Ricerca


banner_lungo_magitratura_esame_avvocato_2012.jpg
mod_vvisit_counterOggi172
mod_vvisit_counterDal 12/06/095941268

domiciliazioniprevprof.jpg
magistratura_esame_avvocato_2012_2013.jpg























prescrizione crediti contributivi nei sistemi dei liberi professionisti
La prescrizione dei crediti contributivi nei sistemi di previdenza dei liberi professionisti alla luce dei chiarimenti della Corte di Cassazione
 
Argomenti correlati
 
 
 
 
 
La sentenza che brevemente qui si annota ribadisce due principi ormai stratificati nella giurisprudenza di legittimità e, cioè, che il termine di prescrizione dei crediti contributivi degli enti previdenziali privatizzati, a seguito dell'entrata in vigore della l. n. 335 del 1995 (art. 3, commi 9 e 10), si è ridotto da dieci a cinque anni e che il termine di prescrizione quinquennale continua a decorrere dalla data di invio della comunicazione reddituale obbligatoria da parte del professionista e non dalla maturazione del credito dell'ente. A tali principi, enunciati dalla sentenza n. 4981 del 2014, va aggiunto quello, parimenti più volte affermato dalla giurisprudenza di legittimità, che il termine di prescrizione quinquennale decorre anche se la dichiarazione reddituale inviata alla Cassa è infedele.

Cassazione civile, sez. lav., 04/03/2014,  n. 4981

In materia contributiva previdenziale, la l. 8 agosto 1995, n. 335, ha unificato la durata dei termini di prescrizione dei contributi previdenziali, ma non anche le regole in ordine alla decorrenza dei medesimi. Ne consegue che, con riferimento alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei geometri, trova ancora applicazione l'art. 19 l. 20 ottobre 1982, n.773, secondo cui la prescrizione decorre dalla data di trasmissione alla Cassa, da parte dell'obbligato, della comunicazione della dichiarazione dei redditi e del volume d'affari di cui all'art. 17 della medesima legge.


Il primo motivo di ricorso deve essere accolto.
Con sentenza 6 settembre 2007 n. 18698 questa Corte ha precisato che la L. n. 335 del 1995 ha unificato i termini di prescrizione dei contributi previdenziali afferenti ad enti di previdenza anche diversi dall'INPS, ma non ha inciso sulla previgente disposizione di cui alla L. n. 576 del 1980, art. 19, comma 2, in virtù della quale la prescrizione in tema di previdenza forense inizia a decorrere dalla trasmissione della dichiarazione prevista dagli artt. 17 e 23 della stessa legge. Non si tratta di sospensione della prescrizione, ma di inizio della decorrenza della stessa dal momento in cui la Cassa è posta in grado di verificare la debenza e l'ammontare dei contributi (v., in tale senso, anche Cass. 2 ottobre 2008 n. 24414).
Negli stessi termini è stato ritenuto, proprio con riferimento ai contributi previdenziali dovuti alla Cassa dei geometri liberi professionisti, nel regime precedente la Delib. 25 novembre 1998 modificativa dell'art. 45 del regolamento della Cassa, che la prescrizione dei contributi decorre dalla trasmissione alla Cassa della dichiarazione del debitore, ai sensi dell'ari. 17, dell'ammontare del proprio reddito professionale dichiarato ai fini IRPEF e del valore complessivo degli affari dichiarato ai fini IVA, senza che possa rilevare l'infedeltà della dichiarazione, che invece può dar luogo all'applicazione di apposite sanzioni (cfr. Cass. 14 marzo 2008 n. 7000, Cass. 18 dicembre 2008 n. 29664).


 
 




Segnala su OK Notizie!Reddit!Del.icio.us! Facebook!
 

CERCA ANCORA IN QUESTO SITO

Ricerca personalizzata