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le indagini preliminari

Le indagini preliminari, la finalità, la conduzione e la direzione delle indagini e l'attività del difensore, il giudice per le indagini preliminari competente e l'obbligo del segreto 

Argomenti collegati

gli atti di indagine della PG

gli atti di indagine del PM

l'investigazione difensiva

la notizia di reato 

l'informazione di garanzia

 

ARTICOLO  326

Finalità delle indagini preliminari.

1. Il pubblico ministero [50 s.] e la polizia giudiziaria [55 s.] svolgono, nell'ambito delle rispettive attribuzioni, le indagini necessarie per le determinazioni inerenti all'esercizio dell'azione penale [50, 55, 347 s., 358 s., 405] (1) (2).

(1) Per l'attività di indagine concernente i reati ministeriali e quelli indicati nell'art. 90 Cost., v. l. cost. 16 gennaio 1989, n. 1 e l. 5 giugno 1989, n. 219.

(2) Per il procedimento davanti al giudice di pace, v. gli artt. 11 e 12 d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.

ARTICOLO  327

Direzione delle indagini preliminari.

1. Il pubblico ministero dirige le indagini [348, 384 2] e dispone direttamente della polizia giudiziaria [58] che, anche dopo la comunicazione della notizia di reato, continua a svolgere attività di propria iniziativa secondo le modalità indicate nei successivi articoli (1).

(1) Comma così modificato dall'art. 7 l. 26 marzo 2001, n. 128.

ARTICOLO  327  BIS

(1) Attività investigativa del difensore.

1. Fin dal momento dell'incarico professionale, risultante da atto scritto, il difensore ha facoltà di svolgere investigazioni per ricercare ed individuare elementi di prova a favore del proprio assistito, nelle forme e per le finalità stabilite nel titolo VI-bis del presente libro.

2. La facoltà indicata al comma 1 può essere attribuita per l'esercizio del diritto di difesa, in ogni stato e grado del procedimento, nell'esecuzione penale e per promuovere il giudizio di revisione.

3. Le attività previste dal comma 1 possono essere svolte, su incarico del difensore, dal sostituto, da investigatori privati autorizzati e, quando sono necessarie specifiche competenze, da consulenti tecnici.

(1) Articolo inserito dall'art. 7 l. 7 dicembre 2000, n. 397.

ARTICOLO  328

Giudice per le indagini preliminari.

1. Nei casi previsti dalla legge, sulle richieste del pubblico ministero, delle parti private e della persona offesa dal reato, provvede [22] il giudice per le indagini preliminari [105 att.; 16, 17 reg.; 7-ter, 35, 46, 50-bis ord. giud.] (1) (2).

1-bis. Quando si tratta di procedimenti per i delitti indicati nell'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, le funzioni di giudice per le indagini preliminari sono esercitate, salve specifiche disposizioni di legge, da un magistrato del tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente (3).

1-ter. (4).

1-quater. Quando si tratta di procedimenti per i delitti indicati nell'articolo 51, comma 3-quinquies, le funzioni di giudice per le indagini preliminari e le funzioni di giudice per l'udienza preliminare sono esercitate, salve specifiche disposizioni di legge, da un magistrato del tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente (5).

(1) Sulle funzioni attribuite, sia pure non esclusivamente, al giudice per le indagini preliminari, v. artt. 70-73, 95, 103, 104, 106, 131-133, 145, 175, 204, 262, 263, 267-269, 279, 294, 305-307, 312, 313, 317, 321, 323, 338, 368, 376, 390, 391, 392 s., 406, 409-411, 414, 415, 418 s., 434 s., 438 s., 447, 448, 455-458, 459 s., 489, 725; 22, 123, 124, 128, 135 att.; 238 coord.; 16, 17 reg. Per le funzioni di giudice delle indagini preliminari nei procedimenti per reati ministeriali, v. l'art. 1 l. 5 giugno 1989, n. 219.

(2) Per i provvedimenti del giudice nel corso delle indagini, relativamente al procedimento davanti al giudice di pace, v. l'art. 19 d.lgs.. 28 agosto 2000, n. 274.

(3) Comma inserito dall'art. 12 d.l. 20 novembre 1991, n. 367, conv., con modif., nella l. 20 gennaio 1992, n. 8, e successivamente modificato dall'art. 2 del d.l. 23 maggio 2008, n. 92, conv., con modif., dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, che ha aggiunto il riferimento al comma 3-quater. Si tenga presente che la nuova disciplina, in base alla disposizione transitoria contenuta nell'art. 151 d.l. n 367, cit., si applica «solo ai procedimenti iniziati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto», e cioè a partire dal 22 novembre 1991. La disposizione di tale comma «deve essere interpretata nel senso che quando si tratta di procedimenti per i delitti indicati nell'articolo 51, comma 3-bis, del codice di procedura penale, anche le funzioni di giudice per l'udienza preliminare sono esercitate da un magistrato del tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente» (art. 4-bis d.l. 7 aprile 2000, n. 82, conv., con modif., dalla l. 5 giugno 2000, n. 144).

(4) Comma abrogato dall'art. 2 del d.l. 23 maggio 2008, n. 92, conv., con modif., dalla legge 24 luglio 2008, n. 125. Il testo precedente, inserito dall'art. 10-bis2d.l. 18 ottobre 2001, n. 374, conv., con modif., in l. 15 dicembre 2001, n. 438, entrato in vigore a far data dal 19 dicembre 2001, recitava: «Quando si tratta di procedimenti per i delitti indicati nell'articolo 51, comma 3-quater, le funzioni di giudice per le indagini preliminari sono esercitate, salve specifiche disposizioni di legge, da un magistrato del tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente».

(5) Comma inserito dall'art. 2 del d.l. 23 maggio 2008, n. 92, conv., con modif., dalla legge 24 luglio 2008, n. 125.

ARTICOLO  329

(1) Obbligo del segreto.

1. Gli atti di indagine compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria [347 s., 358 s.] sono coperti dal segreto [326, 621 c.p.; 115, 117, 118] fino a quando l'imputato [60, 61] non ne possa avere conoscenza [114, 116, 243, 258, 309 5, 324 3, 366, 369, 395, 409 2, 419 2-3, 430, 432, 433] e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari [405] (2).

2. Quando è necessario per la prosecuzione delle indagini il pubblico ministero può, in deroga a quanto previsto dall'articolo 114, consentire, con decreto motivato, la pubblicazione di singoli atti o di parti di essi. In tal caso, gli atti pubblicati sono depositati presso la segreteria del pubblico ministero.

3. Anche quando gli atti non sono più coperti dal segreto a norma del comma 1, il pubblico ministero, in caso di necessità per la prosecuzione delle indagini, può disporre con decreto motivato:

a) l'obbligo del segreto per singoli atti, quando l'imputato [60, 61] lo consente o quando la conoscenza dell'atto può ostacolare le indagini riguardanti altre persone;

b) il divieto di pubblicare [114] il contenuto di singoli atti o notizie specifiche relative a determinate operazioni.

(1) Per la disciplina del segreto v. l. 3 agosto 2007, n. 124. V. in deroga a quanto previsto dal presente articolo, l'art. 7 l. 14 marzo 2005, n. 41, che istituisce l'Eurojust, e l'art. 4 l. 27 ottobre 2006, n. 277, che istituisce una Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare.

(2) V. art. 4 d.l. 15 gennaio 1991, n. 8, conv., con modif., in l. 15 marzo 1991, n. 82. Per il dovere dell'autorità giudiziaria di informare tempestivamente il presidente della CONSOB in caso di notizia di alcuni reati in tema di uso di informazioni riservate nelle valori mobiliari, v. l'art. 187-decies d.lgs.. 24 febbraio 1998, n. 58.

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