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il decreto penale di condanna e la sua opposizione
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il giudizio immediato
 
 

 

ARTICOLO  459

(1) Casi di procedimento per decreto.

1. Nei procedimenti per reati perseguibili di ufficio [249 trans.] ed in quelli perseguibili a querela se questa è stata validamente presentata e se il querelante non ha nella stessa dichiarato di opporvisi, il pubblico ministero, quando ritiene che si debba applicare soltanto una pena pecuniaria, anche se inflitta in sostituzione di una pena detentiva, può presentare al giudice per le indagini preliminari, entro sei mesi dalla data in cui il nome della persona alla quale il reato è attribuito è iscritto nel registro delle notizie di reato [335] e previa trasmissione del fascicolo, richiesta motivata di emissione del decreto penale di condanna, indicando la misura della pena.

2. Il pubblico ministero può chiedere l'applicazione di una pena diminuita sino alla metà rispetto al minimo edittale.

3. Il giudice, quando non accoglie la richiesta, se non deve pronunciare sentenza di proscioglimento a norma dell'articolo 129, restituisce gli atti al pubblico ministero.

4. Del decreto penale è data comunicazione al querelante.

5. Il procedimento per decreto non è ammesso quando risulta la necessità di applicare una misura di sicurezza personale.

(1) Articolo così sostituito dall'art. 371l. 16 dicembre 1999, n. 479.

 

ARTICOLO  460

Requisiti del decreto di condanna.

1. Il decreto di condanna contiene:

a) le generalità dell'imputato o le altre indicazioni personali che valgano a identificarlo nonché, quando occorre, quelle della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [89];

b) l'enunciazione del fatto, delle circostanze [59 s. c.p.] e delle disposizioni di legge violate;

c) la concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la decisione è fondata, comprese le ragioni dell'eventuale diminuzione della pena al di sotto del minimo edittale;

d) il dispositivo;

e) l'avviso che l'imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [89] possono proporre opposizione [461] entro quindici giorni dalla notificazione del decreto e che l'imputato può chiedere mediante l'opposizione [1413 att.] il giudizio immediato [4561, 3, 5, 464] ovvero il giudizio abbreviato [441-443] o l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444;

f) l'avvertimento all'imputato e alla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [89] che, in caso di mancata opposizione, il decreto diviene esecutivo;

g) l'avviso che l'imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [89] hanno la facoltà di nominare un difensore [96, 100];

h) la data [111] e la sottoscrizione [110] del giudice e dell'ausiliario che lo assiste.

2. Con il decreto di condanna il giudice applica la pena nella misura richiesta dal pubblico ministero indicando l'entità dell'eventuale diminuzione della pena stessa al di sotto del minimo edittale [459 2]; ordina la confisca nei casi previsti dall'articolo 240, secondo comma, del codice penale, o la restituzione delle cose sequestrate [262 s.]; concede la sospensione condizionale della pena [163, 175 c.p.]. Nei casi previsti dagli articoli 196 e 197 del codice penale, dichiara altresì la responsabilità della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [534] (1).

3. Copia del decreto è comunicata al pubblico ministero ed è notificata con il precetto al condannato, al difensore d'ufficio o al difensore di fiducia eventualmente nominato ed alla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria (2).

4. Se non è possibile eseguire la notificazione per irreperibilità dell'imputato, il giudice revoca il decreto penale di condanna e restituisce gli atti al pubblico ministero (3).

5. Il decreto penale di condanna non comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento, né l'applicazione di pene accessorie. Anche se divenuto esecutivo non ha efficacia di giudicato nel giudizio civile o amministrativo. Il reato è estinto se nel termine di cinque anni, quando il decreto concerne un delitto, ovvero di due anni quando il decreto concerne una contravvenzione, l'imputato non commette un delitto ovvero una contravvenzione della stessa indole. In questo caso si estingue ogni effetto penale e la condanna non è comunque di ostacolo alla concessione di una successiva sospensione condizionale della pena (4).

(1) Comma dapprima sostituito dall'art. 372 lett. a)l. 16 dicembre 1999, n. 479, e successivamente così modificato dall'art. 2-decies d.l. 7 aprile 2000, n. 82, conv., con modif., dalla l. 5 giugno 2000, n. 144.

(2) Comma così sostituito dall'art. 20 l. 6 marzo 2001, n. 60.

(3) La Corte cost., con sentenza 18 novembre 2000, n. 504 , ha dichiarato llillegittimità costituzionale del presente comma «nella parte in cui non prevede la revoca del decreto penale di condanna e la restituzione degli atti al pubblico ministero anche nel caso in cui non sia possibile la notificazione nel domicilio dichiarato a norma dell'art. 161 del codice di procedura penale».

(4) Comma così sostituito dall'art. 37 2 lett. b) l. n. 479, cit.

ARTICOLO  461

Opposizione.

1. Nel termine di quindici giorni dalla notificazione del decreto, l'imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [89], personalmente o a mezzo del difensore eventualmente nominato [96, 100], possono proporre opposizione mediante dichiarazione ricevuta nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari che ha emesso il decreto [460] ovvero nella cancelleria del tribunale o del giudice di pace del luogo in cui si trova l'opponente [140, 163-ter att.] (1).

2. La dichiarazione di opposizione deve indicare, a pena di inammissibilità, gli estremi del decreto di condanna, la data del medesimo e il giudice che lo ha emesso. Ove non abbia già provveduto in precedenza, nella dichiarazione l'opponente può nominare un difensore di fiducia.

3. Con l'atto di opposizione l'imputato può chiedere al giudice che ha emesso il decreto di condanna il giudizio immediato [4561, 3, 5, 4641] ovvero il giudizio abbreviato [441-443] o l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444.

4. L'opposizione è inammissibile, oltre che nei casi indicati nel comma 2, quando è proposta fuori termine [173] o da persona non legittimata.

5. Se non è proposta opposizione o se questa è dichiarata inammissibile, il giudice che ha emesso il decreto di condanna ne ordina l'esecuzione [463, 6483, 650].

6. Contro l'ordinanza di inammissibilità l'opponente può proporre ricorso per cassazione [606].

(1) Comma dapprima modificato dall'art. 184 d.lgs.. 19 febbraio 1998, n. 51, e successivamente così modificato dall'art. 451l. 16 dicembre 1999, n. 479.

ARTICOLO  462

Restituzione nel termine per proporre opposizione.

1. L'imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [89] sono restituiti nel termine per proporre opposizione a norma dell'articolo 175.

ARTICOLO  463

Opposizione proposta soltanto da alcuni interessati.

1. L'esecuzione del decreto di condanna pronunciato a carico di più persone imputate dello stesso reato [12 1a] rimane sospesa nei confronti di coloro che non hanno proposto opposizione [461] fino a quando il giudizio conseguente all'opposizione proposta da altri coimputati non sia definito con pronuncia irrevocabile [464 5, 648].

2. Se l'opposizione è proposta dal solo imputato o dalla sola persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [89], gli effetti si estendono anche a quella fra le dette parti che non ha proposto opposizione.

ARTICOLO  464

Giudizio conseguente all'opposizione.

1. Se l'opponente [461] ha chiesto il giudizio immediato, il giudice emette decreto a norma dell'articolo 456, commi 1, 3 e 5 [132, 160 att.]. Se l'opponente ha chiesto il giudizio abbreviato [438], il giudice fissa con decreto l'udienza dandone avviso almeno cinque giorni prima al pubblico ministero, all'imputato, al difensore e alla persona offesa; nel giudizio si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni degli articoli 438, commi 3 e 5, 441, 441-bis, 442 e 443; nel caso di cui all'articolo 441-bis, comma 4, il giudice, revocata l'ordinanza con cui era stato disposto il giudizio abbreviato, fissa l'udienza per il giudizio conseguente all'opposizione. Se l'opponente ha chiesto l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444, il giudice fissa con decreto un termine entro il quale il pubblico ministero deve esprimere il consenso, disponendo che la richiesta e il decreto siano notificati al pubblico ministero a cura dell'opponente. Ove il pubblico ministero non abbia espresso il consenso nel termine stabilito ovvero l'imputato non abbia formulato nell'atto di opposizione alcuna richiesta [461 3], il giudice emette decreto di giudizio immediato (1) (2).

2. Il giudice, se è presentata domanda di oblazione [162, 162-bis c.p.; 441 att.] contestuale all'opposizione, decide sulla domanda stessa prima di emettere i provvedimenti a norma del comma 1.

3. Nel giudizio conseguente all'opposizione, l'imputato non può chiedere il giudizio abbreviato o l'applicazione della pena su richiesta, presentare domanda di oblazione. In ogni caso, il giudice revoca il decreto penale di condanna (3).

4. Il giudice può applicare in ogni caso una pena anche diversa e più grave di quella fissata nel decreto di condanna e revocare i benefici già concessi [460 2].

5. Con la sentenza che proscioglie l'imputato perché il fatto non sussiste, non è previsto dalla legge come reato ovvero è commesso in presenza di una causa di giustificazione, il giudice revoca il decreto di condanna anche nei confronti degli imputati dello stesso reato che non hanno proposto opposizione [463].

(1) Comma dapprima modificato dall'art. 373l. 16 dicembre 1999, n. 479, e successivamente così modificato dall'art. 2-nonies3d.l. 7 aprile 2000, n. 82, conv., con modif., nella l. 5 giugno 2000, n. 144.

(2) La Corte cost., con sentenza 23 maggio 2003, n. 169, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui «non prevede che, in caso di rigetto della richiesta di giudizio abbreviato subordinata ad una integrazione probatoria, l'imputato possa rinnovare la richiesta prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado e il giudice possa disporre il giudizio abbreviato». Precedentemente la Corte cost., con sentenza 15 febbraio 1991, n. 81, aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma nella parte in cui non prevedeva che il pubblico ministero, in caso di dissenso, fosse tenuto ad enunciarne le ragioni e nella parte in cui non prevedeva che il giudice, quando, a dibattimento concluso, avesse ritenuto ingiustificato il dissenso del pubblico ministero, potesse applicare all'imputato la riduzione di pena contemplata dall'art. 4422 c.p.p. La successiva sentenza della Corte cost. 31 gennaio 1992, n. 23 aveva inoltre dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 458 1 e 2 c.p.p. e dell'art. 4641 c.p.p. nella parte in cui tali disposizioni non prevedevano che il giudice, all'esito del dibattimento, ritenendo che il processo potesse essere definito allo stato degli atti dal giudice per le indagini preliminari, potesse applicare la riduzione di pena prevista dall'art. 442 2 dello stesso codice.

(3) Comma così sostituito dall'art. 37 4 l. n. 479, cit.





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