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le indagini del pubblico ministero

Le attività di indagine del pubblico minitsero atti garantiti e non garantiti, accertamenti tecnici, interrogatori, confronti, ispezioni, perquisizioni e sequestri, informazione di garanzia e sull'esercizio del diritto di difesa

Argomenti collegati

la notizia di reato 

le condizioni di procedibilità dell'azione penale

gli atti di indagine della PG

gli atti di indagine del PM

l'investigazione difensiva

l'informazione di garanzia

 

ARTICOLO  358

Attività di indagine del pubblico ministero.

1. Il pubblico ministero [50] compie ogni attività necessaria ai fini indicati nell'articolo 326 [330] e svolge altresì accertamenti su fatti e circostanze [187] a favore della persona sottoposta alle indagini [292 2-ter] (1).

(1) Per l'attività di indagine concernente i reati ministeriali e quelli indicati nell'art. 90 Cost., v. l. cost. 16 gennaio 1989, n. 1 e l. 5 giugno 1989, n. 219. V. anche sub art. 343.

ARTICOLO  359

Consulenti tecnici del pubblico ministero.

1. Il pubblico ministero, quando procede ad accertamenti [360], rilievi segnaletici, descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per cui sono necessarie specifiche competenze, può nominare e avvalersi di consulenti [233; 73 att.], che non possono rifiutare la loro opera [366 c.p.; 348].

2. Il consulente può essere autorizzato dal pubblico ministero ad assistere a singoli atti di indagine.

ARTICOLO  359  BIS

Prelievo coattivo di campioni biologici su persone viventi (1).

1. Fermo quanto disposto dall'articolo 349, comma 2-bis, quando devono essere eseguite le operazioni di cui all'articolo 224-bis e non vi è il consenso della persona interessata, il pubblico ministero ne fa richiesta al giudice per le indagini preliminari che le autorizza con ordinanza quando ricorrono le condizioni ivi previste.

2. Nei casi di urgenza, quando vi è fondato motivo di ritenere che dal ritardo possa derivare grave o irreparabile pregiudizio alle indagini, il pubblico ministero dispone lo svolgimento delle operazioni con decreto motivato contenente i medesimi elementi previsti dal comma 2 dell'articolo 224-bis, provvedendo a disporre l'accompagnamento coattivo, qualora la persona da sottoporre alle operazioni non si presenti senza addurre un legittimo impedimento, ovvero l'esecuzione coattiva delle operazioni, se la persona comparsa rifiuta di sottoporvisi. Entro le quarantotto ore successive il pubblico ministero richiede al giudice per le indagini preliminari la convalida del decreto e dell'eventuale provvedimento di accompagnamento coattivo. Il giudice provvede con ordinanza al più presto e comunque entro le quarantotto ore successive, dandone avviso immediatamente al pubblico ministero e al difensore.

3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, le disposizioni degli articoli 132, comma 2, e 224-bis, commi 2, 4 e 5, si applicano a pena di nullità delle operazioni e di inutilizzabilità delle informazioni così acquisite. Si applicano le disposizioni di cui al comma 2 dell'articolo 191.

(1)Articolo introdotto dall'art. 25 della legge 30 giugno 2009, n. 85.

 

ARTICOLO 224  BIS

 

Provvedimenti del giudice per le perizie che richiedono il compimento di atti idonei ad incidere sulla libertà personale (1).

1. Quando si procede per delitto non colposo, consumato o tentato, per il quale la legge stabilisce la pena dell'ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a tre anni e negli altri casi espressamente previsti dalla legge, se per l'esecuzione della perizia è necessario compiere atti idonei ad incidere sulla libertà personale, quali il prelievo di capelli, di peli o di mucosa del cavo orale su persone viventi ai fini della determinazione del profilo del DNA o accertamenti medici, e non vi è il consenso della persona da sottoporne all'esame del perito, il giudice, anche d'ufficio, ne dispone con ordinanza motivata l'esecuzione coattiva, se essa risulta assolutamente indispensabile per la prova dei fatti.

2. Oltre a quanto disposto dall'articolo 224, l'ordinanza di cui al comma 1 contiene, a pena di nullità:

a) le generalità della persona da sottoporre all'esame e quanto altro valga ad identificarla;

b) l'indicazione del reato per cui si procede, con la descrizione sommaria del fatto;

c) l'indicazione specifica del prelievo o dell'accertamento da effettuare e delle ragioni che lo rendono assolutamente indispensabile per la prova dei fatti;

d) l'avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore o da persona di fiducia;

e) l'avviso che, in caso di mancata comparizione non dovuta a legittimo impedimento, potrà essere ordinato l'accompagnamento coattivo ai sensi del comma 6;

f) l'indicazione del luogo, del giorno e dell'ora stabiliti per il compimento dell'atto e delle modalità di compimento.

3. L'ordinanza di cui al comma 1 è notificata all'interessato, all'imputato e al suo difensore nonchè alla persona offesa almeno tre giorni prima di quello stabilito per l'esecuzione delle operazioni peritali.

4. Non possono in alcun caso essere disposte operazioni che contrastano con espressi divieti posti dalla legge o che possono mettere in pericolo la vita, l'integrità fisica a la salute della persona o del nascituro, ovvero che, secondo la scienza medica, possono provocare sofferenze di non lieve entità.

5. Le operazioni peritali sono comunque eseguite nel rispetto della dignità e del pudore di chi vi è sottoposto. In ogni caso, a parità di risultato, sono prescelte le tecniche meno invasive.

6. Qualora la persona invitata a presentarsi per i fini di cui al comma 1 non compare senza addurre un legittimo impedimento, il giudice può dispone che sia accompagnata, anche coattivamente, nel luogo, nel giorno e nell'ora stabiliti. Se, pur comparendo, rifiuta di prestare il proprio consenso agli accertamenti, il giudice dispone che siano eseguiti coattivamente. L'uso di mezzi di coercizione fisica è consentito per il solo tempo strettamente necessario all'esecuzione del prelievo o dell'accertamento. Si applicano le disposizioni dell'articolo 132, comma 2.

7. L'atto è nullo se la persona sottoposta al prelievo o agli accertamenti non è assistita dal difensore nominato

ARTICOLO  360

Accertamenti tecnici non ripetibili.

1. Quando gli accertamenti previsti dall'articolo 359 riguardano persone, cose o luoghi il cui stato è soggetto a modificazione [3921f; 116, 117 att.], il pubblico ministero avvisa, senza ritardo, la persona sottoposta alle indagini, la persona offesa dal reato [90, 91] e i difensori [96, 97, 101] del giorno, dell'ora e del luogo fissati per il conferimento dell'incarico e della facoltà di nominare consulenti tecnici [233; 73 att.].

2. Si applicano le disposizioni dell'articolo 364, comma 2 [373 1e].

3. I difensori [96, 97, 101] nonché i consulenti tecnici eventualmente nominati hanno diritto di assistere al conferimento dell'incarico, di partecipare agli accertamenti e di formulare osservazioni e riserve [230].

4. Qualora, prima del conferimento dell'incarico, la persona sottoposta alle indagini [99] formuli riserva di promuovere incidente probatorio [392, 393], il pubblico ministero dispone che non si proceda agli accertamenti salvo che questi, se differiti, non possano più essere utilmente compiuti.

5. Se il pubblico ministero, malgrado l'espressa riserva formulata dalla persona sottoposta alle indagini e pur non sussistendo le condizioni indicate nell'ultima parte del comma 4, ha ugualmente disposto di procedere agli accertamenti, i relativi risultati non possono essere utilizzati [191] nel dibattimento (1).

(1) Comma così modificato dall'art. 5 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356.

 

ARTICOLO  361

Individuazione di persone e di cose.

1. Quando è necessario per la immediata prosecuzione delle indagini, il pubblico ministero procede alla individuazione di persone, di cose o di quanto altro può essere oggetto di percezione sensoriale [213-217, 273 3] (1).

2. Le persone, le cose e gli altri oggetti sono presentati ovvero sottoposti in immagine a chi deve eseguire la individuazione.

3. Se ha fondata ragione di ritenere che la persona chiamata alla individuazione possa subire intimidazione o altra influenza dalla presenza di quella sottoposta a individuazione, il pubblico ministero adotta le cautele previste dall'articolo 214, comma 2.

(1) Vedi Corte cost. 12 giugno 1991, n. 265, sub art. 364.

ARTICOLO  362

Assunzione di informazioni.

1. Il pubblico ministero assume informazioni dalle persone che possono riferire circostanze utili ai fini delle indagini [373 1d, 2]. Alle persone già sentite dal difensore o dal suo sostituto non possono essere chieste informazioni sulle domande formulate e sulle risposte date. Si applicano le disposizioni degli articoli 197, 197-bis, 198, 199, 200, 201, 202 e 203 (1).

(1) Comma dapprima modificato dall'art. 5 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356, successivamente dall'art. 9 l. 7 dicembre 2000, n. 397, e, da ultimo, dall'art. 132l. 1° marzo 2001, n. 63.

ARTICOLO  363

Interrogatorio di persona imputata in un procedimento connesso.

1. Le persone imputate in un procedimento connesso a norma dell'articolo 12 sono interrogate dal pubblico ministero sui fatti per cui si procede nelle forme previste dall'articolo 210, commi 2, 3, 4 e 6 [373 3] (1).

2. La disposizione del comma 1 si applica anche alle persone imputate di un reato collegato a quello per cui si procede, nel caso previsto dall'articolo 371, comma 2, lettera b).

(1) Comma così modificato dall'art. 82l. 1° marzo 2001, n. 63.

ARTICOLO  364

Nomina e assistenza del difensore.

1. Il pubblico ministero, se deve procedere a interrogatorio [64, 65, 374, 388], ovvero a ispezione [103 4, 244] o confronto [211] cui deve partecipare la persona sottoposta alle indagini, la invita a presentarsi a norma dell'articolo 375 (1).

2. La persona sottoposta alle indagini priva del difensore è altresì avvisata che è assistita da un difensore di ufficio [97], ma che può nominarne uno di fiducia [96].

3. Al difensore di ufficio o a quello di fiducia in precedenza nominato è dato avviso almeno ventiquattro ore prima del compimento degli atti indicati nel comma 1 e delle ispezioni a cui non deve partecipare la persona sottoposta alle indagini.

4. Il difensore ha in ogni caso diritto di assistere agli atti indicati nei commi 1 e 3, fermo quanto previsto dall'articolo 245.

5. Nei casi di assoluta urgenza, quando vi è fondato motivo di ritenere che il ritardo possa pregiudicare la ricerca o l'assicurazione delle fonti di prova, il pubblico ministero può procedere a interrogatorio, a ispezione o a confronto anche prima del termine fissato dandone avviso al difensore senza ritardo e comunque tempestivamente. L'avviso può essere omesso quando il pubblico ministero procede a ispezione e vi è fondato motivo di ritenere che le tracce o gli altri effetti materiali del reato possano essere alterati [354 2]. È fatta salva, in ogni caso, la facoltà del difensore d'intervenire.

6. Quando procede nei modi previsti dal comma 5, il pubblico ministero deve specificamente indicare, a pena di nullità [181], i motivi della deroga e le modalità dell'avviso.

7. È vietato a coloro che intervengono agli atti di fare segni di approvazione o disapprovazione. Quando assiste al compimento degli atti, il difensore può presentare al pubblico ministero richieste, osservazioni e riserve delle quali è fatta menzione nel verbale [3731b-c].

(1)La Corte cost., con sentenza 12 giugno 1991, n. 265 nel dichiarare infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 364, nella parte in cui non prevede che la disciplina ivi contemplata si applichi anche alla individuazione cui debba partecipare la persona sottoposta alle indagini, ha affermato che se l'individuazione è «un puro atto di indagine finalizzato ad orientare l'investigazione, ma non ad ottenere la "prova", non può dirsi violato né il diritto di difesa dell'indagato, né il principio di parità delle parti, ben potendo il legislatore graduare l'assistenza difensiva in funzione del rilievo conferito all'atto» che nella specie «esaurisce i suoi effetti all'interno della fase in cui viene compiuto».

 

ARTICOLO  365

Atti ai quali il difensore ha diritto di assistere senza avviso.

1. Il pubblico ministero, quando procede al compimento di atti di perquisizione [247 s.] o sequestro [253 s.], chiede alla persona sottoposta alle indagini, che sia presente, se è assistita da un difensore di fiducia e, qualora ne sia priva, designa un difensore di ufficio a norma dell'articolo 97, comma 3 [103 3].

2. Il difensore ha facoltà di assistere al compimento dell'atto, fermo quanto previsto dall'articolo 249 [250 1].

3. Si applicano le disposizioni dell'articolo 364, comma 7.

ARTICOLO  366

Deposito degli atti cui hanno diritto di assistere i difensori.

1. Salvo quanto previsto da specifiche disposizioni [268], i verbali degli atti compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria ai quali il difensore ha diritto di assistere [350, 352, 353 2, 354, 360, 364, 365], sono depositati nella segreteria del pubblico ministero entro il terzo giorno successivo al compimento dell'atto, con facoltà per il difensore di esaminarli ed estrarne copia [116] nei cinque giorni successivi [118 att.]. Quando non è stato dato avviso del compimento dell'atto [356, 365], al difensore è immediatamente notificato l'avviso di deposito e il termine decorre dal ricevimento della notificazione. Il difensore ha facoltà di esaminare le cose sequestrate nel luogo in cui esse si trovano e, se si tratta di documenti, di estrarne copia (1).

2. Il pubblico ministero, con decreto motivato, può disporre, per gravi motivi, che il deposito degli atti indicati nel comma 1 e l'esercizio della facoltà indicata nel terzo periodo dello stesso comma siano ritardati, senza pregiudizio di ogni altra attività del difensore, per non oltre trenta giorni. Contro il decreto del pubblico ministero la persona sottoposta ad indagini ed il difensore possono proporre opposizione al giudice, che provvede ai sensi dell'articolo 127 (2).

(1) Comma così modificato dall'art. 101l. 7 dicembre 2000, n. 397.

(2) Comma così sostituito dall'art. 10 2 l. n. 397, cit.

ARTICOLO  367

Memorie e richieste dei difensori.

1. Nel corso delle indagini preliminari, i difensori [96, 97, 101] hanno facoltà di presentare memorie e richieste scritte al pubblico ministero [121].

ARTICOLO  368

Provvedimenti del giudice sulla richiesta di sequestro (1) .

1. Quando, nel corso delle indagini preliminari, il pubblico ministero ritiene che non si debba disporre [253 s.] il sequestro richiesto dall'interessato, trasmette la richiesta con il suo parere, al giudice per le indagini preliminari [328].

(1) Per il procedimento davanti al giudice di pace, v. art. 192d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.

ARTICOLO  369

(1) Informazione di garanzia.

1. Solo quando deve compiere un atto al quale il difensore ha diritto di assistere [360, 364, 365], il pubblico ministero invia per posta, in piego chiuso raccomandato con ricevuta di ritorno, alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa [90; 7 min.] una informazione di garanzia con indicazione delle norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto [375 3, 406 3] e con invito a esercitare la facoltà di nominare un difensore di fiducia (2).

2. Qualora ne ravvisi la necessità ovvero l'ufficio postale restituisca il piego per irreperibilità del destinatario, il pubblico ministero può disporre che l'informazione di garanzia sia notificata a norma dell'articolo 151.

(1) Per la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato, v. art. 57 d.lgs.. 8 giugno 2001, n. 231.

(2) Comma così modificato dall'art. 19 l. 8 agosto 1995, n. 332.

 

ARTICOLO  369  BIS

(1) Informazione della persona sottoposta alle indagini sul diritto di difesa.

1. Al compimento del primo atto a cui il difensore ha diritto di assistere e, comunque, prima dell'invito a presentarsi per rendere l'interrogatorio ai sensi del combinato disposto degli articoli 375, comma 3, e 416, il pubblico ministero, a pena di nullità degli atti successivi, notifica alla persona sottoposta alle indagini la comunicazione della nomina del difensore d'ufficio.

2. La comunicazione di cui al comma 1 deve contenere:

a) l'informazione della obbligatorietà della difesa tecnica nel processo penale, con l'indicazione della facoltà e dei diritti attribuiti dalla legge alla persona sottoposta alle indagini;

b) il nominativo del difensore d'ufficio e il suo indirizzo e recapito telefonico;

c) l'indicazione della facoltà di nominare un difensore di fiducia con l'avvertimento che, in mancanza, l'indagato sarà assistito da quello nominato d'ufficio;

d) l'indicazione dell'obbligo di retribuire il difensore d'ufficio ove non sussistano le condizioni per accedere al beneficio di cui alla lettera e) e l'avvertimento che, in caso di insolvenza, si procederà ad esecuzione forzata;

e) l'indicazione delle condizioni per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

(1) Articolo inserito dall'art. 19 l. 6 marzo 2001, n. 60.

ARTICOLO  370

Atti diretti e atti delegati.

1. Il pubblico ministero compie personalmente  ogni attività di indagine [358]. Può avvalersi della polizia giudiziaria per il compimento di attività di indagine e di atti specificamente delegati, ivi compresi gli interrogatori ed i confronti cui partecipi la persona sottoposta alle indagini [364] che si trovi in stato di libertà, con l'assistenza necessaria del difensore (1).

2. Quando procede a norma del comma 1, la polizia giudiziaria osserva le disposizioni degli articoli 364, 365 e 373.

3. Per singoli atti da assumere nella circoscrizione di altro tribunale, il pubblico ministero, qualora non ritenga di procedere personalmente, può delegare, secondo la rispettiva competenza per materia, il pubblico ministero presso il tribunale del luogo (2).

4. Quando ricorrono ragioni di urgenza o altri gravi motivi, il pubblico ministero delegato a norma del comma 3 ha facoltà di procedere di propria iniziativa anche agli atti che a seguito dello svolgimento di quelli specificamente delegati appaiono necessari ai fini delle indagini [326, 358].

(1) Comma così sostituito dall'art. 5 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356.

(2) Comma così modificato dall'art. 183 d.lgs.. 19 febbraio 1998, n. 51.

ARTICOLO  371

(1) Rapporti tra diversi uffici del pubblico ministero.

1. Gli uffici diversi del pubblico ministero che procedono a indagini collegate, si coordinano tra loro [118-bis att.] per la speditezza, economia ed efficacia delle indagini medesime [371-bis]. A tali fini provvedono allo scambio di atti e di informazioni [117] nonché alla comunicazione delle direttive rispettivamente impartite alla polizia giudiziaria. Possono altresì procedere, congiuntamente, al compimento di specifici atti.

2. Le indagini di uffici diversi del pubblico ministero si considerano collegate:

a) se i procedimenti sono connessi a norma dell'articolo 12 (2);

b) se si tratta di reati dei quali gli uni sono stati commessi in occasione degli altri, o per conseguirne o assicurarne al colpevole o ad altri il profitto, il prezzo, il prodotto o l'impunità, o che sono stati commessi da più persone in danno reciproco le une delle altre, ovvero se la prova di un reato o di una sua circostanza influisce sulla prova di un altro reato o di un'altra circostanza (3);

c) se la prova di più reati deriva, anche in parte, dalla stessa fonte.

3. Salvo quanto disposto dall'articolo 12, il collegamento delle indagini non ha effetto sulla competenza.

(1) V. art. 5 l. 14 marzo 2005, n. 41, in tema di poteri del membro nazionale dell'Eurojust.

(2) Lettera così modificata dall'art. 14l. 1° marzo 2001, n. 63.

(3) Lettera così sostituita dall'art. 1 5 l. n. 63, cit. Il testo recitava: «b) se la prova di un reato o di una sua circostanza influisce sulla prova di un altro reato o di un'altra circostanza».

ARTICOLO  371  BIS

(1) Attività di coordinamento del procuratore nazionale antimafia.

1. Il procuratore nazionale antimafia [76-bis ord. giud.] esercita le sue funzioni in relazione ai procedimenti per i delitti indicati nell'articolo 51, comma 3-bis e in relazione ai procedimenti di prevenzione antimafia. A tal fine dispone della direzione investigativa antimafia [70-bis ord. giud.] e dei servizi centrali e interprovinciali delle forze di polizia e impartisce direttive intese a regolarne l'impiego a fini investigativi (2).

2. Il procuratore nazionale antimafia esercita funzioni di impulso nei confronti dei procuratori distrettuali al fine di rendere effettivo il coordinamento delle attività di indagine [371; 118-bis att.], di garantire la funzionalità dell'impiego della polizia giudiziaria nelle sue diverse articolazioni e di assicurare la completezza e tempestività delle investigazioni.

3. Per lo svolgimento delle funzioni attribuitegli dalla legge, il procuratore nazionale antimafia, in particolare:

a) d'intesa con i procuratori distrettuali interessati, assicura il collegamento investigativo anche per mezzo dei magistrati della direzione nazionale antimafia [76-bis4-5 ord. giud.];

b) cura, mediante applicazioni temporanee dei magistrati della direzione nazionale e delle direzioni distrettuali antimafia [110-bis ord. giud.], la necessaria flessibilità e mobilità che soddisfino specifiche e contingenti esigenze investigative o processuali;

c) ai fini del coordinamento investigativo e della repressione dei reati provvede all'acquisizione e all'elaborazione di notizie, informazioni e dati attinenti alla criminalità organizzata [117];

d) (3);

e) (3);

f) impartisce ai procuratori distrettuali specifiche direttive alle quali attenersi per prevenire o risolvere contrasti riguardanti le modalità secondo le quali realizzare il coordinamento nell'attività di indagine;

g) riunisce i procuratori distrettuali interessati al fine di risolvere i contrasti che, malgrado le direttive specifiche impartite, sono insorti e hanno impedito di promuovere o di rendere effettivo il coordinamento;

h) dispone con decreto motivato, reclamabile al procuratore generale presso la corte di cassazione, l'avocazione delle indagini preliminari relative a taluno dei delitti indicati nell'articolo 51, comma 3-bis, quando non hanno dato esito le riunioni disposte al fine di promuovere o rendere effettivo il coordinamento [372] e questo non è stato possibile a causa della:

1) perdurante e ingiustificata inerzia nella attività di indagine;

2) ingiustificata e reiterata violazione dei doveri previsti dall'articolo 371 ai fini del coordinamento delle indagini;

3) (3).

4. Il procuratore nazionale antimafia provvede alla avocazione dopo aver assunto sul luogo le necessarie informazioni personalmente o tramite un magistrato della direzione nazionale antimafia all'uopo designato. Salvi casi particolari, il procuratore nazionale antimafia o il magistrato da lui designato non può delegare per il compimento degli atti di indagine altri uffici del pubblico ministero.

(1) Articolo inserito dall'art. 7 d.l. 20 novembre 1991, n. 367, conv., con modif., nella l. 20 gennaio 1992, n. 8. Si tenga presente che la nuova disciplina, in base alla disposizione transitoria contenuta nell'art. 151d.l. n. 367 del 1991, si applica «solo ai procedimenti iniziati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto», e cioè a partire dal 22 novembre 1991. Inoltre, in base all'art. 16 d.l. n. 367 del 1991, tale nuova disciplina ha «effetto a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del decreto previsto dall'art. 15, comma 2», e cioè del decreto con il quale il ministro di grazia e giustizia, ora ministro della giustizia, fissa la data «di entrata in funzione della direzione nazionale antimafia» (d.m. 5 gennaio 1993).

(2) L'art. 2 del d.l. 23 maggio 2008 , n. 92, conv., con modif., dalla legge 24 luglio 2008, n. 125 ha modificato il presente comma inserendo le seguenti parole: «e in relazione ai procedimenti di prevenzione antimafia».

(3) Le lett. d) ed e) del comma 3 e il n. 3 della lett. h) del medesimo comma sono state soppresse in sede di conversione del d.l. n. 367, cit.

ARTICOLO  372

Avocazione delle indagini.

1. Il procuratore generale presso la corte di appello dispone con decreto motivato, e assunte, quando occorre, le necessarie informazioni, l'avocazione delle indagini preliminari quando [512, 412; 2584 trans.]:

a) in conseguenza dell'astensione [52] o della incompatibilità del magistrato designato non è possibile provvedere alla sua tempestiva sostituzione [532];

b) il capo dell'ufficio del pubblico ministero ha omesso di provvedere alla tempestiva sostituzione del magistrato designato per le indagini nei casi previsti dall'articolo 36, comma 1, lettere a), b), d), e) [533].

1-bis. Il procuratore generale presso la corte di appello, assunte le necessarie informazioni, dispone altresì con decreto motivato l'avocazione delle indagini preliminari relative ai delitti previsti dagli articoli 270-bis, 280, 285, 286, 289-bis, 305, 306, 416 nei casi in cui è obbligatorio l'arresto in flagranza [380] e 422 del codice penale quando, trattandosi di indagini collegate [371 2], non risulta effettivo il coordinamento delle indagini previste dall'articolo 371, comma 1, e non hanno dato esito le riunioni per il coordinamento disposte o promosse dal procuratore generale anche d'intesa con altri procuratori generali interessati [371-bis; 118-bis att.] (1).

(1) Il comma 1-bis, già inserito dall'art. 3 d.l. 9 settembre 1991, n. 292, conv., con modif., nella l. 8 novembre 1991, n. 356, è stato poi così sostituito dall'art. 8 d.l. 20 novembre 1991, n. 367, conv., con modif., nella l. 20 gennaio 1992, n. 8. Si tenga presente che la disciplina, in base alla disposizione transitoria contenuta nell'art. 151 d.l. n. 367, cit., si applica «solo ai procedimenti iniziati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto», e cioè a partire dal 22 novembre 1991. Si veda inoltre l'art. 16 d.l. n. 367, cit., sub art. 371-bis alla nota 1.

ARTICOLO  373

Documentazione degli atti.

1. Salvo quanto disposto in relazione a specifici atti [1613, 268], è redatto verbale:

a) delle denunce [333], querele [337] e istanze [341] di procedimento presentate oralmente;

b) degli interrogatori [364, 374, 388] e dei confronti [364] con la persona sottoposta alle indagini [503];

c) delle ispezioni [244 s., 364], delle perquisizioni [247 s., 365] e dei sequestri [253 s., 365];

d) delle sommarie informazioni assunte a norma dell'articolo 362 (1).

d-bis) dell'interrogatorio assunto a norma dell'articolo 363 (1).

e) degli accertamenti tecnici compiuti a norma dell'articolo 360.

2. Il verbale è redatto secondo le modalità previste nel titolo III del libro II [134 s.].

3. Alla documentazione delle attività di indagine preliminare, diverse da quelle previste dal comma 1, si procede soltanto mediante la redazione del verbale in forma riassuntiva [140] ovvero, quando si tratta di atti a contenuto semplice o di limitata rilevanza, mediante le annotazioni ritenute necessarie [119 att.].

4. Gli atti sono documentati nel corso del loro compimento ovvero immediatamente dopo quando ricorrono insuperabili circostanze, da indicarsi specificamente, che impediscono la documentazione contestuale.

5. L'atto contenente la notizia di reato [330 s.] e la documentazione relativa alle indagini sono conservati in apposito fascicolo presso l'ufficio del pubblico ministero assieme agli atti trasmessi dalla polizia giudiziaria a norma dell'articolo 357 [4162, 4471, 4542, 4591].

6. Alla redazione del verbale e delle annotazioni provvede l'ufficiale di polizia giudiziaria o l'ausiliario che assiste il pubblico ministero. Si applica la disposizione dell'articolo 142.

(1) Le lett. d) e d-bis) sono state sostituite all'originaria lett. d) dall'art. 5 d.l. 8 giugno 1992, n. 306, conv., con modif., nella l. 7 agosto 1992, n. 356.

ARTICOLO  374

Presentazione spontanea.

1. Chi ha notizia che nei suoi confronti sono svolte indagini [348 s., 358 s.], ha facoltà di presentarsi al pubblico ministero [51] e di rilasciare dichiarazioni.

2. Quando il fatto per cui si procede è contestato a chi si presenta spontaneamente e questi è ammesso a esporre le sue discolpe, l'atto così compiuto equivale per ogni effetto [4495, 4531] all'interrogatorio. In tale ipotesi, si applicano le disposizioni previste dagli articoli 64, 65 e 364.

3. La presentazione spontanea non pregiudica l'applicazione di misure cautelari [280-286, 287-290, 312, 313, 316-323].

 

ARTICOLO  375

Invito a presentarsi.

1. Il pubblico ministero invita la persona sottoposta alle indagini a presentarsi quando deve procedere ad atti che ne richiedono la presenza [360, 361, 364, 365].

2. L'invito a presentarsi contiene:

a) le generalità o le altre indicazioni personali che valgono a identificare la persona sottoposta alle indagini;

b) il giorno, l'ora e il luogo della presentazione nonché l'autorità davanti alla quale la persona deve presentarsi;

c) il tipo di atto per il quale l'invito è predisposto;

d) l'avvertimento che il pubblico ministero potrà disporre [376] a norma dell'articolo 132 l'accompagnamento coattivo [46 att.] in caso di mancata presentazione senza che sia stato addotto legittimo impedimento.

3. Quando la persona è chiamata a rendere l'interrogatorio l'invito contiene altresì la sommaria enunciazione del fatto quale risulta dalle indagini fino a quel momento compiute [369, 369-bis]. L'invito può inoltre contenere, ai fini di quanto previsto dall'articolo 453, comma 1, l'indicazione degli elementi e delle fonti di prova e l'avvertimento che potrà essere presentata richiesta di giudizio immediato (1).

4. L'invito a presentarsi è notificato almeno tre giorni prima di quello fissato per la comparizione [1725], salvo che, per ragioni di urgenza, il pubblico ministero ritenga di abbreviare il termine, purché sia lasciato il tempo necessario per comparire [174].

(1) Comma così modificato dall'art. 26 d.lgs.. 14 gennaio 1991, n. 12.

 

ARTICOLO  376

Accompagnamento coattivo per procedere a interrogatorio o a confronto.

1. Quando si tratta di procedere ad atti di interrogatorio o confronto [364], l'accompagnamento coattivo [132, 375; 46 att.] è disposto dal pubblico ministero su autorizzazione del giudice [328].

ARTICOLO  377

Citazioni di persone informate sui fatti.

1. Il pubblico ministero può emettere decreto di citazione quando deve procedere ad atti che richiedono la presenza della persona offesa [91] e delle persone in grado di riferire su circostanze utili ai fini delle indagini.

2. Il decreto contiene:

a) le generalità della persona;

b) il giorno, l'ora e il luogo della comparizione nonché l'autorità davanti alla quale la persona deve presentarsi;

c) l'avvertimento che il pubblico ministero potrà disporre a norma dell'articolo 133 l'accompagnamento coattivo [46 att.] in caso di mancata comparizione senza che sia stato addotto legittimo impedimento.

3. Il pubblico ministero provvede allo stesso modo per la citazione del consulente tecnico [225, 233, 359, 360], dell'interprete [143] e del custode [259] delle cose sequestrate.

ARTICOLO  378

Poteri coercitivi del pubblico ministero.

1. Il pubblico ministero ha, nell'esercizio delle sue funzioni [50 s.], i poteri indicati nell'articolo 131.

 

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