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il decreto che dispone il giudizio

Il decreto che dispone il giudizio all'esito dell'udienza preliminare e le attività integrative di indagine consentite



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Il decreto che dispone il giudizio e le indagini integrative


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ARTICOLO  429

(1) Decreto che dispone il giudizio.

1. Il decreto che dispone il giudizio contiene:

a) le generalità dell'imputato e le altre indicazioni personali che valgono a identificarlo nonché le generalità delle altre parti private, con l'indicazione dei difensori [96, 97, 100];

b) l'indicazione della persona offesa dal reato [90, 91] qualora risulti identificata;

c) l'enunciazione in forma chiara e precisa del fatto, delle circostanze aggravanti [61 c.p.] e di quelle che possono comportare l'applicazione di misure di sicurezza [199 s. c.p.], con l'indicazione dei relativi articoli di legge [417, 423, 521] (2);

d) l'indicazione sommaria delle fonti di prova e dei fatti cui esse si riferiscono;

e) il dispositivo, con l'indicazione del giudice competente per il giudizio [132 att.];

f) l'indicazione del luogo, del giorno e dell'ora [132 att.] della comparizione [465], con l'avvertimento all'imputato che non comparendo sarà giudicato in contumacia [420-quater];

g) la data [111] e la sottoscrizione [110] del giudice e dell'ausiliario che l'assiste [126; 1 reg.].

2. Il decreto è nullo se l'imputato non è identificato in modo certo ovvero se manca o è insufficiente l'indicazione di uno dei requisiti previsti dal comma 1, lettere c) e f).

3. Tra la data del decreto e la data fissata per il giudizio deve intercorrere un termine non inferiore a venti giorni.

3-bis. Qualora si proceda per il reato di cui all'articolo 589, secondo comma LESIONI COLPOSE CIRCOLAZIONE STRADALE del codice penale, il termine di cui al comma 3 non può essere superiore a sessanta giorni (3).

4. Il decreto è notificato all'imputato contumace nonché all'imputato e alla persona offesa comunque non presenti alla lettura del provvedimento di cui al comma 1 dell'articolo 424 almeno venti giorni prima della data fissata per il giudizio (4).

(1) Per la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, v. art. 612d.lgs.. 8 giugno 2001, n. 231.

(2) Lettera così modificata dall'art. 182l. 16 dicembre 1999, n. 479.

(3) Comma inserito dall'art. 43l. 21 febbraio 2006, n. 102.

(4) Comma sostituito dapprima dall'art. 24 l. n. 479, cit. e successivamente dall'art. 2-septies d.l. 7 aprile 2000, n. 82, conv., con modif., nella l. 5 giugno 2000, n. 144. Quanto alla citazione del responsabile civile che non sia stato presente all'udienza preliminare, v. la sentenza interpretativa di rigetto Corte cost. 10 novembre 1992, n. 430, sub art. 83.

ARTICOLO  430

Attività integrativa di indagine del pubblico ministero e del difensore (1).

1. Successivamente all'emissione del decreto che dispone il giudizio, il pubblico ministero e il difensore possono, ai fini delle proprie richieste al giudice del dibattimento, compiere attività integrativa di indagine, fatta eccezione degli atti per i quali è prevista la partecipazione dell'imputato o del difensore di questo (2).

2. La documentazione relativa all'attività indicata nel comma 1 è immediatamente depositata nella segreteria del pubblico ministero con facoltà delle parti di prenderne visione e di estrarne copia.

(1) Articolo così sostituito dall'art. 14 l. 7 dicembre 2000, n. 397.

(2) V. l'art. 12l. 16 marzo 2006, n. 146, entrata in vigore il 12 aprile 2006 (il giorno successivo alla sua pubblicazione in G.U.).

 

ARTICOLO  430  BIS

(1) Divieto di assumere informazioni.

1. È vietato al pubblico ministero [362], alla polizia giudiziaria [351] e al difensore assumere informazioni dalla persona ammessa ai sensi dell'articolo 507 o indicata nella richiesta di incidente probatorio [393] o ai sensi dell'articolo 422, comma 2, ovvero nella lista prevista dall'articolo 468 e presentata dalle altre parti processuali. Le informazioni assunte in violazione del divieto sono inutilizzabili.

2. Il divieto di cui al comma 1 cessa dopo l'assunzione della testimonianza e nei casi in cui questa non sia ammessa o non abbia luogo.

(1) Articolo inserito dall'art. 25 l. 16 dicembre 1999, n. 479.

 

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