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la convalida delle misure precautelari del fermo e dell'arresto

La convalida delle misure precautelari del fermo e dell'arresto da parte del GIP, i termini per la richiesta di convalida e per l'ordinanza di convalida la conversione della misura precautelare in misura cautelare

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Le misure precautelari dell’arresto e del fermo di indiziato, sono disposte dalla polizia giudiziaria (l’arresto) e da questa e dal PM (il fermo) in presenza di specifiche condizioni individuate dal codice di rito; tali misure, siccome incidenti sulla libertà personale dell’indiziato, sono soggette a verifica da parte del GIP entro termini perentori nell’ambito di una specifica udienza di convalida. Segnatamente, il PM deve, entro il termine di 48 ore dacchè è stata eseguita la misura richiedere la convalida al GIP il quale dovrà, a pena di inefficacia, fissare l’udienza di convalida ed emettere il decreto di convalida entro 48 ore dal momento in cui l’arrestato o il fermato sia stato posto a sua disposizione. All’udienza di convalida della misura precautelare deve presenziare il difensore dell’indiziato ed eventualmente deve provvedersi alla nomina di un difensore d’ufficio che presenzi in udienza. Il PM potrà contestualmente alla richiesta di convalida della misura cautelare richiedere l’applicazione di una misura cautelare, ove ricorrano i presupposti di cui agli artt. 273 e 274 cpp. Ove si tratti di convertire l’arresto facoltativo in una misura cautelare di tipo coercitivo, ai fini dell’applicazione della seconda non si deve tenere conto dei limiti di pena prescritti dall’art. 274 cpp e dall’art. 280 cpp. Il GIP dovrà verificare la ricorrenza dei presupposti sostanziali per l’applicazione delle misure cautelari ed il rispetto dei termini perentori che il codice impone, a pena d’inefficacia, per la loro applicazione. In particolare, l’indiziato deve essere posto dalla P.G. a disposizione del Pm entro  le 24 ore dall’esecuzione della misura, entro il termine di 48 ore, il PM deve richiedere la convalida ed entro 96 ore dall’esecuzione della misura deve essere emessa l’ordinanza del GIP sulla richiesta di convalida.

 

ARTICOLO  390

Richiesta di convalida dell'arresto o del fermo.

1. Entro quarantotto ore dall'arresto [380, 381, 383] o dal fermo [384] il pubblico ministero, qualora non debba ordinare la immediata liberazione dell'arrestato o del fermato [389; 121 att.; 183, 18-bis5 min.], richiede la convalida [13 Cost.; 122 att.] al giudice per le indagini preliminari [328, 716 3] competente in relazione al luogo dove l'arresto o il fermo è stato eseguito [8].

2. Il giudice fissa l'udienza di convalida al più presto e comunque entro le quarantotto ore successive [391 7] dandone avviso, senza ritardo [149], al pubblico ministero e al difensore.

3. L'arresto o il fermo diviene inefficace se il pubblico ministero non osserva le prescrizioni del comma 1.

3-bis. Se non ritiene di comparire, il pubblico ministero trasmette al giudice, per l'udienza di convalida, le richieste in ordine alla libertà personale [391 3] con gli elementi su cui le stesse si fondano (1).

(1) Comma aggiunto dall'art. 24 d.lgs.. 14 gennaio 1991, n. 12.

ARTICOLO  391

Udienza di convalida.

1. L'udienza di convalida si svolge in camera di consiglio [127; 123 att.] con la partecipazione necessaria del difensore [179] dell'arrestato o del fermato [18, 18-bis min.] (1).

2. Se il difensore di fiducia o di ufficio non è stato reperito o non è comparso, il giudice provvede a norma dell'articolo 97, comma 4.

3. Il pubblico ministero, se comparso [390 3-bis], indica i motivi dell'arresto o del fermo e illustra le richieste in ordine alla libertà personale [291]. Il giudice procede quindi all'interrogatorio [294 1] dell'arrestato o del fermato, salvo che questi non abbia potuto o si sia rifiutato di comparire; sente in ogni caso il suo difensore (1) (2).

4. Quando risulta che l'arresto o il fermo è stato legittimamente eseguito e sono stati osservati i termini previsti dagli articoli 386, comma 3, e 390, comma 1, il giudice provvede alla convalida con ordinanza. Contro l'ordinanza che decide sulla convalida, il pubblico ministero e l'arrestato o il fermato possono proporre ricorso per cassazione [606] (1).

5. Se ricorrono le condizioni di applicabilità previste dall'articolo 273 e taluna delle esigenze cautelari previste dall'articolo 274, il giudice dispone l'applicazione di una misura coercitiva [281-286] a norma dell'articolo 291. Quando l'arresto è stato eseguito per uno dei delitti indicati nell'articolo 381, comma 2, ovvero per uno dei delitti per i quali è consentito anche fuori dai casi di flagranza, l'applicazione della misura è disposta anche al di fuori dei limiti di pena previsti dagli articoli 274, comma 1, lettera c), e 280 (1) (3).

6. Quando non provvede a norma del comma 5, il giudice dispone con ordinanza la immediata liberazione dell'arrestato o del fermato [306] (4).

7. Le ordinanze previste dai commi precedenti, se non sono pronunciate in udienza, sono comunicate o notificate a coloro che hanno diritto di proporre impugnazione [309-311, 606]. Le ordinanze pronunciate in udienza sono comunicate al pubblico ministero e notificate all'arrestato o al fermato, se non comparsi. I termini per l'impugnazione decorrono dalla lettura del provvedimento in udienza [1485] ovvero dalla sua comunicazione o notificazione. L'arresto o il fermo cessa di avere efficacia se l'ordinanza di convalida non è pronunciata o depositata nelle quarantotto ore successive al momento in cui l'arrestato o il fermato è stato posto a disposizione del giudice [390 2] (1).

(1) L'art. 25 d.lgs.. 14 gennaio 1991, n. 12 ha così modificato il testo dei commi 1 e 4, nonché sostituito il testo dei commi 3, 5 (successivamente così modificato dall'art. 12 l. 26 marzo 2001, n. 128) e 7.

(2) Per l'esercizio delle funzioni di pubblico ministero nella udienza di convalida da parte degli uditori giudiziari con almeno sei mesi di tirocinio e dei vice procuratori onorari, v. art. 721 lett. b)r.d. 30 gennaio 1941, n. 12.

(3) Vedi l'art. 3 d.l. 13 maggio 1991, n. 152, conv., con modif., nella l. 12 luglio 1991, n. 203.

(4) V. l'art. 8 l. 13 dicembre 1989, n. 401, come modificato, da ultimo, dall'art. 4 d.l. 8 febbraio 2007, n. 8, conv., con modif., in l. 4 aprile 2007, n. 41, in tema di reati commessi in occasioni di manifestazioni sportive; per una disposizione transitoria v. art. 1-bis d.l. 24 febbraio 2003, n. 28, conv., con modif., in l. 24 aprile 2003, n. 88, come da ultimo modificato dall'art. 4 2 d.l. n. 8, cit.

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