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la custodia cautelare
La custodia cautelare in carcere è la misura coercitiva consistente nella privazione di libertà attuata all'interno di uno stabilimento carcerario.
Essa è disposta, a seconda della fase processuale, dal GIP nel corso delle indagini preliminari, dal GUP nel corso dell'udienza preliminare o, nel corso del processo, dal giudice presso il quale esso pende.
L'imputato (o l'indagato) sottoposto alla misura della custodia cautelare, unitamente al suo difensore, ha diritto di ricevere copia del provvedimento nel momento stesso della sua esecuzione. Il difensore ha diritto a libere comunicazioni verbali e scritte con l'assistito.
Inoltre, entro il termine di cinque giorni dall'esecuzione della custodia cautelare, l'imputato (o l'indagato) deve essere sottoposto all'interrogatorio di garanzai pena la perdita d'efficacia della misura custodiale medesima. All'interrogatorio ha l'obbligo di presenziare il difensore di fiducia o d'ufficio.
Sotto il profilo esecutivo dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, la PG ricerca l'inquisito consegnadogli copia dell'ordinanza e procedendo alla sua traduzione nel luogo di custodia dopo aver invitato l'interessato a nominare un suo difensore di fiducia e dopo aver redatto verbale di tutte le operazioni (verbale da trasmettersi al giudice che ha emesso l'ordinanza  e al PM che ne cura l'esecuzione). Ove il destinatario della misura custodiale non venga reperito, la PG redige il cd verbale di vane ricerche ed il giudice, sulla base di tale verbale, dichiara lo stato di latitanza.

i termini della custodia cautelare

Per la custodia cautelare, l'art. 303 cpp prevede un termine omincomprensivo massimo di durata e termini variabili più o meno lunghi legati alla fase processuale.
La scadenza anche di uno solo dei suddetti termini determina l'inefficacia sopravvenuta della custodia cautelare.
I termini massimi (di fase e omnicomprensivi) sono diversificati in relazione alla diversa gravità del reato per il quale si procede (per la determinazione della gravità, in caso di già intervenuta condanna si ha riguardo alla pena concretamente inflitta, in caso diverso si ha riguardo all'astratta cornice edittale).
Come detto, l'art. 303 cpp individua termini di fase legati al singolo momento processuale ed un termine omnicomprensivo massimo; sia la scadenza del termine di fase che l'eventuale scadenza di quello lungo hanno comme effetto l'immediata scarcerazione.
I termini massimi della custodia cautelare sono:
durante le indagini preliminari:

in caso di pena edittale fino a 6 anni: 3 mesi
in caso di pena edittale tra 6 e 20 anni: 6 mesi
in caso di pena edittale pari o superiore a 20 anni o in caso di ergastolo: 1 anno

dall'ordinanza che ammette il giudizio abbreviato

in caso di pena edittale fino a 6 anni: 3 mesi
in caso di pena edittale tra 6 e 20 anni: 6 mesi
in caso di pena edittale pari o superiore a 20 anni o in caso di ergastolo: 9 mesi

fino alla condanna in 1° grado

in caso di pena edittale fino a 6 anni: 6 mesi
in caso di pena edittale tra 6 e 20 anni: 1 anno
in caso di pena edittale pari o superiore a 20 anni o in caso di ergastolo: 1 anno e 6 mesi

tra le condanne di 1° e 2° grado e tra la condanna di 2° grado e il giudicato, per ciascuno dei due gradi

in caso di condanna fino a 3 anni: 9 mesi
in caso di condanna tra più di tre e dieci anni: 1 anno 6 mesi
in caso di condanna oltre 10 anni o in caso di ergastolo: 1 anno e 6 mesi

termine massimo per tutti i gradi

in caso di condanna fino a 6 anni: 2 anni
in caso di condanna tra 6 e 20 anni: 4 anni
in caso di condanna oltre 20 anni o in caso di ergastolo: 6 anni

Ove il processo subisca una regressione da una fase ad un'altra, il termine della fase cui regredisce inizia una nuova decorrenza ma la custodia cautelare perde d'efficacia ove quella già patita superi il doppio del termine di fase.

I termini di fase della custodia cautelare sono sospesi:

durante il tempo in cui il dibattimento è sospeso o rinviato per impedimento o su richiesta dell'imputato o del suo difensore o a causa della mancata presentazione, dell'allontanamento o della mancata partecipazione di uno o più difensori che rendano privi di assistenza uno o più imputati (sospensione obbligatoria);

durante il tempo necessario a stendere le motivazioni della sentenza (sospensione obbligatoria);

nelle ipotesi in cui si proceda per taluno dei gravi reati indicati all'art. 407 c. 2 lett a) quando si tratti di dibattimenti o giudizi abbreviati particolarmente complessi, per il tempo in cui sono tenute le udienze e per quello impiegato per la deliberazione della sentenza (sospensione facoltativa).

La scarcerazione per la decorrenza del termine di fase non esclude che la medesima misura custodiale sia disposta nella successiva fase del giudizio fermo il necessario rispetto del termine omnicomprensivo.
 




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