall'art. 25d.l. 24 novembre 2000, n. 341, conv., con modif., in l. 19 gennaio 2001, n. 4.

(2) Comma inserito dall'art. 2 6 d.l. n. 341, cit.

(3) Lettera così modificata dall'art. 5 d.l. 1° marzo 1991, n. 60, conv., con modif., nella l. 22 aprile 1991, n. 133.

(4) Comma così modificato dall'art. 2 7 d.l. n. 341, cit.

ARTICOLO  308

Termini di durata massima delle misure diverse dalla custodia cautelare.

1. Le misure coercitive diverse dalla custodia cautelare [281-283] perdono efficacia quando dall'inizio della loro esecuzione [2972] è decorso un periodo di tempo pari al doppio dei termini previsti dall'articolo 303 [2512 trans.].

2. Le misure interdittive [288-290] perdono efficacia quando sono decorsi due mesi dall'inizio della loro esecuzione [2972]. In ogni caso, qualora esse siano state disposte per esigenze probatorie [2741a], il giudice può disporne la rinnovazione anche al di là di due mesi dall'inizio dell'esecuzione, osservati i limiti previsti dal comma 1.

3. L'estinzione delle misure non pregiudica l'esercizio dei poteri che la legge attribuisce al giudice penale o ad altre autorità nell'applicazione di pene accessorie [28-38 c.p.] o di altre misure interdittive.

 

 

 




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