Ricerca


banner_lungo_magitratura_esame_avvocato_2012.jpg
mod_vvisit_counterOggi150
mod_vvisit_counterDal 12/06/096255741

domiciliazioniprevprof.jpg
magistratura_esame_avvocato_2012_2013.jpg























l'applicazione delle misure cautelari

L'applicazione delle misure cautelari, la richiesta del PM e l'ordinanza del giudice, l'obbligo di effettuare l'interrogatorio di garanzia, le garanzie del diritto di difesa, l'obbligo di motivare in ordine alle prove a favore dell'indiziato e in ordine alla inidoneità di misure diverse dalla custodia cautelare

Argomenti correlati

l'applicazione delle misure cautelari

le misure cautelari - profili generali

la custodia cautelare e gli arresti domiciliari

le altre misure cautelari coercitive

le misure cautelari interdittive

la durata delle misure cautelari e in particolare delle custodiali

le vicende delle misure cautelari

interrogatorio di garanzia

 

ARTICOLO  291

Procedimento applicativo.

1. Le misure sono disposte su richiesta del pubblico ministero, che presenta al giudice competente [279, 391; 91 att.] gli elementi su cui la richiesta si fonda, nonché tutti gli elementi a favore dell'imputato e le eventuali deduzioni e memorie difensive già depositate [2922-ter] (1).

1-bis. (2).

2. Se riconosce la propria incompetenza per qualsiasi causa, il giudice, quando ne ricorrono le condizioni e sussiste l'urgenza di soddisfare taluna delle esigenze cautelari previste dall'articolo 274, dispone la misura richiesta con lo stesso provvedimento con il quale dichiara la propria incompetenza. Si applicano in tal caso le disposizioni dell'articolo 27 [307 4-5].

2-bis. In caso di necessità o urgenza il pubblico ministero può chiedere al giudice, nell'interesse della persona offesa, le misure patrimoniali provvisorie di cui all'articolo 282-bis. Il provvedimento perde efficacia qualora la misura cautelare sia successivamente revocata (3).

(1) Comma così sostituito dall'art. 8 l. 8 agosto 1995, n. 332. V. inoltre sub art. 293 per il potere dell'autorità giudiziaria di ritardare l'emissione o l'esecuzione di provvedimenti di cattura.

(2) Il comma, già inserito dall'art. 12 d.lgs. 14 gennaio 1991, n. 12, è stato soppresso dall'art. 8 l. 8 agosto 1995, n. 332.

(3) Comma aggiunto dall'art. 11l. 4 aprile 2001, n. 154.

ARTICOLO  292

Ordinanza del giudice.

1. Sulla richiesta del pubblico ministero il giudice provvede con ordinanza (1).

2. L'ordinanza che dispone la misura cautelare [313] contiene, a pena di nullità rilevabile anche d'ufficio [181; 92, 94, 97 att.; 250 trans.; 6 reg.]:

a) le generalità dell'imputato [60, 61] o quanto altro valga a identificarlo;

b) la descrizione sommaria del fatto con l'indicazione delle norme di legge che si assumono violate;

c) l'esposizione delle specifiche esigenze cautelari [274] e degli indizi [273] che giustificano in concreto la misura disposta, con l'indicazione degli elementi di fatto da cui sono desunti e dei motivi per i quali essi assumono rilevanza, tenuto conto anche del tempo trascorso dalla commissione del reato;

c-bis) l'esposizione dei motivi per i quali sono stati ritenuti non rilevanti gli elementi forniti dalla difesa [291 1], nonché, in caso di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere [285], l'esposizione delle concrete e specifiche ragioni per le quali le esigenze di cui all'articolo 274 non possono essere soddisfatte con altre misure;

d) la fissazione della data di scadenza della misura [301], in relazione alle indagini da compiere, allorché questa è disposta al fine di garantire l'esigenza cautelare di cui alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 274;

e) la data [111] e la sottoscrizione [110] del giudice (2).

2-bis. L'ordinanza contiene altresì la sottoscrizione dell'ausiliario che assiste il giudice [126], il sigillo dell'ufficio e, se possibile, l'indicazione del luogo in cui probabilmente si trova l'imputato [60, 61] (3).

2-ter. L'ordinanza è nulla se non contiene la valutazione degli elementi a carico e a favore dell'imputato, di cui all'articolo 358, nonché all'articolo 327-bis (4).

3. L'incertezza circa il giudice che ha emesso il provvedimento ovvero circa la persona nei cui confronti la misura è disposta esime gli ufficiali e gli agenti incaricati dal darvi esecuzione.

(1) V. sub art. 293.

(2) Il comma 2 è stato così sostituito dall'art. 9 l. 8 agosto 1995, n. 332. Precedentemente le lett. a) ed e) del comma 2 erano state modificate ad opera dell'art. 52d.l. 13 maggio 1991, n. 152, conv., con modif., nella l. 12 luglio 1991, n. 203. V. inoltre l'art. 3 3 d.l. n. 152, cit.

(3) Comma inserito dall'art. 5 d.l. n. 152, cit.

(4) Comma inserito dall'art. 9 l. n. 332, cit., e successivamente così modificato dall'art. 6 l. 7 dicembre 2000, n. 397.

ARTICOLO  293

Adempimenti esecutivi.

1. Salvo quanto previsto dall'articolo 156, l'ufficiale o l'agente incaricato di eseguire l'ordinanza che ha disposto la custodia cautelare [284, 285, 286; 92 att.] (1) consegna all'imputato copia del provvedimento e lo avverte della facoltà di nominare un difensore di fiducia; informa immediatamente il difensore di fiducia eventualmente nominato [96 3] ovvero quello di ufficio designato a norma dell'articolo 97 e redige verbale [136] di tutte le operazioni compiute. Il verbale è immediatamente trasmesso al giudice che ha emesso l'ordinanza e al pubblico ministero [1293-bis att.].

2. Le ordinanze che dispongono misure diverse dalla custodia cautelare [281-283, 288-290, 312] sono notificate [156-158, 161, 166] all'imputato.

3. Le ordinanze previste dai commi 1 e 2, dopo la loro notificazione o esecuzione, sono depositate nella cancelleria del giudice che le ha emesse insieme alla richiesta del pubblico ministero e agli atti presentati con la stessa [291 1]. Avviso del deposito è notificato al difensore (2).

4. Copia dell'ordinanza che dispone una misura interdittiva [288-290] è trasmessa all'organo eventualmente competente a disporre l'interdizione in via ordinaria.

(1) Per la possibilità di ritardare l'emissione o disporre che sia ritardata l'esecuzione di provvedimenti di cattura, e per quella degli ufficiali di polizia giudiziaria addetti alle unità specializzate antidroga nonché delle autorità doganali di ritardare l'esecuzione di simili provvedimenti, v. l'art. 98 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. Per il potere del pubblico ministero di ritardare l'esecuzione o disporre che sia ritardata l'esecuzione di provvedimenti che applicano una misura cautelare quando sia necessario in relazione alle indagini in tema di sequestro di persona a scopo di estorsione, v. l'art. 7 d.l. 15 gennaio 1991, n. 8, conv., con modif., nella l. 15 marzo 1991, n. 82, come modificato dalla l. 13 febbraio 2001, n. 45. V. anche nota 1 sub art. 253.

(2) Comma così modificato dall'art. 10 l. 8 agosto 1995, n. 332. Successivamente la Corte cost., con sentenza 24 giugno 1997, n. 192 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale di questo comma nella parte in cui non prevede la facoltà per il difensore di estrarre copia, insieme all'ordinanza che ha disposto la misura cautelare, della richiesta del pubblico ministero e degli atti presentati con la stessa.

ARTICOLO  294

Interrogatorio della persona sottoposta a misura cautelare personale (1) .

1. Fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento, il giudice che ha deciso in ordine all'applicazione della misura cautelare, se non vi ha proceduto nel corso dell'udienza di convalida [391] dell'arresto o del fermo di indiziato di delitto, procede all'interrogatorio [64, 65] della persona in stato di custodia cautelare in carcere [285] immediatamente e comunque non oltre cinque giorni dall'inizio dell'esecuzione della custodia [297, 302], salvo il caso in cui essa sia assolutamente impedita [3131] (2) (3).

1-bis. Se la persona è sottoposta ad altra misura cautelare, sia coercitiva che interdittiva, l'interrogatorio deve avvenire non oltre dieci giorni dalla esecuzione del provvedimento o dalla sua notificazione [302] (4).

1-ter. L'interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare [284, 285, 286] deve avvenire entro il termine di quarantotto ore se il pubblico ministero ne fa istanza nella richiesta di custodia cautelare (4).

2. Nel caso di assoluto impedimento, il giudice ne dà atto con decreto motivato e il termine per l'interrogatorio decorre nuovamente dalla data in cui il giudice riceve comunicazione della cessazione dell'impedimento o comunque accerta la cessazione dello stesso.

3. Mediante l'interrogatorio il giudice valuta se permangono le condizioni di applicabilità e le esigenze cautelari previste dagli articoli 273, 274 e 275. Quando ne ricorrono le condizioni, provvede, a norma dell'articolo 299, alla revoca o alla sostituzione della misura disposta (5).

4. Ai fini di quanto previsto dal comma 3, l'interrogatorio è condotto dal giudice con le modalità indicate negli articoli 64 e 65. Al pubblico ministero e al difensore, che ha obbligo di intervenire, è dato tempestivo avviso del compimento dell'atto (6).

4-bis. Quando la misura cautelare è stata disposta dalla corte di assise o dal tribunale, all'interrogatorio procede il presidente del collegio o uno dei componenti da lui delegato (7).

5. Per gli interrogatori da assumere nella circoscrizione di altro tribunale, il giudice, o il presidente, nel caso di organo collegiale, qualora non ritenga di procedere personalmente, richiede il giudice per le indagini preliminari del luogo (8).

6. L'interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare [284, 285, 286] da parte del pubblico ministero non può precedere l'interrogatorio del giudice (9).

(1) Rubrica così sostituita dall'art. 11 l. 8 agosto 1995, n. 332.

(2) Comma così modificato dall'art. 13 d.lgs. 14 gennaio 1991, n. 12, successivamente dall'art. 11 l. n. 332, cit. (v. ora il nuovo comma 1-bis) e, da ultimo, dall'art. 21 lett. a)d.l. 22 febbraio 1999, n. 29, conv., con modif., in l. 21 aprile 1999, n. 109. V., inoltre, l'art. 4 d.l. n. 29, cit.

(3) La Corte cost., con sentenza 3 aprile 1997, n. 77 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 2941, «nella parte in cui non prevede che, fino alla trasmissione degli atti al giudice del dibattimento, il giudice proceda all'interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare in carcere immediatamente e comunque non oltre cinque giorni dall'inizio di esecuzione della custodia». La Corte cost., con sentenza 17 febbraio 1999, n. 32, ha nuovamente dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 2941, «nella parte in cui non prevede che fino all'apertura del dibattimento il giudice proceda all'interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare in carcere».

(4) Commi inseriti dall'art. 11 l. n. 332, cit.

(5) Comma così modificato dall'art. 11 l. n. 332, cit.

(6) Comma così sostituito dall'art. 12 1° marzo 2001, n. 63.

(7) Comma inserito dall'art. 2 1 lett. b) d.l. n. 29, cit.

(8) Comma così modificato dall'art. 2 1 lett. c) d.l. n. 29, cit.

(9) Comma così sostituito dall'art. 11 l. n. 332, cit.

Argomenti correlati

l'applicazione delle misure cautelari

le misure cautelari - profili generali

la custodia cautelare e gli arresti domiciliari

le altre misure cautelari coercitive

le misure cautelari interdittive

la durata delle misure cautelari e in particolare delle custodiali

le vicende delle misure cautelari

interrogatorio di garanzia

 





Segnala su OK Notizie!Reddit!Del.icio.us! Facebook!
 

CERCA ANCORA IN QUESTO SITO

Ricerca personalizzata