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mediazione obbligatoria arriva la multa per chi non partecipa...

Riflessioni sulla norma che impone il pagamento della sanzione, pari al contributo unificato, per la mancata partecipazione al procedimento di mediazione obbligatoria - ordinanza del 9/05/2012- Tribunale Termini di Imerese- Sez. Civile- Giudice Istruttore

Approfondimento a cura di

Virgilia Canali

Avvocato del Foro di Viterbo

 

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Interessante porre attenzione alle prime applicazioni in termini giurisprudenziali  dell’art. 8 D.Lgs 28/ 2010 comma 5 così come modificato dalla legge 148/2011 e dal D.L 212/2011 in materia di mediazione obbligatoria.

Prevede la norma in esame che il giudice, con ordinanza non impugnabile pronunciata d’ufficio alla prima udienza di comparizione delle parti, ovvero all’udienza successiva di cui all’art. 5 comma 1, deve condannare l’assente ingiustificato al procedimento di mediazione al pagamento a favore dello Stato di una somma corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio.

Nel caso in esame il Tribunale, nella persona del Giudice Istruttore, riteneva che le motivazioni addotte dalla parte assente al preliminare procedimento di mediazione, obbligatorio secondo la nuova normativa, non configurassero motivo di assenza giustificata.

Il renitente, nella persona del proprio legale, difatti, aveva sostenuto che la sua assenza al procedimento di mediazione era dovuta dalla convinzione  dell’assoluta inutilità dello stesso in ragione della <<acclarata ed atavica litigiosità>> tra le parti e del suo espletamento successivamente all’instaurazione della controversia.

Per il giudice la sussistenza di uno stato di contrasto, seppur concretizzato in altissima litigiosità, non è sufficiente ex se a giustificare il rifiuto di partecipare al procedimento di mediazione, anche in considerazione del fatto che il fine principale della mediazione, ai sensi del D.Lgs. 28/2010, è proprio quello di attenuare i contrasti cercando una composizione bonaria della lite al fine del mantenimento e della continuità dei rapporti personali, prescindendo totalmente dal concetto tutto processuale di chi ha torto e di chi ha ragione.

Per il giudice la condanna al pagamento a favore dello Stato di una somma pari al contributo unificato è obbligatoria ogni qualvolta dalla parte assente al procedimento di mediazione non sia fornita idonea giustificazione, e può essere irrogata anche in corso di causa e in un momento temporalmente antecedente al provvedimento che definisce il giudizio.

Sicuramente un’applicazione rigorosa del testo normativo che induce a fare alcune riflessioni.

Cosa rischia  il chiamato a partecipare ad un procedimento di mediazione che decide di non presentarsi senza un motivo più che valido?

In primis, con l’arrivo della richiesta da parte dell’Organismo scelto dalla parte istante, ciò che al chiamato salta subito all’occhio sono sicuramente i costi della stessa procedura determinati secondo i criteri previsti dalla normativa vigente.

A tale costo, di solito, va aggiunto quello dell’Avvocato la  presenza del quale è indubbiamente elemento di tranquillità per qualunque soggetto chiamato a confrontarsi con un altro avente interessi contrapposti e, al quale, non si rinuncia quasi mai (le statistiche a riguardo parlano chiaro).

Il chiamato, a questo punto, deve soppesare bene i pro e i contro soprattutto a livello di spese totali stante il rischio di una condanna successiva in sede di giudizio che prescinde totalmente dall’esito dello stesso e che, dalle prime applicazioni giurisprudenziali, è considerata obbligatoria.

Un castigo in termini pecuniari che potrebbe essere un buon  incentivo a partecipare ma che appare censurabile almeno dal punto di vista costituzionale; difatti è ingiusto spingere, con la minaccia di una pena pecuniaria, un soggetto a partecipare ad un procedimento finalizzato alla conciliazione che  non è gratuito, anzi tutt’altro, quando magari la stessa parte ritiene di avere delle ottime probabilità di uscire vincitrice nel giudizio civile (avrà  sicuramente tramite un legale valutato la fondatezza delle ragioni proprie e quelle della controparte).

Le spese per la partecipazione al procedimento di mediazione non sono recuperabili, pertanto appaiono come un costo certo che deve comunque sostenere chi non vuole rimanere vittima del castigo normativo.

 

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Come si dice<< o mangi questa  minestra o salti dalla finestra>>.




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