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La normativa in materia di doping
LEGGE 14 dicembre 2000, n. 376
(in Gazz. Uff., 18 dicembre, n. 294).
Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA:

Promulga la seguente legge:


Art.1 Tutela sanitaria delle attività sportive. Divieto di doping.

1. L'attività sportiva è diretta alla promozione della salute individuale e collettiva e deve essere informata al rispetto dei princìpi etici e dei valori educativi richiamati dalla Convenzione contro il doping , con appendice, fatta a Strasburgo il 16 novembre 1989, ratificata ai sensi della legge 29 novembre 1995, n. 522. Ad essa si applicano i controlli previsti dalle vigenti normative in tema di tutela della salute e della regolarità delle gare e non può essere svolta con l'ausilio di tecniche, metodologie o sostanze di qualsiasi natura che possano mettere in pericolo l'integrità psicofisica degli atleti.
2. Costituiscono doping la somministrazione o l'assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l'adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche ed idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell'organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti.
3. Ai fini della presente legge sono equiparate al doping la somministrazione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l'adozione di pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche, finalizzate e comunque idonee a modificare i risultati dei controlli sull'uso dei farmaci, delle sostanze e delle pratiche indicati nel comma 2.
4. In presenza di condizioni patologiche dell'atleta documentate e certificate dal medico, all'atleta stesso può essere prescritto specifico trattamento purchè sia attuato secondo le modalità indicate nel relativo e specifico decreto di registrazione europea o nazionale ed i dosaggi previsti dalle specifiche esigenze terapeutiche. In tale caso, l'atleta ha l'obbligo di tenere a disposizione delle autorità competenti la relativa documentazione e può partecipare a competizioni sportive, nel rispetto di regolamenti sportivi, purchè ciò non metta in pericolo la sua integrità psicofisica.


Art.2 Classi delle sostanze dopanti .

1. I farmaci, le sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e le pratiche mediche, il cui impiego è considerato doping a norma dell'art. 1, sono ripartiti, anche nel rispetto delle disposizioni della Convenzione di Strasburgo, ratificata ai sensi della citata legge 29 novembre 1995, n. 522, e delle indicazioni del Comitato internazionale olimpico (CIO) e degli organismi internazionali preposti al settore sportivo, in classi di farmaci, di sostanze o di pratiche mediche approvate con decreto del Ministro della sanità, d'intesa con il Ministro per i beni e le attività culturali, su proposta della Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive di cui all'art. 3 (1).
2. La ripartizione in classi dei farmaci e delle sostanze biologicamente o farmacologicamente attive è determinata sulla base delle rispettive caratteristiche chimico-farmacologiche; la ripartizione in classi delle pratiche mediche è determinata sulla base dei rispettivi effetti fisiologici.
3. Le classi sono sottoposte a revisione periodica con cadenza non superiore a sei mesi e le relative variazioni sono apportate con le stesse modalità di cui al comma 1 (2).
4. Il decreto di cui al comma 1 è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

(1) Per l'attuazione del presente comma vedi D.M. 15 ottobre 2002.
(2) Per la revisione vedi il D.M. 13 aprile 2005, il D.M. 3 febbraio 2006, e il D.M. 24 gennaio 2007.


Art.3 Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive (1).

1. È istituita presso il Ministero della sanità la Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive, di seguito denominata "Commissione", che svolge le seguenti attività:
a) predispone le classi di cui all'art. 2, comma 1, e procede alla revisione delle stesse, secondo le modalità di cui all'art. 2, comma 3;
b) determina, anche in conformità alle indicazioni del CIO e di altri organismi ed istituzioni competenti, i casi, i criteri e le metodologie dei controlli anti-doping ed individua le competizioni e le attività sportive per le quali il controllo sanitario è effettuato dai laboratori di cui all'art. 4, comma 1, tenuto conto delle caratteristiche delle competizioni e delle attività sportive stesse (2);
c) effettua, tramite i laboratori di cui all'art. 4, anche avvalendosi di medici specialisti di medicina dello sport, i controlli anti-doping e quelli di tutela della salute, in gara e fuori gara; predispone i programmi di ricerca sui farmaci, sulle sostanze e sulle pratiche mediche utilizzabili a fini di doping nelle attività sportive;
d) individua le forme di collaborazione in materia di controlli anti-doping con le strutture del Servizio sanitario nazionale;
e) mantiene i rapporti operativi con l'Unione europea e con gli organismi internazionali, garantendo la partecipazione a programmi di interventi contro il doping ;
f) può promuovere campagne di informazione per la tutela della salute nelle attività sportive e di prevenzione del doping , in modo particolare presso tutte le scuole statali e non statali di ogni ordine e grado, in collaborazione con le amministrazioni pubbliche, il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), le federazioni sportive nazionali, le società affiliate, gli enti di promozione sportiva pubblici e privati, anche avvalendosi delle attività dei medici specialisti di medicina dello sport.
2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con regolamento adottato con decreto del Ministro della sanità di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, previo parere delle competenti commissioni parlamentari, sono stabilite le modalità di organizzazione e di funzionamento della Commissione (3) .
[ 3. La Commissione è composta da:
a) due rappresentanti del Ministero della salute, individuati nella persona del direttore generale della ricerca scientifica e tecnologica e del direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco, il primo con funzione di presidente (4);
b) due rappresentanti del Ministero per i beni e le attività culturali;
c) due rappresentanti della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome;
d) un rappresentante dell'Istituto superiore di sanità;
e) due rappresentanti del CONI;
f) un rappresentante dei preparatori tecnici e degli allenatori;
g) un rappresentante degli atleti;
h) un tossicologo forense;
i) due medici specialisti di medicina dello sport;
l) un pediatra;
m) un patologo clinico;
n) un biochimico clinico;
o) un farmacologo clinico;
p) un rappresentante degli enti di promozione sportiva;
q) un esperto in legislazione farmaceutica.] (5)
[ 4. I componenti della Commissione di cui alle lettere f), g) e p) del comma 3 sono indicati dal Ministro per i beni e le attività culturali; i componenti di cui alle lettere h) e n) del comma 3 sono indicati dalla Federazione nazionale degli ordini dei chimici; i componenti di cui alle lettere i), l) ed m) del comma 3 sono indicati dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri; i componenti di cui alle lettere o) e q) del comma 3 sono indicati dalla Federazione nazionale degli ordini dei farmacisti. ] (6)
[ 5. I componenti della Commissione sono nominati con decreto del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali, e restano in carica per un periodo di quattro anni non rinnovabile ad eccezione dei componenti previsti dal comma 3, lettere a) e b), del presente articolo (7). ] (8)
6. Il compenso dei componenti e le spese per il funzionamento e per l'attività della Commissione sono determinati, con il regolamento di cui al comma 2, entro il limite massimo di lire 2 miliardi annue (9).

(1) Per la composizione della Commissione di cui al presente articolo vedi D.M. 12 marzo 2001, come successivamente modificato D.M. 19 aprile 2005, D.M. 21 dicembre 2005, D.M. 5 dicembre 2006, D.M. 24 gennaio 2007. Vedi anche gli articoli 2, 9, 10 e 11 del D.P.R. 14 maggio 2007, n. 86.
(2) Per le norme procedurali dei controlli anti-doping vedi D.M. 30 dicembre 2004.
(3) Per l'attuazione del presente comma vedi D.M. 31 ottobre 2001, n. 440.
(4) Lettera sostituita dall'articolo 5-quinquies del D.L. 31 gennaio 2005, n. 7.
(5) Comma soppresso dall'articolo 2, comma 4, del D.P.R. 14 maggio 2007, n. 86. Per la composizione della Commissione vedi ora l'articolo 2, comma 2, del medesimo D.P.R. n. 86/2007.
(6) Comma soppresso dall'articolo 2, comma 4, del D.P.R. 14 maggio 2007, n. 86. Per le modalità di nomina della Commissione vedi ora l'articolo 2, comma 3, del medesimo D.P.R. n. 86/2007.
(7) Comma modificato dall'articolo 5-quinquies del D.L. 31 gennaio 2005, n. 7.
(8) Comma soppresso dall'articolo 2, comma 4, del D.P.R. 14 maggio 2007, n. 86. Per la durata dell'incarico dei componenti della Commissione vedi articolo 9 del medesimo D.P.R. n. 86/2007.
(9) Per l'autorizzazione di spesa relativa agli anni 2007, 2008, 2009, vedi articolo 1, comma 828, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.


Art.4 Laboratori per il controllo sanitario sull'attività sportiva.

1. Il controllo sanitario sulle competizioni e sulle attività sportive individuate dalla Commissione, ai sensi dell'art. 3, comma 1, lettera b), è svolto da uno o più laboratori accreditati dal CIO o da altro organismo internazionale riconosciuto in base alle disposizioni dell'ordinamento internazionale vigente, sulla base di una convenzione stipulata con la Commissione. Gli oneri derivanti dalla convenzione non possono superare la misura massima di lire un miliardo annue. Le prestazioni rese dai laboratori accreditati non possono essere poste a carico del Servizio sanitario nazionale nè del bilancio dello Stato. I laboratori di cui al presente articolo sono sottoposti alla vigilanza dell'Istituto superiore di sanità, secondo modalità definite con decreto del Ministro della sanità, sentito il direttore dell'Istituto, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge (1).
2. I laboratori di cui al comma 1 svolgono i seguenti compiti:
a) effettuano i controlli anti-doping , secondo le disposizioni adottate dalla Commissione ai sensi dell'art. 3, comma 1, lettera b );
b) eseguono programmi di ricerca sui farmaci, sulle sostanze e sulle pratiche mediche utilizzabili a fini di doping nelle attività sportive;
c) collaborano con la Commissione ai fini della definizione dei requisiti di cui al comma 3 del presente articolo.
3. I controlli sulle competizioni e sulle attività sportive diverse da quelle individuate ai sensi dell'art. 3, comma 1, lettera b), sono svolti da laboratori i cui requisiti organizzativi e di funzionamento sono stabiliti con decreto del Ministro della sanità, sentita la Commissione, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge (2).
4. A decorrere dalla data della stipulazione delle convenzioni di cui al comma 1, e comunque a decorrere dal centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge, cessano le attività del CONI in materia di controllo sul laboratorio di analisi operante presso il Comitato medesimo (3).

(1) Per l'attuazione del presente comma vedi D.M. 13 aprile 2001.
(2) Per le Linee guida sui requisiti organizzativi e di funzionamento dei laboratori antidoping regionali vedi provvedimento 28 luglio 2005.
(3) Per l'autorizzazione di spesa relativa agli anni 2007, 2008, 2009, vedi l'articolo 1, comma 828, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.


Art.5 Competenze delle regioni.

1. Le regioni, nell'ambito dei piani sanitari regionali, programmano le attività di prevenzione e di tutela della salute nelle attività sportive, individuano i servizi competenti, avvalendosi dei dipartimenti di prevenzione, e coordinano le attività dei laboratori di cui all'art. 4, comma 3.


Art.6 Integrazione dei regolamenti degli enti sportivi.

1. Il CONI, le federazioni sportive, le società affiliate, le associazioni sportive, gli enti di promozione sportiva pubblici e privati sono tenuti ad adeguare i loro regolamenti alle disposizioni della presente legge, prevedendo in particolare le sanzioni e le procedure disciplinari nei confronti dei tesserati in caso di doping o di rifiuto di sottoporsi ai controlli.
2. Le federazioni sportive nazionali, nell'ambito dell'autonomia riconosciuta loro dalla legge, possono stabilire sanzioni disciplinari per la somministrazione o l'assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e per l'adozione o sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche ed idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell'organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, anche nel caso in cui questi non siano ripartiti nelle classi di cui all'art. 2, comma 1, a condizione che tali farmaci, sostanze o pratiche siano considerati dopanti nell'ambito dell'ordinamento internazionale vigente.
3. Gli enti di cui al comma 1 sono altresì tenuti a predisporre tutti gli atti necessari per il rispetto delle norme di tutela della salute di cui alla presente legge.
4. Gli atleti aderiscono ai regolamenti di cui al comma 1 e dichiarano la propria conoscenza ed accettazione delle norme in essi contenute.
5. Il CONI, le federazioni sportive nazionali e gli enti di promozione dell'attività sportiva curano altresì l'aggiornamento e l'informazione dei dirigenti, dei tecnici, degli atleti e degli operatori sanitari sulle problematiche concernenti il doping . Le attività di cui al presente comma sono svolte senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica.


Art.7 Farmaci contenenti sostanze dopanti (1) .

1. I produttori, gli importatori e i distributori di farmaci appartenenti alle classi farmacologiche vietate dal CIO e di quelli ricompresi nelle classi di cui all'art. 2, comma 1, sono tenuti a trasmettere annualmente al Ministero della sanità i dati relativi alle quantità prodotte, importate, distribuite e vendute alle farmacie, agli ospedali o alle altre strutture autorizzate di ogni singola specialità farmaceutica.
2. Le confezioni di farmaci di cui al comma 1 devono recare un apposito contrassegno il cui contenuto è stabilito dalla Commissione, sull'involucro e sul foglio illustrativo, unitamente ad esaurienti informazioni descritte nell'apposito paragrafo "Precauzioni per coloro che praticano attività sportiva" .
3. Il Ministero della sanità controlla l'osservanza delle disposizioni di cui al comma 2 nelle confezioni dei farmaci all'atto della presentazione della domanda di registrazione nazionale, ovvero all'atto della richiesta di variazione o in sede di revisione quinquennale.
4. Le preparazioni galeniche, officinali o magistrali che contengono princìpi attivi o eccipienti appartenenti alle classi farmacologiche vietate indicate dal CIO e a quelle di cui all'art. 2, comma 1, sono prescrivibili solo dietro presentazione di ricetta medica non ripetibile. Il farmacista è tenuto a conservare l'originale della ricetta per sei mesi.

(1) Per l'attuazione del presente articolo vedi D.M. 24 settembre 2003, e successivamente il D.M. 19 maggio 2005.


Art.8 Relazione al Parlamento.

1. Il Ministro della sanità presenta annualmente al Parlamento una relazione sullo stato di attuazione della presente legge, nonchè sull'attività svolta dalla Commissione.


Art.9 Disposizioni penali.

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa da lire 5 milioni a lire 100 milioni chiunque procura ad altri, somministra, assume o favorisce comunque l'utilizzo di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive, ricompresi nelle classi previste all'art. 2, comma 1, che non siano giustificati da condizioni patologiche e siano idonei a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell'organismo, al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, ovvero siano diretti a modificare i risultati dei controlli sull'uso di tali farmaci o sostanze.
2. La pena di cui al comma 1 si applica, salvo che il fatto costituisca più grave reato, a chi adotta o si sottopone alle pratiche mediche ricomprese nelle classi previste all'art. 2, comma 1, non giustificate da condizioni patologiche ed idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell'organismo, al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti ovvero dirette a modificare i risultati dei controlli sul ricorso a tali pratiche.
3. La pena di cui ai commi 1 e 2 è aumentata:
a) se dal fatto deriva un danno per la salute;
b) se il fatto è commesso nei confronti di un minorenne;
c) se il fatto è commesso da un componente o da un dipendente del CONI ovvero di una federazione sportiva nazionale, di una società, di un'associazione o di un ente riconosciuti dal CONI.
4. Se il fatto è commesso da chi esercita una professione sanitaria, alla condanna consegue l'interdizione temporanea dall'esercizio della professione.
5. Nel caso previsto dal comma 3, lettera c), alla condanna consegue l'interdizione permanente dagli uffici direttivi del CONI, delle federazioni sportive nazionali, società, associazioni ed enti di promozione riconosciuti dal CONI.
6. Con la sentenza di condanna è sempre ordinata la confisca dei farmaci, delle sostanze farmaceutiche e delle altre cose servite o destinate a commettere il reato.
7. Chiunque commercia i farmaci e le sostanze farmacologicamente o biologicamente attive ricompresi nelle classi di cui all'art. 2, comma 1, attraverso canali diversi dalle farmacie aperte al pubblico, dalle farmacie ospedaliere, dai dispensari aperti al pubblico e dalle altre strutture che detengono farmaci direttamente, destinati alla utilizzazione sul paziente, è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da lire 10 milioni a lire 150 milioni.


Art.10 Copertura finanziaria (1) .

1. Gli oneri derivanti dall'attuazione degli articoli 3 e 4, nella misura massima di 3.500.000 euro annui, a decorrere dal 2004 sono posti a carico di apposita unità previsionale di base dello stato di previsione del Ministero della salute.

(1) Articolo sostituito dall'articolo 3, comma 45, della legge 24 dicembre 2003, n. 350.



DECRETO DEL MINISTERO DELLA SALUTE 15 ottobre 2002
(in Suppl. ordinario n. 217 alla Gazz. Uff., 27 novembre, n. 278).
Approvazione della lista dei farmaci, sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e delle pratiche mediche, il cui impiego è considerato doping, ai sensi della legge 14 dicembre 2000, n. 376 (1) (2).
(1) Per la sostituzione integrale delle disposizioni contenute nel presente decreto vedi l'articolo 2 del D.M. 13 aprile 2005.
(2) Vedi D.M. 16 gennaio 2004.

IL MINISTRO DELLA SALUTE  DI CONCERTO CON  IL MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI

Vista la legge 29 novembre 1995, n. 522 recante "Ratifica ed esecuzione della convenzione contro il doping, con appendice, fatta a Strasburgo il 16 novembre 1989";
Visto l'emendamento all'appendice della Convenzione europea contro il doping nello sport contenente la nuova lista di riferimento delle classi farmacologiche di sostanze dopanti e di metodi di doping vietati e suo documento esplicativo entrato in vigore il 1 settembre 2001;
Vista la legge 14 dicembre 2000, n. 376 recante "Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping";
Visto il decreto 31 ottobre 2001, n. 440 recante "Regolamento concernente l'organizzazione ed il funzionamento della Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive"
Visti i criteri che hanno informato la predisposizione della lista delle classi dei farmaci, delle sostanze biologicamente e farmacologicamente attive, contenuti nell'allegato I al presente decreto: "Criteri di predisposizione e di aggiornamento della lista di classi dei farmaci, delle sostanze biologicamente e farmacologicamente attive e delle pratiche mediche, il cui impiego è considerato vietato per doping".
Vista la proposta della Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive espressa in data 4 e 18 aprile 2002;

Decreta:


Art.1

1. È approvata la lista delle sostanze e pratiche mediche di cui all'allegato II, il cui impiego è considerato vietato per doping a norma dell'articolo 1 della legge 14 dicembre 2000, n. 376.
2. La lista ricomprende i metodi vietati e tutte le classi di sostanze, ancorché non commercializzate nel territorio nazionale o in via di sperimentazione, previste dalla Convenzione di Strasburgo, ratificata ai sensi della legge 29 novembre 1995, n. 522 e delle indicazioni del Comitato Internazionale Olimpico (CIO) e, in particolare, sulla base dell'emendamento 14 agosto 2001 all'allegato della Convenzione europea contro il doping nello sport del 16 novembre 1989.
3. Sono approvati i criteri di predisposizione e di aggiornamento della lista di cui all'allegato I.
4. La lista è composta dalle seguenti cinque sezioni:
- Sezione 1: classi di sostanze vietate;
- Sezione 2: classi di sostanze vietate e relativi principi attivi;
- Sezione 3: classi di sostanze vietate, principi attivi e relative specialità medicinali;
- Sezione 4: elenco in ordine alfabetico dei principi attivi e delle confezioni di specialità medicinali vietate;
- Sezione 5: pratiche vietate (1).

(1) Per la sostituzione integrale delle disposizioni contenute nel presente decreto vedi l'articolo 2 del D.M. 13 aprile 2005.

All.1

MINISTERO DELLA SALUTE
CRITERI DI PREDISPOSIZIONE E DI AGGIORNAMENTO DELLA LISTA DI CLASSI DEI FARMACI, DELLE SOSTANZE BIOLOGICAMENTE E FARMACOLOGICAMENTE  ATTIVE E DELLE PRATICHE IL CUI IMPIEGO é CONSIDERATO VIETATO PER  DOPING

La Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping, istituita e regolamentata dalla legge 14 dicembre 2000, n. 376 e dal decreto interministeriale 31 ottobre 2001, n. 440, ha predisposto la lista di classi dei farmaci, delle sostanze biologicamente e farmacologicamente attive e delle pratiche mediche in base ai seguenti criteri e modalità.

Criteri:
1. La lista intende perseguire l'obiettivo di garantire la certezza della conoscenza e la tutela degli atleti di coloro che praticano lo sport.
2. La lista, sulla base dei criteri adottati, è la più esaustiva ed, in ogni caso, è aggiornabile secondo le modalità sotto definite.
3. Le classi di sostanze vietate e delle pratiche mediche il cui impiego è considerato doping sono state individuate ai sensi dell'art. 2, comma 1 della legge n. 376/2000 nel rispetto delle disposizioni della Convenzione di Strasburgo, ratificata ai sensi della legge 29 novembre 1995, n. 522 e delle indicazioni del Comitato Internazionale Olimpico (CIO) e, in particolare, sulla base dell'emendamento 14 agosto 2001 all'allegato della Convenzione europea contro il doping nello sport del 16 novembre 1989.
4. Le sostanze vietate sono state individuate sulla base delle rispettive caratteristiche chimicofarmacologiche ai sensi dell'art. 2, comma 2 della legge n. 376/2000 e sulla base del criterio delle "Categorie terapeutiche omogenee", sulla cui base è formulato il prontuario farmaceutico, come approvato preliminarmente dalla Commissione unica del farmaco nella seduta del 5-6 febbraio 2002.
5. La ripartizione in classi delle sostanze e delle pratiche mediche vietate è stata determinata sulla base dei rispettivi effetti fisiologici ai sensi dell'art. 2, comma 2 della legge n. 376/2000.
6. In ogni principio attivo indicato come sostanza vietata sono ricompresi i suoi sali, esteri, complessi e sinonimi. La Commissione istituita ai sensi dell'art. 3 della legge 14 dicembre 2000, n. 376 provvede all'aggiornamento periodico della lista delle sostanze dopanti, inserendovi le sostanze di cui abbia accertato l'affinità farmaco-tossico-dinamica alle sostanze elencate nella lista medesima.
7. Per la morfina e i cannabinoidi sono assunti i limiti di concentrazione per la positività ai test attualmente indicati dall'Emendamento 14 agosto 2001 all'allegato della Convenzione europea contro il doping nello sport del 16 novembre 1989, in attesa di una specifica attività istruttoria di revisione da parte della Commissione, unitamente alle restrizioni previste dai regolamenti federali per l'alcol e i betabloccanti.
8. Per i medicinali per uso oculistico, rinologico ed odontostomatologico, contenenti sostanze vietate singole od in associazione, non ricomprese nella lista, è vietata un'assunzione diversa da quella indicata nel foglio illustrativo.
9. Per i soggetti in età pediatrica che svolgono attività sportiva è vietato l'impiego di farmaci, per i quali non è prevista nell'AIC l'autorizzazione per uso pediatrico (1) .
Modalità: La lista di classi dei farmaci, delle sostanze biologicamente e farmacologicamente attive e delle pratiche mediche è composta dalle seguenti cinque sezioni:
1. Sezione 1 - classi di sostanze vietate;
2. Sezione 2 - classi di sostanze vietate e relativi principi attivi;
3. Sezione 3 - classi di sostanze vietate, principi attivi e relative specialità medicinali;
4. Sezione 4 - elenco in ordine alfabetico dei principi attivi e di specialità medicinali vietate;
5. Sezione 5 - pratiche vietate.
Nella suddetta lista sono indicati tutti i principi attivi il cui impiego è considerato vietato per doping.
Specificamente sono indicati anche i principi attivi vietati per cui attualmente non sia stata rilasciata alcuna autorizzazione all'immissione in commercio di specialità medicinale.
Nella sezione 3 sono indicate per ciascuna specialità medicinale le confezioni autorizzate, la classificazione ai fini della rimborsabilità, il regime di fornitura e le eventuali relative note restrittive. Nelle associazioni la sostanza vietata è quella indicata per prima o, comunque, a carattere grafico particolare. Per i medicinali a base di principi attivi descritti nelle monografie del Formulario unico nazionale sono compresi tutti i dosaggi, le forme farmaceutiche e le confezioni autorizzate. In particolare, per i medicinali a base di mannitolo sono ricompresi tutti i dosaggi e le soluzioni per somministrazione endovenosa.
La notifica scritta compilata da uno specialista in materia respiratoria o dal medico sociale attestante che l'atleta soffre di asma e/o di asma indotta da esercizio fisico dovrà essere inviata alla federazione sportiva di appartenenza e da questa custodita. La notifica scritta compilata da uno specialista in endocrinologia o dal medico sociale attestante che l'atleta è affetto da diabete dovrà essere inviata alla federazione di appartenenza e da questa custodita.
Per favorire la consultazione della lista, nella sezione 4 i principi attivi e le relative specialità medicinali autorizzate sono disposti in ordine alfabetico.
Ai sensi dell'art. 2, comma 3 della legge n. 376/2000, la lista sarà sottoposta a revisione periodica. Per l'aggiornamento della lista la Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping si avvale della Banca dati del farmaco della Direzione generale della valutazione dei medicinali e della farmacovigilanza nonché dei dati registrativi secondo le procedure autorizzative comunitarie e delle elaborazioni fornite dall'Osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali e dall'Osservatorio nazionale sulle sperimentazioni cliniche.
La Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping, peraltro, definisce una lista integrativa delle sostanze da sottoporre ad istruttoria scientifica, candidate a rientrare nelle classi di sostanze il cui impiego è considerato vietato per doping. 
Per ciascuna sostanza:
- è nominato un relatore e un contro-relatore;
- sono informati gli organismi internazionali dell'apertura dell'attività istruttoria e delle sue conclusioni;
- l'attività istruttoria sulla sostanza è sottoposta alla Commissione per l'esame e per la decisione finale (2).

(1) Allegato così modificato dall'articolo 1 del. D.M. 10 luglio 2003.
(2) Per la sostituzione integrale delle disposizioni contenute nel presente decreto vedi l'articolo 2 del D.M. 13 aprile 2005.

All.2
( È omesso l'allegato) (1) (2).

(1) Per le modifiche al presente allegato vedi D.M. 16 gennaio 2004.
(2) Per la sostituzione integrale delle disposizioni contenute nel presente decreto vedi l'articolo 2 del D.M. 13 aprile 2005.
   
 






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