Ricerca


banner_lungo_magitratura_esame_avvocato_2012.jpg
mod_vvisit_counterOggi151
mod_vvisit_counterDal 12/06/096255742

domiciliazioniprevprof.jpg
magistratura_esame_avvocato_2012_2013.jpg























l'udienza preliminare davanti al GUP

L'udienza preliminare, fissazione dell'udienza, comunicazioni alle parti, integrazioni probatorie o di indagini, modifica dell'imputazione, discussione e provvedimenti del GUP

 

Argomenti correlati


la richiesta di archiviazione


avviso conclusione indagini



la richiesta di rinvio a giudizio


l'udienza preliminare


la sentenza di non luogo a procedere



il decreto che dispone il giudizio


l'incidente probatorio


il fascicolo del dibattimento e il fascicolo del PM

 

 

ARTICOLO  418

Fissazione dell'udienza preliminare

1. Entro cinque giorni (1) dal deposito della richiesta DI RINVIO A GIUDIZIO, il giudice fissa con decreto il giorno, l'ora e il luogo dell'udienza in camera di consiglio [127], provvedendo a norma dell'articolo 97 NOMINA DIFENSORE DI UFFICIO quando l'imputato è privo di difensore di fiducia.

2. Tra la data di deposito della richiesta e la data dell'udienza non può intercorrere un termine superiore a trenta giorni.

(1) Il termine di cinque giorni è stato sostituito a quello di due giorni dall'art. 19 l. 16 dicembre 1999, n. 479.

ARTICOLO  419

Atti introduttivi dell’udienza preliminare

1. Il giudice [328] fa notificare all'imputato e alla persona offesa [90, 91], della quale risulti agli atti l'identità e il domicilio, l'avviso del giorno, dell'ora e del luogo dell'udienza, con la richiesta di rinvio a giudizio [409 5, 416, 417] formulata dal pubblico ministero e con l'avvertimento all'imputato che non comparendo sarà giudicato in contumacia (1).

2. L'avviso è altresì comunicato [153] al pubblico ministero e notificato al difensore dell'imputato con l'avvertimento della facoltà di prendere visione [131 att.] degli atti e delle cose trasmessi a norma dell'articolo 416, comma 2 CON LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO DAL PM e di presentare memorie e produrre documenti [234 s.].

3. L'avviso contiene inoltre l'invito a trasmettere la documentazione relativa alle indagini eventualmente espletate dopo la richiesta di rinvio a giudizio [407; 131 att.] (2) (3).

4. Gli avvisi sono notificati e comunicati almeno dieci giorni prima della data dell'udienza [1725]. Entro lo stesso termine è notificata la citazione del responsabile civile [83 s.] e della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [89].

5. L'imputato può rinunciare all'udienza preliminare e richiedere il giudizio immediato [453] con dichiarazione presentata in cancelleria, personalmente [99] o a mezzo di procuratore speciale, almeno tre giorni prima della data dell'udienza. L'atto di rinuncia è notificato al pubblico ministero e alla persona offesa dal reato [90, 91] a cura dell'imputato.

6. Nel caso previsto dal comma 5, il giudice emette decreto di giudizio immediato [456].

7. Le disposizioni dei commi 1 e 4 sono previste a pena di nullità [178-181, 428].

(1) Comma così modificato dall'art. 2-quinquies d.l. 7 aprile 2000, n. 82, conv., con modif., nella l. 5 giugno 2000, n. 144.

(2) Comma così modificato dall'art. 13 l. 7 dicembre 2000, n. 397.

(3)La Corte cost., con sentenza interpretativa di rigetto, 3 febbraio 1994, n. 16, ha affermato che «ove le indagini suppletive del pubblico ministero sopravvengano in tempi tali da non consentire un'adeguata difesa, spetti al giudice di regolare le modalità di svolgimento dell'udienza preliminare anche attraverso differimenti congrui alle singole, concrete fattispecie, sì da contemperare l'esigenza di celerità con la garanzia dell'effettività del contraddittorio».

ARTICOLO  420

(1) Costituzione delle parti nell’udienza preliminare

1. L'udienza si svolge in camera di consiglio [127] con la partecipazione necessaria del pubblico ministero e del difensore [179] dell'imputato.

2. Il giudice procede agli accertamenti relativi alla costituzione delle parti ordinando la rinnovazione degli avvisi, delle citazioni, delle comunicazioni e delle notificazioni di cui dichiara la nullità [31 min.].

3. Se il difensore dell'imputato non è presente, il giudice provvede a norma dell'articolo 97, comma 4 DIFENSORE DI UFFICIO

4. Il verbale dell'udienza preliminare è redatto di regola in forma riassuntiva a norma dell'articolo 140, comma 2  il giudice, su richiesta di parte, dispone la riproduzione fonografica o audiovisiva ovvero la redazione del verbale con la stenotipia.

(1) Gli attuali artt. 420, 420-bis, 420-ter, 420-quater e 420-quinquies sono stati introdotti in sostituzione dell'originario art. 420 dall'art. 19 l. 16 dicembre 1999, n. 479. Il comma 5 di tale articolo, prima della sostituzione, era stato dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla Corte cost., con sentenza 3 dicembre 1990, n. 529, nella parte in cui dopo la parola «redatto» prevedeva «soltanto» anziché «di regola».

 

ARTICOLO  420  BIS

(1) Rinnovazione dell'avviso.

1. Il giudice dispone, anche di ufficio, che sia rinnovato l'avviso dell'udienza preliminare a norma dell'articolo 419, comma 1, quando è provato o appare probabile che l'imputato non ne abbia avuto effettiva conoscenza, sempre che il fatto non sia dovuto a sua colpa e fuori dei casi di notificazione mediante consegna al difensore a norma degli articoli 159, 161, comma 4, e 169 [420-quinquies; 23 att.].

2. La probabilità che l'imputato non abbia avuto conoscenza dell'avviso è liberamente valutata dal giudice. Tale valutazione non può formare oggetto di discussione successiva né motivo di impugnazione.

ARTICOLO  420  TER

(1) Impedimento a comparire dell'imputato o del difensore.

1. Quando l'imputato, anche se detenuto, non si presenta all'udienza [420-quinquies] e risulta che l'assenza è dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento, il giudice, con ordinanza, anche d'ufficio, rinvia ad una nuova udienza e dispone che sia rinnovato l'avviso all'imputato, a norma dell'articolo 419, comma 1 [420-quinquies; 23 att.].

2. Con le medesime modalità di cui al comma 1 il giudice provvede quando appare probabile che l'assenza dell'imputato sia dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito o forza maggiore. Tale probabilità è liberamente valutata dal giudice e non può formare oggetto di discussione successiva né motivo di impugnazione [181c].

3. Quando l'imputato, anche se detenuto, non si presenta alle successive udienze e ricorrono le condizioni previste dal comma 1, il giudice rinvia anche d'ufficio l'udienza, fissa con ordinanza la data della nuova udienza e ne dispone la notificazione [148 s.] all'imputato.

4. In ogni caso la lettura dell'ordinanza che fissa la nuova udienza sostituisce la citazione e gli avvisi per tutti coloro [1485] che sono o devono considerarsi presenti [420-quinquies].

5. Il giudice provvede a norma del comma 1 nel caso di assenza del difensore [96, 97], quando risulta che l'assenza stessa è dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per legittimo impedimento, purché prontamente comunicato. Tale disposizione non si applica se l'imputato è assistito da due difensori [96] e l'impedimento riguarda uno dei medesimi ovvero quando il difensore impedito ha designato un sostituto [102] o quando l'imputato chiede che si proceda in assenza del difensore impedito.

(1) Vedi sub art. 420.

ARTICOLO  420  QUATER

(1) (2) Contumacia dell'imputato.

1. Se l'imputato, libero o detenuto, non compare all'udienza e non ricorrono le condizioni indicate negli articoli 420, comma 2, 420-bis e 420-ter, commi 1 e 2, il giudice, sentite le parti, ne dichiara la contumacia.

2. L'imputato, quando si procede in sua contumacia, è rappresentato dal suo difensore [480].

3. Se l'imputato compare prima che il giudice adotti i provvedimenti di cui al comma 1 dell'articolo 424 DECRETO CHE DISPONE L GIUDIZIO O SENTENZA DI NON LUOGO A PROCEDERE, il giudice revoca l'ordinanza che ha dichiarato la contumacia. In tal caso l'imputato può rendere dichiarazioni spontanee e chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio [421].

4. L'ordinanza dichiarativa di contumacia è nulla se al momento della pronuncia vi è la prova che l'assenza dell'imputato è dovuta a mancata conoscenza dell'avviso a norma dell'articolo 420-bis ovvero ad assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore od altro legittimo impedimento [420-ter].

5. Se la prova dell'assenza indicata nel comma 4 perviene dopo la pronuncia dell'ordinanza prevista dal comma 1, ma prima dei provvedimenti di cui al comma 1 dell'articolo 424 DECRETO CHE DISPONE L GIUDIZIO O SENTENZA DI NON LUOGO A PROCEDERE il giudice revoca l'ordinanza medesima e, se l'imputato non è comparso, rinvia anche d'ufficio l'udienza. Restano comunque validi gli atti compiuti in precedenza, ma se l'imputato ne fa richiesta e dimostra che la prova è pervenuta con ritardo senza sua colpa, il giudice dispone l'assunzione o la rinnovazione degli atti che ritiene rilevanti ai fini dei provvedimenti di cui al comma 1 dell'articolo 424.

6. Quando si procede a carico di più imputati, si applicano le disposizioni dell'articolo 18, comma 1, lettere c) e d) SEPARAZIONE DEI PROCEDIMENTI.

7. L'ordinanza dichiarativa della contumacia è allegata al decreto che dispone il giudizio. Nel decreto è in ogni caso indicato se l'imputato è contumace o assente [420-quinquies].

(1) Vedi sub art. 420.

(2) Per la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, v. art. 41 d.lgs.. 8 giugno 2001, n. 231.

ARTICOLO  420  QUINQUIES

(1) Assenza e allontanamento volontario dell'imputato.

1. Le disposizioni degli articoli 420-bis e 420-ter non si applicano quando l'imputato, anche se impedito, chiede o consente che l'udienza preliminare avvenga in sua assenza o, se detenuto, rifiuta di assistervi. L'imputato in tali casi è rappresentato dal difensore [178].

2. L'imputato che, dopo essere comparso, si allontana dall'aula di udienza è considerato presente ed è rappresentato dal difensore [178].

(1) Vedi sub art. 420.

ARTICOLO  421

Discussione.

1. Conclusi gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti [420], il giudice dichiara aperta la discussione.

2. Il pubblico ministero espone sinteticamente i risultati delle indagini preliminari e gli elementi di prova che giustificano la richiesta di rinvio a giudizio [417]. L'imputato può rendere dichiarazioni spontanee e chiedere di essere sottoposto all'interrogatorio, per il quale si applicano le disposizioni degli articoli 64 e 65. Su richiesta di parte, il giudice dispone che l'interrogatorio sia reso nelle forme previste dagli articoli 498 e 499 ESAME E CONTROESAME TESTIMONIALE Prendono poi la parola, nell'ordine, i difensori [96, 97, 100] della parte civile [76 s.], del responsabile civile [83 s.], della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria [89] e dell'imputato che espongono le loro difese. Il pubblico ministero e i difensori possono replicare una sola volta (1).

3. Il pubblico ministero e i difensori formulano e illustrano le rispettive conclusioni utilizzando gli atti contenuti nel fascicolo trasmesso a norma dell'articolo 416, comma 2 RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO, nonché gli atti e i documenti ammessi dal giudice prima dell'inizio della discussione [419].

4. Se il giudice ritiene di poter decidere allo stato degli atti, dichiara chiusa la discussione [33-quinquies, 33-sexies, 421-bis, 422].

(1) Comma dapprima modificato dall'art. 22 l. 7 agosto 1997, n. 267, e successivamente modificato dall'art. 20 l. 16 dicembre 1999, n. 479.

ARTICOLO  421  BIS

(1) Ordinanza per l'integrazione delle indagini.

1. Quando non provvede a norma del comma 4 dell'articolo 421 DECISIONE ALLO STATO DEGLI ATTI, il giudice, se le indagini preliminari sono incomplete, indica le ulteriori indagini, fissando il termine per il loro compimento e la data della nuova udienza preliminare. Del provvedimento è data comunicazione al procuratore generale presso la corte d'appello.

2. Il procuratore generale presso la corte d'appello può disporre con decreto motivato l'avocazione delle indagini a seguito della comunicazione prevista dal comma 1. Si applica, in quanto compatibile, la disposizione dell'articolo 412, comma 1.

(1) Articolo inserito dall'art. 21 l. 16 dicembre 1999, n. 479.

ARTICOLO  422

(1) Attività di integrazione probatoria del giudice.

1. Quando non provvede a norma del comma 4 dell'articolo 421, ovvero a norma dell'articolo 421-bis, il giudice può disporre, anche d'ufficio, l'assunzione delle prove delle quali appare evidente la decisività ai fini della sentenza di non luogo a procedere.

2. Il giudice, se non è possibile procedere immediatamente all'assunzione delle prove, fissa la data della nuova udienza e dispone la citazione dei testimoni, dei periti, dei consulenti tecnici e delle persone indicate nell'articolo 210 IMPUTATI IN PROCEDIMENTI CONNESSI di cui siano stati ammessi l'audizione o l'interrogatorio [430-bis].

3. L'audizione e l'interrogatorio delle persone indicate nel comma 2 sono condotti dal giudice. Il pubblico ministero e i difensori possono porre domande, a mezzo del giudice, nell'ordine previsto dall'articolo 421, comma 2. Successivamente, il pubblico ministero e i difensori formulano e illustrano le rispettive conclusioni.

4. In ogni caso l'imputato può chiedere di essere sottoposto all'interrogatorio, per il quale si applicano le disposizioni degli articoli 64 e 65. Su richiesta di parte, il giudice dispone che l'interrogatorio sia reso nelle forme previste dagli articoli 498 e 499 ESAME E CONTROESAME TESTIMONIALE

(1) Articolo così sostituito dall'art. 22 l. 16 dicembre 1999, n. 479.

ARTICOLO  423

Modificazione dell'imputazione.

1. Se nel corso dell'udienza il fatto risulta diverso [516] da come è descritto nell'imputazione [417] ovvero emerge un reato connesso a norma dell'articolo 12, comma 1, lettera b), o una circostanza aggravante [517], il pubblico ministero modifica l'imputazione e la contesta all'imputato presente. Se l'imputato non è presente, la modificazione della imputazione è comunicata al difensore, che rappresenta l'imputato ai fini della contestazione.

2. Se risulta a carico dell'imputato un fatto nuovo non enunciato nella richiesta di rinvio a giudizio, per il quale si debba procedere di ufficio [518], il giudice ne autorizza la contestazione se il pubblico ministero ne fa richiesta e vi è il consenso dell'imputato (1).

(1)La Corte cost., con ordinanza 18 aprile 1991, n. 166 ha ritenuto che la disposizione dell'art. 423, che subordina la contestazione del «fatto nuovo», tra l'altro, alla richiesta del pubblico ministero, «non viola il principio di obbligatorietà dell'azione penale sancito dall'art. 112 della Costituzione, poiché il pubblico ministero - quando nel corso dell'udienza preliminare risulti a carico dell'imputato un fatto nuovo che configuri un reato perseguibile d'ufficio - è obbligato ad esercitare tale azione e ad iscrivere la nuova notizia di reato nel registro di cui all'art. 335 del codice di rito, potendo solo scegliere se esercitare per tale fatto un'azione separata o procedere, con il consenso dell'imputato, alla nuova contestazione nell'ambito del processo già in corso, con conseguente trattazione unitaria delle due imputazioni». V. anche Corte cost., ord. 10 gennaio 1991, n. 11 e 30 dicembre 1991, n. 515.

 

Argomenti correlati


la richiesta di archiviazione


avviso conclusione indagini



la richiesta di rinvio a giudizio


l'udienza preliminare


la sentenza di non luogo a procedere



il decreto che dispone il giudizio


l'incidente probatorio


il fascicolo del dibattimento e il fascicolo del PM


 

 





Segnala su OK Notizie!Reddit!Del.icio.us! Facebook!
 

CERCA ANCORA IN QUESTO SITO

Ricerca personalizzata